Dalle parti del Cappellaio Savio?

recensione a «Il signore dei sogni» di Roger Zelazny

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Chi controlla i nostri sogni comanda le nostre vite? Pensate alle religioni, a Hollywood, alla tv… e togliete pure il punto interrogativo. L’idea di entrare dentro i sogni non è nuova e qualche ottimista aggiunge “a fin di bene, per esempio contro i disturbi psichici” ma i realisti obiettano: “e se i potenti di turno considerano la voglia di libertà un disturbo psichico?”. C’è tutto questo – ma solamente sullo sfondo – in uno dei romanzi più geniali di Roger Zelazny cioè «Il signore dei sogni» («The Dream Master» del 1966) che Urania porta in edicola per tutto giugno, con un lieve ritocco al prezzo.

L’inizio del libro è travolgente con l’assassinio di Marcantonio e la profezia sulle idi di «ottembre» («Tu menti! Non esiste il mese di ottembre») e sul «tempo-che-non-esiste, l’occasione mai prevista dal calendario». Poi il romanzo si dipana fra personaggi intriganti, succinte lezioni di psicoanalisi, misteri che si aggrovigliano attorno a Render, «il Plasmatore, uno dei circa 200 analisti speciali dotati di una psiche capace di esaminare dall’interno i vari tipi di nevrosi senza ricavare, dalla mimesi delle aberrazioni, nient’altro che una gratificazione estetica. Era un Cappelaio Savio».

Doveroso non parlare della trama, obbligatorio tacere il finale. Ma qualche esca si può gettare per vedere se i pescetti abboccano. Per chi è cinofila/o a esempio, l’incontro con il «pastore mutante» (Sigmund, il perfido nome) credo sarà indimenticabile. Idem per chi si intriga con i 5 sensi principali e farà i conti con «il viaggio cieco» ma con quasi tutto il libro in definitiva. Segnalo anche «il sax tenore greco», l’«autopsicomimesi», gli appunti sulla «capacità di fare del male», un Terenzio mal citato, un po’ di buddismo, Tristano e Isotta, l’acida barzelletta sugli angeli, la conchiglia di Dedalo (sì, quel Dedalo), Walt Whitman, gli «ignavi» di Dante, la previsione di un mondo interamente asfaltato. Ah, anche questa: «Il matrimonio è come l’alchimia. Un tempo serviva a uno scopo importante ma credo che oggi non serva più».

Verso metà del libro la trama si ramifica in molte storie. Ho sentito diversi pareri su quanti sentieri si riunifichino. N on mi schiero. C’è chi dice che – come molti racconti trasformati in romanzo – «Il signore dei sogni» allunga troppo il brodo. Non mi ri-schiero. Lo considero un libro da leggere e godere anche se non “venero” Zelazny.

Ricordo quando nel 1995 uscì l’edizione Sellerio (era indicato G. G. Pallagianni come traduttore e io ho sotto mano quel testo … che non so dire se Urania riutilizzerà) perché accadde questo: io e Riccardo Mancini – all’epoca su «il manifesto» e altrove ci firmavamo Erremme Dibbì – ci trovammo nella situazione tragicomica non nuova con un po’ di gente a dirci “ma se Sellerio fa una collana di fantascienza allora…” (e a chiederci una recensione) e noi a rispondere “se Orwell fosse uscito su Urania o su Robot tu non lo avresti letto e ti credi pure furbo” (e per ripicca la recensione non la facemmo o forse sì ma parlando d’altro, vatti a ricordare).

NELL’IMMAGINE la copertina dell’edizione Sellerio con uno splendido dipinto di Michael Matias Prechtl perfidamente intitolato «Amore e psiche analizzano il dottor Freud».

 

redaz
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

Un commento

  • Daniele Barbieri

    oggi è Marte-dì eppure in “bottega” troverete meno fantascienza del solito: vari motivi… non preoccupatevi però, fra 7 giorni le galassie tornerano a splendere e spandersi.
    Ho sentito volare una (vecchia) malignità: l’italia fra urne “sbracate” e caccia F-35 non è fantascienza? Certamente no, semmai horror.

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