David Sassoli e noi

96esima puntata dell’«Angelo custode» ovvero le riflessioni di ANGELO MADDALENA per il lunedì della bottega

«David Maria Turoldo scrisse una poesia che David conosceva a memoria: “Dio della vita, sei tu che nasci, che continui a nascere in ogni vita. Voce per chi muore ora: perché non muore, non muore nessuno: niente e nessuno: niente e nessuno muore perché Tu sei. Tu sei e tutto vive, è il Tutto in te che vive: anche la morte!”»: così finisce l’omelia al funerale di David Sassoli di monsignor Zuppi, arcivescovo di Bologna, nominato da Bergoglio e osteggiato dalle frange conservatrici della Curia romano-vaticana.

Sassoli si chiamava David perché suo padre era amico di David Maria Turoldo (*) ma io queste cose non le conoscevo e non avrei avuto modo di saperle se l’amico Giovanni B. – dopo aver visto il mio monologo Il canto degli invisibili e sentito alcune mie canzoni in cui cito Turoldo – non mi avessetelefonato l’indomani della morte di Sassoli per dirmi «era uno come te» cioè «cattolico progressista» come mi disse l’assessore Leonardo Varasano di Perugia dopo aver letto l’inizio del documento che gli consegnai a settembre 2021, intitolato «Appello ai liberi e forti» che rievocava don Luigi Sturzo. Insomma: io di David Sassoli non so nulla, ma ascoltando l’omelia di Matteo Maria Zuppi ho saputo che era cresciuto nel contesto e nell’amicizia di figure come Giorgio La Pira e Turoldo.

Sassoli ha detto alcune cose, ricordate anche dalla figlia al funerale, che veramente danno il senso di quel cristianesimo sociale ormai perduto, nella memoria storica e popolare. Per dirne una: Lillo Vasapolli, teologo di Pietraperzia, anni fa si indignava del fatto che quando un trentenne o un quarantenne oggi parla di antifascisti pensa solo o soprattutto ai comunisti e agli anarchici, agli antagonisti (spesso anche finti e retorici) «ma non pensa a don Luigi Sturzo, per esempio, fondatore del Partito popolare italiano» e uno dei pochi a rifiutarsi di “trattare” con il primo governo Mussolini di cui intuiva (era il 1923!) il carattere totalitario e inconciliabile con la democrazia e con il popolarismo.

Antifascisti come Igino Giordani o appunto Turoldo – durante il triste Ventennio fece circolare clandestinamente la rivista antifascista “L’uomo” – o ai nostri giorni Tonino Bello, Alex Zanotelli, Achille (della rivista L’Altrapagina).

Sinceramente conoscevo Sassoli a stento come conduttore del telegiornale e a mala pena come presidente del Parlamento Europeo. Scopro ora che anche lui rimanda a un filone “perduto” – ma spero ancora vivo – del cristianesimo; e per capire cosa ha reso invisibile e mortificato quei cristiani bisognerebbe chiedere ad Adriana Zarri che definì Giovanni Paolo II «un carro armato» per la Chiesa Cattolica.

Io spero che da lì si possa ripartire per riprendere il filo spezzato del discorso e lo porgo a voi per farne una trama.

(*) in “bottega” cfr Davide Maria Turoldo: contro la guerra e Dalla parte dei perdenti .. padre Davide Turoldo

QUESTO APPUNTAMENTO

Mi piace il torrente – di idee, contraddizioni, pensieri, persone, incontri di viaggio, dubbi, autopromozioni, storie, provocazioni – che attraversa gli scritti di Angelo Maddalena. Così gli ho proposto un “lunedì… dell’Angelo” per aprire la settimana bottegarda. Siccome una congiura famiglia-anagrafe-fato gli ha imposto il nome di Angelo mi piace pensare che in qualche modo possa fare l’angelo custode della nuova (laica) settimana. Perciò ci rivediamo qui – scsp: salvo catastrofi sempre possibili – fra 168 ore circa che poi sarebbero 7 giorni. [db]

 

Redazione
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