Di “strane” cose che presto avverranno nei cieli

Eclissi, congiunzioni e comete: tutto in una volta … è normale? La risposta di Andrea Bernagozzi, astronomo

eclissiLuna

Lavoro all’Osservatorio astronomico della Regione autonoma Valle d’Aosta (nota 1), dove mi occupo, nel mio piccolo s’intende, principalmente di ricerca scientifica e trasferimento tecnologico, ma anche didattica e divulgazione. Al termine di una serata di osservazioni per scuole o pubblico – mentre la maggior parte delle persone sta andando via sperabilmente soddisfatta per aver visto al telescopio pianeti, stelle, nebulose e galassie visibili nel periodo – capita spesso che qualcuno si attardi e faccia una domanda che trovava imbarazzante porre di fronte a tutti. Ve ne sono di tre tipi: «Che cos’è un buco nero?», «Avete mai visto un Ufo al telescopio?» e infine «Ho sentito che in questo periodo in cielo succederanno questi fenomeni… è normale?».

Spero non sarete delusi se dedico questo post alla terza domanda. Su buchi neri e Ufi, per dirla alla Vittorio Catani, c’è già una vasta letteratura e non credo di poter fornire un contributo innovativo alla discussione su questi temi. Non sono Stephen Hawking (nota 2) né J. Allen Hynek (nota 3) per intenderci.

Ma c’è anche un motivo di attualità. In queste serate di fine estate c’è chi ha notato che nei prossimi mesi avverranno un’eclisse totale di Luna, un paio di interessanti congiunzioni di pianeti, una cometa che passerà vicino al Sole per la prima volta. Insospettisce che capitano fra settembre e novembre. Eclisse, congiunzioni e nuova cometa tutti insieme: è normale?

Una volta, neanche molto tempo fa, una domanda di questo genere sarebbe stata accolta dal “learn’d astronomer”, per citare il poeta statunitense Whalt Whitman (nota 4), con il classico sorrisetto. I tempi sono cambiati, per fortuna a mio parere. Si è compreso che se una persona fa una domanda non è perché è un minus habens che va pietosamente indottrinato ma è uno che non sa e vuole sapere. Anzi mostra interesse per il cielo, l’astronomia, il lavoro dell’astronomo: merita rispetto e impegno, non un atteggiamento accondiscendente. Sembra incredibile ma ci sono voluti decenni perché una simile consapevolezza divenisse diffusa e condivisa fra gli studiosi (non mancano ancora sacche di resistenza).

Ecco perché sono contento di poter dire che sì, è normale, e spiegare perché. Il visitatore è sorpreso dalla vicinanza temporale dei fenomeni: l’eclisse totale di Luna nella notte tra 27 e 28 settembre; la congiunzione fra i pianeti Marte e Giove nella notte fra il 16 e il 17 ottobre, poi fra Venere e Giove nella notte fra il 25 e il 26 ottobre; il passaggio al perielio della cometa C/2013 US10 Catalina il 15 novembre. C’è un legame fra gli eventi?

No, come si comprende spiegando in estrema sintesi ogni singolo fenomeno.

Un’eclisse totale di Luna si verifica quando Sole, Terra e Luna si trovano allineati in quest’ordine. Qualcuno può ribattere che Sole, Terra e Luna si trovano in quest’ordine ogni volta che c’è la Luna piena. Infatti è piena proprio perché dal nostro punto di vista, sulla Terra, vediamo tutta la superficie lunare illuminata dal Sole. È vero ma i tre corpi non sono allineati. La Luna si muove attorno alla Terra non su una superficie piatta come un tavolo, bensì nello spazio, che è tridimensionale. La sua orbita è leggermente inclinata rispetto a quella che il nostro pianeta compie intorno al Sole. Vediamo la Luna piena quando, nel suo moto, si trova dalla parte opposta del Sole rispetto a noi posizionandosi “sopra” o “sotto” alla linea ideale che va dal Sole alla Terra. Quando invece capita un allineamento preciso, la luce del Sole viene bloccata dalla Terra. La Luna è eclissata perché attraversa il cono d’ombra proiettato nello spazio dal nostro pianeta.

Si dice che due pianeti sono in congiunzione quando, visti dalla Terra, hanno uguale valore di ascensione retta, una coordinata celeste che, insieme alla declinazione, individua la posizione di un astro in cielo. Tradotto: sono in congiunzione quando si vedono molto vicini uno all’altro. Attenzione, vicini per effetto prospettico. Nei due casi, Marte e Giove saranno separati da poco meno di mezzo grado (il diametro della Luna piena) ma tra loro ci sono centinaia di milioni di chilometri nello spazio. Idem per Venere e Giove, che appariranno separati in cielo da poco più di un grado (il doppio del diametro della Luna piena). Dalla Terra però la prospettiva è schiacciata e non possiamo apprezzare che sono uno dopo l’altro, ci sembrano veramente uno accanto all’altro. Bonus track, da quelle parti, sempre poco prima dell’alba, a ottobre comparirà anche Mercurio. Piccolo problema, per vedere questo spettacolo bisogna alzarsi due-tre ore prima dell’alba. Oppure non andare a dormire, decidete voi.

La cometa C/2013 US10 è stata scoperta nel 2013, come rivela la sua sigla. Il soprannome Catalina deriva dal progetto di ricerca che l’ha individuata, la Catalina Sky Survey, che a sua volta omaggia la regione dove si trovano i telescopi del progetto, le Catalina Mountains in Arizona, Stati Uniti. Questa cometa, secondo le analisi, non è mai passata vicino al Sole prima d’ora. Se ne stava tranquilla per i fatti suoi a miliardi di km di distanza del Sole, bella ghiacciata perché da quella parti, ovviamente, fa freddo. Ma qualche oggetto celeste ha disturbato la sua orbita. Quale oggetto? Forse una stella che, benché lontana, ha dato un minimo di spintarellina gravitazionale alla nostra Catilina che, a quel punto, ha cominciato il suo viaggio verso il Sole. Gli passerà vicino a metà novembre. Per il caldo si… scioglierà un po’, producendo una bella coda. C’è chi pensa che potrebbe essere visibile anche a occhio nudo, ma non si può saperlo con certezza: non essendo mai passata prima, non conosciamo le sue proprietà. Lo scopriremo tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016. Se non a occhio nudo, la si dovrebbe vedere però con un binocolo. Sarà anche l’ultima volta, perché segue un percorso che la porterà fuori dal Sistema Solare per sempre, perdendosi nello spazio su una traiettoria di non ritorno.

Ora sarà chiaro che fra i tre eventi non c’è nessuna relazione. Capitano ciascuno indipendentemente dall’altro. Però, a ben pensarci, qualcosa in comune ce l’hanno: la gravità. È la gravità che determina il moto della Luna intorno alla Terra come di Terra e Luna insieme intorno al Sole; è ancora lei a regolare il movimento dei pianeti del Sistema Solare; grazie alla gravità Catalina ha lasciato il suo eremo cosmico, cominciando un viaggio che la porterà ad attraversare gli spazi interstellari.

Sempre a ben vedere, qualcosa di non normale c’è: la nostra disabitudine a guardare il cielo notturno. Al giorno d’oggi possiamo fare a meno del cielo nella nostra vita quotidiana ma in passato non era così. Gli antichi Greci sapevano che la Terra è rotonda perché durante l’eclisse totale di Luna vedevano il profilo curvo della sua ombra stagliarsi sulla Luna e coprire man mano una porzione sempre maggiore del suo disco. Anche se pensavano che la Terra fosse fissa al centro del cosmo, avevano compreso che Luna e Terra ricevevano la luce dal Sole.

Non c’è bisogno di risalire a epoche così remote. Solo fino a tre o quattro generazioni fa guardare il cielo faceva parte del bagaglio culturale di molti. L’osservazione del cielo, ancora prima che per lo studio astronomico, aiutava a misurare lo scorrere del tempo, regolando le attività della comunità. Non pensiamo solo all’agricoltura. Fino agli anni Cinquanta del XX secolo il segnale orario della radio, con il quale mettiamo a posto l’orologio di casa, era calibrato sul passaggio delle stelle al meridiano. Oggi la moderna tecnologia ha cambiato le cose e paradossalmente il cielo è più facile guardarlo attraverso un display, con le app che mostrano le costellazioni in cielo man mano che orientiamo lo smartphone che teniamo in mano.

Considerare l’osservazione del cielo come qualcosa di superfluo è un peccato per molti motivi. Ne cito uno per tutti: il cielo costituisce la metà superiore del paesaggio. Quando parliamo di panorama, di solito pensiamo alla metà che sta sotto, come il mare, la montagna, la campagna… Ma c’è anche il cielo, appena sopra! Dimenticarlo è come dimenticarsi metà dell’alfabeto. Come avrei scritto queste righe? Non si tratta di astronomia o astrofisica ma della nostra consapevolezza del mondo in cui viviamo, di cui facciamo parte.

Se volete saperne di più, veniteci a trovare all’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Oltre alle visite guidate che facciamo tutto l’anno, che hanno ispirato questo post, nel fine settimana dall’11 al 13 settembre facciamo un grande evento, lo Star Party a Saint-Barthélemy, giunto quest’anno alla 24esima edizione (nota 5). Se il meteo è favorevole, ci saranno telescopi di tutte le forme e fatture puntati verso il cielo, portati quassù dagli appassionati. Molti li mettono a disposizione di tutti, così che chiunque possa guardare attraverso un oculare. Una bella opportunità per riscoprire, in un’occasione speciale, quello che una volta era un gesto normale: l’osservazione del cielo.

Che, tra l’altro, è anche bello da guardare! Questo potrebbe già bastare, no?

PS grazie alla “bottega” per l’ospitalità. Le segnalazioni di eventuali imprecisioni o di mie “confusioni” sono molto apprezzate.

(1) http://www.oavda.it

(2) https://www.facebook.com/stephenhawking

(3) http://www.csicop.org/si/show/the_secret_life_of_j_allen_hynek/

(4) http://io9.com/5973932/walt-whitmans-when-i-heard-the-learnd-astronomer-in-comic-form

(5) http://www.starparty.it/

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Un commento

  • Grazie Andrea ! Ritorna presto !
    P. s.: Nessi. Il cielo è sì paesaggio e alfabeto, ma secondo me è soprattutto una “dimensione”. Attraverso questa “dimensione”, e la consapevolezza, legata alla percezione di questa “dimensione”, che la Luna si trova a circa 1 secondo-luce, che il sistema stellare più vicino si trova possibilmente ad almeno (circa) 124 milioni di secondi-luce (cioè circa 4.24 anni-luce, Proxima Centauri), e che la galassia più vicina si trova a poco meno di (circa) 2 milioni e 500 mila anni-luce (Andromeda) … Attraverso la consapevolezza di questa “dimensione” noi animali umani potremmo forse imparare a essere più solidali e più empatici. E ciò si lega al nostro quotidiano, ai razzismi, alle guerre, e alla pace.

    “Qualcuno che la sa lunga
    mi spieghi questo mistero:
    il cielo è di tutti gli occhi
    di ogni occhio è il cielo intero.

    È mio, quando lo guardo.
    È del vecchio, del bambino,
    del re, dell’ortolano,
    del poeta, dello spazzino.

    Non c’è povero tanto povero
    che non ne sia il padrone.
    Il coniglio spaurito
    ne ha quanto il leone.

    Il cielo è di tutti gli occhi,
    ed ogni occhio, se vuole,
    si prende la luna intera,
    le stelle comete, il sole.

    Ogni occhio si prende ogni cosa
    e non manca mai niente:
    chi guarda il cielo per ultimo
    non lo trova meno splendente.

    Spiegatemi voi dunque,
    in prosa od in versetti,
    perché il cielo è uno solo
    e la terra è tutta a pezzetti.”

    [ Gianni Rodari ]

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