L’ultima casa in fondo all’incubo è la mia

di Fabrizio («Astrofilosofo») Melodia

wesCraven

«Sono interessato a spaventare la gente a un livello profondo, non solo a farla saltare sulla sedia; i miei primi due film hanno fatto a pezzi tutti i luoghi comuni riguardanti le idee di come andava trattata la violenza al cinema. Prima la violenza cinematografica era gentile e pulita; io l’ho resa dolorosa, prolungata, scioccante e molto umana. E sono io che ho reso umani gli assassini». Così disse Wes Craven. Adesso anche lui ha avuto la “brillante” idea di andare a trovare i suoi personaggi e di perdersi all’ultima casa in fondo a sinistra, dove ha fatto la pessima conoscenza con gli artigli di Freddy.

Nato a Cleveland il 2 agosto del 1939, Craven il 30 agosto 2015 si è spento per un male incurabile, lasciando sgomenti e addolorati i numerosi fan che tuttora amano questo simpatico professore di filosofia che fa horror di classe. Eh sì, Wes dapprima si diletta con la musica suonando la chitarra in un gruppo rock, ma poi l’amore per il cinema, letteratura e filosofia lo rapiscono.

Siccome il posto fisso ha la sua importanza, il buon Wesley – meglio noto come Wes – si laurea appunto in lettere e filosofia, diventando poi un tranquillo insegnante che… tanto calmo non era.

Alla fine lascia la cattedra per diventare tuttofare per una casa di produzione cinematografica e, rubando l’arte con gli occhi e la praticaccia, impara i rudimenti del montaggio e delle tecniche di ripresa. Si dedica così a progetti in proprio, realizzando all’inizio spot e film porno, ottima palestra per quel che sarebbe venuto dopo.

Conosce il futuro regista Sean Sexton Cunningham (ideatore della fortunatissima serie horror «Venerdì 13») e dell’altro personaggio cult Jason Voorhees, con il quale Wes realizzerà il suo primo lungometraggio in assoluto, il pornografico «Together».

Craven prende coraggio, è ambizioso. Cosa di meglio che omaggiare un mostro sacro come il regista svedese Ingmar Bergman e uno dei suoi film migliori, «La fontana della vergine»? Prende vita con un budget risicatissimo e mezzi di fortuna il film «L’ultima casa in fondo a sinistra» (1972) in cui la figlia diciassettenne di una ricca e tranquilla famiglia borghese viene violentata brutalmente da un criminale psicopatico, scatenando così la vendetta brutale dei suoi familiari, i quali uccideranno tutti coloro che hanno preso parte allo stupro.

Oltre ad inaugurare un nuovo modo di rappresentare la violenza nei film – qui vista come una realtà dentro ognuno di noi – Craven muove una feroce critica alla società e alle sue convenzioni, compresa la “giustizia”: i poliziotti sono completamente impotenti.

Questa indagine a un tempo filosofica e sociale troverà nuova espressione nell’altro film culto di Craven, «Le colline hanno gli occhi» (1977) in cui una normale famiglia statunitense dovrà tirare fuori tutta la propria ferocia per resistere agli attacchi di un gruppo di minatori diventati cannibali a seguito di esperimenti nucleari.

L’horror di Craven è sanguigno, colpisce inaspettatamente come una scarica di pugni allo stomaco, indagando la realtà con piglio disilluso da entomologo, mettendo in luce quanto di bestiale si nasconde in ogni coscienza umana.

Nel film «Benedizione mortale» (1981) una comunità di Amish è perseguitata da una forza invisibile che commette inspiegabili omicidi mentre nella pellicola «Il mostro della palude» (1982) – tratto dal bellissimo fumetto «Swamp thing» di Len Wein – Craven mette in scena una creatura metà uomo e metà vegetale, che combatte contro i criminali che vogliono trarre profitto da questa “scoperta”.

Torna poi al suo horror più viscerale, con «Nightmare – Dal profondo della notte» (1984) che lo consegna definitivamente all’empireo dei registi di genere (e non solo?) creando un personaggio così iconico da entrare di prepotenza nell’immaginario collettivo. Freddy Kruger è la trasposizione moderna dell’uomo nero che perseguita i più piccoli, un mostro che si nutre della paura, ben oltre il confine del sogno.

A differenza di molti film splatter del periodo, «Nightmare» è fondamentalmente un horror di suggestione psicologica, di messa in scena di quello che Sigmund Freud definiva il perturbante. L’atmosfera onirica aiuta a creare scene crepuscolari che non si basano esclusivamente sulla truculenza degli effetti speciali (comunque notevoli per l’epoca) ma sui collaudati meccanismi della suspense e della evocazione: è interpretato da Heather Langenkamp, Johnny Depp al suo esordio, Amanda Wyss, John Saxon e Ronee Blakley.

Film con forti ancoraggi con la realtà, in quanto l’aspetto di Freddy sarebbe ispirato a un barbone che terrorizzava Craven da bambino, mentre il nome è ripreso da quello di un bullo che a scuola lo vessava. Sembra che la trama sia ispirata a uno strano caso verificatosi realmente negli Usa: un adolescente che soffriva spesso di incubi, smise di dormire arrivando a morire.

Non poteva mancare una piccola visita del regista nel mondo del voodoo e degli zombi, con «Il serpente e l’arcobaleno» (1988) ispirato al libro dell’antropologo Wade Davis. In piena rivoluzione contro il dittatore Duvalier, un giovane antropologo arriva ad Haiti per investigare sulle antiche leggende del voodoo e degli zombi, e qui combatte contro un potente stregone haitiano.

Dopo una pausa in cui Craven diventa essenzialmente produttore, torna alla ribalta nel 1996 con il film «Scream», horror “giovanile” che annovera tre seguiti.

Avrebbe continuato a sfornare film, come testimoniano tutti i suoi progetti aperti, se il cancro al cervello non l’avesse portato via. Con lui se ne va un modo di fare horror che ancora non conosce tramonto, visto che l’ultima casa in fondo a sinistra potrebbe essere la nostra.

 

L'astrofilosofo
Fabrizio Melodia,
Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E' il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici... Fabry.

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