Dieci motivi per salvare la fantascienza

un video di Riccardo Dal Ferro (*)

In un momento storico nel quale i lettori di fantascienza in Italia
sono drasticamente calati (le ultime stime parlano di cinquemila lettori abituali), mi sento in dovere di lanciare un piccolo messaggio di speranza
per

un genere troppe volte relegato alla categoria di puro intrattenimento.
La fantascienza è molto di più, molto più anche di questi 10 motivi
per i quali, secondo me, essa va riscoperta.

http://riccardodalferro.com/2015/01/10/prenderlabene-10-motivi-per-salvare-la-fantascienza/

(*) Questo video appare di lunedì invece che di Marte-dì come forse qualcuna/o si aspetterebbe dal titolo. Il perché la fantascienza debba tornare a “rompere la gabbia” mi pare che lo spieghi benissimo Riccardo Dal Ferro. Se non vi bastasse aggiungo che un tipo dal nome facile (Paul) ma dal cognome tosto – Watzlawick grosso modo ma non scommetterei che tutte le K, le Z e le W siano a posto – ci ha spiegato: «fra tutte le illusioni la più pericolosa è credere che esista una sola realtà». E se ancora non vi basta… forse avete sbagliato blog…

E comunque vi rimando anche a

Cinque ragioni per amare la fantascienza

di Mauro Antonio Miglieruolo, apparso lo scorso mercoledì (non Marte-dì) in blog. Ovviamente la discussione è aperta. Chi vuole intervenire alzi la mano o il piede o la chela o il tentacolo… (db)


db
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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