Esaltazione della stupidità…

… e altre poesie di «Mamù»
Un sabato sera a Sestu. Non lontano da Cagliari. Al termine di un incontro un po’ di chiacchiere. Un ragazzo si presenta: «Davide». Il discorso va sulla poesia. Adr-1 (a domanda rispondo): «Non ne scrivo, forse mi confondi con il mio omonimo che invece è anche poeta». Adr-2: «Sì mi piace però non mi considero un esperto, ammesso poi che esperti di poesia esistano». Adr-3: «Sì, grazie. Leggo volentieri il tuo libretto». Adr-4: «Non mi sento obbligato a parlarne. In generale la mia regola è questa, anche con amici-amiche. Se mi piace faccio la “recensione” e se non mi convince sto zitto. Perdere tempo per dire: “uh che brutto” mi pare sciocco».
Così è andata. Davide è simpatico ma non credo che questo mi abbia influenzato nel leggere il suo «Giovani parole d’amore e d’accordo» che è uscito a nome Mamù nel gennaio 2011 con l’editore La Riflessione (www.lariflessione.com).

Così scrivo a «Mamù» – alias Mattia Murgia – e gli dico: «Alcune mi sono piaciute, altre meno. Più riuscite, mi pare, le ironiche e quelle onomatopeiche o che giocano con le parole; invece un poco stereotipate, per i miei gusti, le amorose. In qualcuna ho sentito un’eco di Wislawa Szymborska, in altre vaghe consonanze con Pabuda che…. non ha vinto il Nobel, per ora, ma in blog è seguitissimo. Senti. Mandami queste tre che sabato le posto. Però non garantisco di rispettare gli allineamenti perchè nell’impaginazione ahimè sono un caprone». Poi ci ripenso e aggiungo con tono deciso: «Ricorda, fratello: le parole non sanno parlare». Segue silenzio, poi Mamù – brandendo una simbolica ascia di guerra – risponde: «ma questa frase è mia, proprio nell’ultima poesia». E il perfido db: «argh, argh» – cioè sghignazzando che neppure il peggiore Gambadilegno disneyano – «era tua, adesso cola e forse dilaga».
Le tre eccole qui sotto: larga la foglia e stretta la via, dite la vostra che ho detto la mia. Ma ricordate, come ho sempre (!) sostenuto, «le parole non sanno parlare».
Come diiiiiite? Qui sotto le poesie sono quattro e non tre? Maledetto «Mamù» mi hai fregato.
L’esaltazione della Stupidità
Stupitevi!
Gli stipiti strepitano poiché lo streptococco
stampato sullo step
stappa le tappe
nella steppa
mentre i tappi tappano toppe
topando.
Tanti topi tiepidi tentennano
stando
sputati da un puteum
puzzolente.
Tipiti-topiti-bum!
Stingo,
stringo le stringhe,
e stringando mi accomiato.
Stupenda è talvolta stupidità!
E se lo studio stumba gli stinchi
ed i fianchi,
stàncati e sfebbrando spandi,
spendendo,
la tua conoscenza,
nell’incoscienza.

Dal delirio della febbre 18/01/2007
😉 😛
Che pizza
Sto pezzo
Di puzza
Di pozzo:
Impazzisco
Come in fossa
O pozza
o come deprezzato
dal pizzo
di un pazzo pezzente
che spruzza
bozze inzozzate
di zizzania
e zuppa azzuppata arruffata annoiata ammalata azzannata
affrettata
che azzanna zanzare zoomate in uno zoo
e assetate di zollette di zucchero
e zampe di zebra
ZZZ ZZZ ZZZ
Zampa rampante su una zanna zelante
Che la zitella gioiosa ha gettato di scatto
Matto gatto ratto ammalato infettato.
Zuzzurelliamo giocando sul prato. Ato Iato Lato Fato.
Sempre gentile zin zon zan.

Il delirio continua !!!
Una bottiglia
imbottita di bottarga
di Bitti
abitava in una bettola
buttata
nel brutto palchetto d’una battaglia
bastonata e imbrattata
di botte ben battute.
E i botti banditi dal bosco beato
si tuffano nel bosco
bordato.
E bastoni
imbelliti dal busto di una bestia
in una busta bastante,
bisticciano.
Botti e dotti
intinti di boria
come biscotti
si gettano in aria
brandendo bugie
scoprendo manie
cantando nenie
per belligerare.

Poesia d’Avanguardia di un secolo fa
1 g c
( | )mo
& frs c d remo cs
signfcn l m psie.
Grz, a prst, bc e kss
Tradotto:
un giorno ci
sedere mo
e forse ci diremo cosa
significano le mie poesie.
Grazie, a presto, baci e kisses…:)
27/05/2010

Redazione
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Un commento

  • vincenzo pillai

    un poò di gioco su verità preoccupanti
    non posso fare
    sto a guardare
    altri
    fare
    cose
    da non fare.
    che fare ?

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