Fazio, Varoufakis e dintorni

ovvero: un interrogativo matematico – per gli stupidi – del signor Tempo Sempre Giusto (per qualcuno)

di Božidar Stanišić (*)

liberi-FORSE

Non guardo «Che tempo fa» da molto tempo, cioè dal momento in cui ho saputo che il conduttore Fabio Fazio ogni giorno riceve 5 paghe mensili di un operaio. Su quest’argomento mi sono espresso anche sulle pagine di questo “bottega”: Fazio è la voce d’oro della Rai, i cui i progetti passano senza alcun bando di concorso, ma ci sono altri strapagati – da Vespa a Floris – vergognosamente strapagati appunto.

Scoperto l’onorario per l’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, recente ospite di Fazio, per 24.000 euro (un euro/minuto) si è alzata la polvere – innanzitutto politica – ma per via delle sue idee, indubbiamente coraggiose anche se per ora vinte dagli strapoteri della Ue.

Tuttavia, se non fosse apparso il greco più famoso del 2015 (che dovrà rispondere almeno ai Greci di cosa farà con quei soldi ingiustamente guadagnati: li verserà alle casse dei poveri o alle mense sociali?) nessuno sarebbe riuscito a sapere quanto vengono pagati altri “illustri personaggi”. Neppure stavolta si pone la domanda (sarò stupido ma io per primo non riesco a capire) con quale “lume” la maggioranza di questi ospiti veniva e verrà a chiacchierare nel salotto di Fazio.

E il conduttore, armato dal twitter (ormai ci servono solo risposte brevi, veloci possibilmente come lo sputo) risponde a tutte le critiche sull’onorario offerto a Varoufakis e implicitamente anche a tutti altri ospiti “importanti”. Ironizzando – perché no? se ti senti forte, se stai sopra, se ti vedono in casa due volte alla settimana? – Fazio replica così al messaggio di un utente: «Non capisco la polemica. Se Fazio riceve in pubblicità più di quanto spende, ha ragione lui. E’ matematica».

«Come avrà notato, in questo mestiere anche la matematica può diventare un’opinione…».

Vale la pena creare la pagina bianca dello schermo di computer, come la carta nel passato, e rispondere su questo pensiero «matematico»?

Basta dire che in realtà non c’è pensiero matematico ma il calcolo del bottegaio insaziabile: 2 + 2 = 4 ma se risulta 5 o 6 va ancora meglio…

Davvero vale la pena? L’homo aeconomicus con livello culturale di dubbia altezza, armato del pensiero unidimensionale facilmente legabile con la “ragion pura” degli «utenti» (cittadini no?) che la pensano come lui, è degno di una lettera?

Io credo di no, eppure sono convinto che i giovani debbano osservare anche questo modo di ragionare: certo, io guadagno ma porto tanti soldi all’azienda (pubblica, finanziata dagli abbonamenti tv anche di chi prende 400 euro di pensione) con la pubblicità. Non importa che quella pubblicità alla fine sia pagata dagli stessi utenti che sono anche consumatori, i quali il giorno dopo – pagando tutti quegli yogurt per diventare magri, dentifrici per avere denti più bianchi della neve, macchine che si parcheggiano da sole etc. etc – danno lo stipendio anche a trasmissioni del genere, aiutando i mezzibusti tv strapagati.

Non importa perchè – come vedete – anche la “matematica” è dalla mia parte! Ed è chiara: scambiamo e accumuliamo i beni, basta. Non è vero che il mondo è solo un oggetto? E gli oggetti sono da manipolare, sì o no? Se non fosse chiaro, volete un altro twitter? Stavolta filosofico, diciamo la risposta sul “che tempo che fa”?
Ecco, per me-Fazio, il tempo è sempre quello giusto.

(*) Ho scelto io questa illòustrazione, spero che Bozidar non la trovi “troppo cattiva” (db)

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