Film “Le mani libere“ di Ennio Lorenzini, Algeria, 1965

Una gemma ritrovata

di Karim Metref

Les mains libres, un film girato nel 1964 in Algeria, da un regista italiano poco conosciuto: Ennio Lorenzini, ritrovato in un archivio audiovisivo di Roma è ora disponibile in versione ristaurata. Una vera gemma dimenticata e poi ritrovata.

Les mains libres (Le Tronc de Figuier)

Le mani libere di ennio Lorenzini

Si tratta del film del regista Ennio Lorenzini intitolato “Le mani libere” (titolo originale “Les mains libres”, anche conosciuto come “Le Tronc de Figuier”) (1).

Le mani libere” era stato dimenticato per molto tempo e fu solo recentemente riscoperto tra gli scaffali dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD). È stato restaurato dalla Cineteca di Bologna ed è ora disponibile in versione ad alta definizione.

Il film è stato presentato ultimamente a Roma (il 26 gennaio), a Cagliari (il 4 febbraio) e a Torino (il 23 febbraio). Sarà presentato a Milano il 17 marzo alle ore 21:00 presso la Casa della Cultura, via Borgogna 3, insieme al numero speciale della rivista “Il Ponte” dedicato ai sessanta anni di indipendenza dell’Algeria (“Il Ponte” numero 6 novembre-dicembre 2022. Tra mito, storia e attualità: i sessant’anni della rivoluzione algerina, a cura di Caterina Roggero) (2).

Algeria 1964

La guerra d’Algeria era finita nell’estate del 1962. I francesi d’Algeria, insieme all’esercito coloniale, hanno preso le navi e sono “tornati” in metropoli. Gli algerini si sono ritrovati da soli e le cose non sono andate proprio per il meglio. Ci sono stati colpi di stato e scontri, ma c’è anche tanta speranza. La gente è euforica. L’impresa compiuta, ovvero sconfiggere (più politicamente che militarmente) un nemico così forte come la quarta potenza militare del pianeta, sembrava una specie di miracolo. E quindi, perché non sognare in grande?

Il paese si è trasformato in una sorta di pellegrinaggio per sognatori, rivoluzionari e idealisti provenienti da ogni parte del mondo.

Ad Algeri si parla, si dibatte, si sogna… e qualcuno ha pensato di fissare tutto questo su pellicola. Ci sono per lo più registi europei solidali con la lotta del popolo algerino: René Vautier, Yann Le Masson, Gillo Pontecorvo… Ma ci sono anche giovani assistenti algerini che presto diventeranno grandissimi registi come Lakhdar Hamina, Djamel Chanderli e Mohamed Zinet…

I film della Casbah

Un combattente della sezione algerese del Fronte di Liberazione (FLN) algerino, Yacef Saadi, fonda una casa di produzione Casbah Film.
Casbah Film non ha soldi, ma Yacef Saadi è un ex alto ufficiale del Esercito di liberazione e ha tanti contatti, sia tra la gente che all’interno della nuova classe dirigente. Offre come supporto il paese, le sue magre risorse, la sua gioventù, le sue strade, la generosità delle sua gente.

“La battaglia di Algeri” ma non solo

Con questi mezzi è stato girato il capolavoro di Gillo Pontecorvo, La Battaglia di Algeri. Ma Casbah Film ha anche prodotto un altro regista italiano sconosciuto, Ennio Lorenzini, che ha girato un documentario prima intitolato Le tronc de figuier (Il tronco di fico), ma poi reintitolato Les mains libres (Le mani libere).

“Le mani libere” è un documentario molto poetico che racconta più il sogno che la realtà. Racconta dell’Algeria nascente che si lascia trascinare dai sogni di uno sviluppo armonioso senza ingiustizie sociali e senza dipendenze da altre potenze straniere. Sogna l’Algeria, ma dimentica le sue profonde contraddizioni. Queste contraddizioni sono intraviste in secondo piano dall’obiettivo del regista con una specie di pudore che non mette i difetti in primo piano ma non li nasconde nemmeno.

Delicato, bello e poetico, Le mani libere è una vera gemma rimasta nascosta per più di cinquanta anni e oggi riscoperta.

Il cinema italiano e la liberazione dell’Algeria

In occasione del ritrovamento e del restauro del film Le mani libere di Ennio Lorenzini, l’AAMOD ha dedicato il numero 22 dei suoi Annali a questo evento, con un volume intitolato “Con le mani libere: il cinema italiano e la liberazione dell’Algeria”(3).

Il volume si concentra sulla storia del cinema algerino delle origini e del suo rapporto con l’Italia, e sul contesto politico e culturale nel quale sono inseriti: la lotta per l’indipendenza dell’Algeria, la solidarietà internazionalista degli anni Sessanta e le relazioni italo-algerine. Si analizza poi da diversi punti di vista Les Mains libres (anche noto come Tronc de figuier, 1965), prodotto dalla Casbah Film, che nello stesso periodo sta producendo anche La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo. Infine, il regista di Les Mains libres, Ennio Lorenzini, che è relativamente poco conosciuto, viene ricostruita la sua vita e le sue opere, e viene ricordato e riscoperto.


1. Film “Le Mani Libere” di Ennio LOrenzini. Casbah Film, 1965 (disponibile presso l’AAMOD  (Via Ostiense, 106 – 00154 Roma – Italia. info@aamod.it. tel.(39) 06/57289551 – 06/5742872 – 06/57305447)

2. Il Ponte, rivista di politica, economia e cultura fondata da Piero Calamandrei. numero 6 novembre-dicembre 2022. Tra mito, storia e attualità: i sessant’anni della rivoluzione algerina. a cura di Caterina Roggero. Clicca qui per vedere dettagli.

3. “Con le mani libere. Il cinema italiano e la liberazione dell’Algeria” a cura di Luca Peretti e Paola Scarnati.  Edizioni EFFIGI, 2022. Isbn:  978-88-5524-503-6

 

Karim Metref
Sono nato sul fianco nord della catena del Giurgiura, nel nord dell’Algeria.

30 anni di vita spesi a cercare di affermare una identità culturale (quella della maggioranza minorizzata dei berberi in Nord Africa) mi ha portato a non capire più chi sono. E mi va benissimo.

A 30 anni ho mollato le mie montagne per sbarcare a Rapallo in Liguria. Passare dalla montagna al mare fu un grande spaesamento. Attraversare il mediterraneo da sud verso nord invece no.

Lavoro (quando ci riesco), passeggio tanto, leggo tanto, cerco di scrivere. Mi impiccio di tutto. Sopra tutto di ciò che non mi riguarda e/o che non capisco bene.

2 commenti

  • Preziosa segnalazione. Ricordo ancora una domenica mattina di fine anni ’70 al cinema Espero su via Nomentana a Roma, proiettavano ‘La battaglia di Algeri’. Io e Valerio divorammo quel bianco e nero serrato e poi ne discutemmo per strada e al bar, tra un caffè e una sigaretta. Dovrei cercare il mio amico che nel frattempo ho perso di vista e insieme andarci a vedere ‘Le mani libere’.

    Grazie Karim

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