Pabuda: fine pena mai

fine pena: mai.

ma che storia, dai!

fine pena: mai.

mami, mami! ma… il mai… lo sai?

dov’è ‘sto mai?

mami, mamita!

dimmi, dimmi, se lo sai:

dentro al mai che ci fai?

è lungo il mai? è lento, è veloce?

grida forte, quand’arriva,

o sussurra soltanto, con un filo di voce?

ma quand’è il mai?

io no lo so com’è, tu lo sai?

fine pena: mai. mi faccio pena, sai…

fine pena mai:

suona male assai

questa storia del mai.

anzi, molto peggio, se lo sai:

lo sai perché mi fa paura?

‘sto mai, magari non lo sai,

ma è un’infinita tortura:

vuoto, sordo e silenzioso:

questo mai non cambia,

non suona e non canta mai.

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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