Fogli, Lugli, Manzini ma anche…

un Carlotto “acustico” e cocaina per tre

Recensioni giallo-noir di Valerio Calzolaio  

Nordest e Sud. Perù e Milano. «La pista di Campagna» è la soluzione eccentrica che trova il bravo e onesto ispettore Giulio (già protagonista di altre storie, sempre con le amate Gaia e Ilaria a casa) per smantellare un traffico di mafiosi bulgari, vendicare un amico del suo capo, salvare il proprio posto e forse aiutare il suo amico spacciatore. «La velocità dell’angelo» riguarda l’aforisma di Sara, ex grande atleta ed ex brava poliziotta: non correre più veloce di quanto il tuo angelo custode sia capace di volare. A lei è successo, innamorata di una stupenda ragazza quasi cocainomane spacciatrice. Finalmente lo racconta a uno scrittore, per caso, nel bar di un ex confidente. «Ballo in polvere» allude al voluttuoso violentissimo intreccio fra narcotraffico del Cartel de Sinaloa, guerriglieri di Sendero Luminoso, mafia siculo-lombarda, finanza criminale e qualche poliziotto sia disonesto che onesto. I tre racconti di Carlotto, Carofiglio e De Cataldo («Cocaina», Einaudi 2013, pagg. 192 euro 13) ben raccontano testi e contesti, mercati e mercanti, produzione e consumo della droga, il secondo più intimista e incidentale in prima persona.

 

Champoluc, Val d’Aosta. Gennaio 2012. Rocco Schiavone è nato a Trastevere nel 1966, quando non c’erano i turisti ma gli omicidi. I suoi amici erano diventati ladri e spacciatori; così entrò in polizia, ateo e manesco, facile alla corruzione e all’investigazione, alle donne e alla marijuana. Fece carriera e si sposò con l’amata Marina. Lei era morta quattro anni prima, lui era divenuto vicequestore. Poi aveva commesso qualcosa di indisciplinato, da quattro mesi lo hanno trasferito dalla Cristoforo Colombo ad Aosta, con Clarks, Loden, Volvo, pesante inflessione romanesca, sarcasmo e ottimo intuito investigativo. Mentre è a letto con la bella Nora lo avvisano di un corpo sepolto nella neve e travolto dal gattista col bestione cingolato su una ripida scorciatoia. E’ Leone Miccichè, marito della meravigliosa Luisa Pec, incinta. Rocco cambia scarpe e scopre chi, dove, come, quando e perché, riuscendo pure a rubare a ladri e a liberare cingalesi. Terza buona prova per l’attore regista sceneggiatore romano 49enne Antonio Manzini («Pista nera», Sellerio 2013, pagg. 278 euro 13), in terza quasi fissa. Verdicchio di Matelica e risotto al Barolo.

 

Massimo Lugli

«Gioco perverso»

Newton Compton

414 pagine per 9,90 euro

 

Roma e Italia. Notte e giorno. Il disinvolto cronista di nera Marco Corvino viene a sapere che una bruna irreprensibile signora 53enne è morta impiccata durante sesso estremo, causa legatura erotica giapponese, “shibari”. Pubblica nome, foto, dettagli pruriginosi, altro che privacy! Il marito gli dice che un figlio c’è, di 22 anni, che il matrimonio era bello, da 24 anni, che qualcosa di strano dovrebbe venir fuori, indaghi meglio. E Corvino va, si incuriosisce, si documenta, si infiltra. Ne vien fuori un’inchiesta pericolosa e un reportage sulle pratiche sadomaso, ben raccontati in prima e terza dall’esperto giornalista 58enne Massimo Lugliin «Gioco perverso», attività sulle quali già aveva scritto Carlotto nel premiato «Maestro di nodi». Pare siano molto diffuse!

 

Patrick Fogli

«La puntualità del destino»

Piemme

360 pagine per 17,50 euro

 

San Sebastiano degli Appennini (sull’Idra). Marzo 2012. Scompare Alessia Scaroni, una ragazzina solare, quattordici anni da un mese. Finito l’allenamento di pallavolo era con l’amica Giovanna, dopo averla salutata nessuno l’ha più vista. Quasi contemporaneamente il fiume è in piena, la nebbia avanza, arrivano forti scosse di terremoto. Patrick Foglici racconta «La puntualità del destino» e il relativo circo mediatico, con pathos e sensibilità, più sguardi e più registri su vari misteri crimini menzogne ricatti. Segreti e amori. In prima parla e risolve un ex poliziotto, barista e consulente investigativo a mezzo tempo, il 44enne Gabriele Riccardi: forse il giovane immigrato sospettato e arrestato non c’entra proprio nulla. Interessante e significativo. Led Zeppelin.

 

Massimo Carlotto

«Il giardino di Gaia»

Feltrinelli

110 pagine per 8 euro

 

Gaia Convento Bruni ha un marito impiegato all’ufficio urbanistica e un figlio quasi ventenne. Lei si barcamena, lui ha deciso di accettare la prima mazzetta, il giovane ha una fidanzata imperfetta. Gaia scopre che Lorenzo ha l’amante e sistema tutto. Moderni peccati di paese nell’audiodramma di Massimo Carlotto, «Il giardino di Gaia», lei crudele regista. Ho visto in diretta a teatro una delle prove di registrazione e mi sono proprio divertito. Ora possiamo anche leggerlo, nella bella serie di “racconti acustici” della meneghina Fonderia Mercury, per il quale sono già stati editi Corrias e Dazieri, stanno per uscire Bajani ed Elisabetta Bucciarelli, poi Fois e Cavina. Testo originale e indicazioni per l’adattamento radiofonico, curato da Sergio Ferrentino.

 

CONSUETA NOTARELLA

Queste recensioni escono in anteprima su «Il salvagente». (db)

 

 

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