FOREVER FUN ovvero CONSERVARE PIERMARIO CIANI

ripreso da Diatomea.net (*)

FOREVER FUN ovvero CONSERVARE PIERMARIO CIANI

Piermario Ciani (1951-2006) è stato un artista molto più importante di quanto venga riconosciuto normalmente. Nato e vissuto a Bertiolo, in provincia di Udine, da quella sua periferica postazione residenziale è riuscito a inseminare le proprie elettrizzanti attività estetiche, per vie fantasiosamente traverse, in tutto il pianeta. Già in tempi pre-Web, infatti, ha tessuto una personale rete di contatti con artisti che ha chiamato a più riprese a partecipare a iniziative, da lui stesso ideate e organizzate, di attivo libero scambio estetico.

La sua articolatissima parabola espressiva ha inizio a soli diciott’anni, quando comincia a fotografare per un quotidiano locale, poi sperimenta la pittura e poco dopo diventa il fotografo documentario ufficiale di The Great Complotto, l’animata scena new wave/punk di Pordenone, che condensa nei Ritratti Naoniani, immagini fotografiche in bianconero riprodotte e reinventate tramite le prime fotocopiatrici a colori.

Ciani è, parallelamente a Bruno Munari, uno dei più prolifici sperimentatori delle possibilità espressive della xerocopia. Espone dappertutto nel mondo, ma questo non gli basta. Dal 1980 si tuffa nel network internazionale della mail-art, l’arte ludica che gioca a proporre un modello antiutilitario della comunicazione postale, e comincia a produrre cartoline, timbri, francobolli, involucri singolari. Sono cose che oggi Internet e la posta elettronica hanno definitivamente relegato nel passato, ma lui nel 1989, organizzando Strane corrispondenze, raccoglie da tutto il mondo cento mail-artisti, e nel 1998 con Interazioni postali arriva a metterne assieme oltre seicento.

Intanto, trovato un sodale perfettamente complementare nell’artista viareggino Vittore Baroni, con lui (e poi con Massimo Giacon) passa dalla mail-art all’organizzazione del progetto multimediale TraX, che tra 1981 e 1987 coinvolge un mezzo migliaio di artisti mondiali e produce vinili e audiocassette, riviste e audioriviste, mostre e performance, gadget e beffe (i ricercatissimi dischi fantasma dei Mind Invaders) e molto altro.

Passando dai procedimenti manuali e fotochimici ed elettromagnetici a quelli elettrostatici (e poi arriveranno quelli digitali), nel 1984 Ciani si fa pioniere anche della inedita Fax-Art, realizzando per la Festa Nazionale dell’Unità di Pavia un collegamento via fax con una galleria canadese: per «rispondere a toner», naturalmente. Ama dire di sé che predilige i supporti cartacei, sì, ma spesso le sue opere si fanno immateriali e percepibili «ai confini tra la telepatica e la telematica». Di fatto si delinea in quel periodo l’attitudine che meglio lo caratterizzerà negli anni successivi: la trasformazione da un solo uomo a un network, da produttore di immagini a creatore di situazioni. Il gradino successivo sarà il costruttore di mondi paralleli.

Convertitosi nel frattempo anche lui al digitale, utilizza il computer dapprima per realizzare installazioni e performance e poi come strumento per crescenti attività di graphic designer, ormai sua prevalente occupazione professionale. Una accelerazione in questo senso gli proviene dalla creazione – ancora insieme con l’amico Baroni – delle AAA Edizioni, il cui acronimo sta per Artisti Allibratori Associati, rendendo implicito il senso della scommessa fatale. Specialmente qui Ciani, governatore di una ideale Qzertyland, ha modo di esplodere come visual designer di alta dignità autoriale. La sua estetica si rivela sempre di dirompente cifra grafica e cromatica, dove il dinamismo di forme e colore si fa continuo richiamo alla più accesa psichedelia.

La sua policromia esistenzialista trova il punto di fusione nell’incontro radioattivo tra l’attività solitaria e il lavoro di gruppo, il che gli permette di coltivare al meglio la propria prediletta tranquillità febbrile. È a questo punto che cresce in lui l’idea delle identità multiple che possono trasformarlo da semplice individuo in «condividuo». Si fa pertanto audace teorizzatore del superamento dell’essere individuale e alfiere delle identità condivise.

Nel 1992 aveva già collaborato all’organizzazione del Decentralized Networker Congress. Due anni dopo, è tra i pochi cospiratori che danno il via a una delle maggiori beffe mediatiche della storia, il Luther Blissett Project. Dapprima solo presunto artista in giro a formare col suo percorso in bici sulla cartina dell’Europa la parola ART, di cui si denunciò la scomparsa a Chi l’ha visto?, Luther Blissett diventa un nome/pseudonimo multiplo di grande espansione e fortuna mediatica. «Luther Blissett è nato sul divano di casa mia», Ciani volle solo dire pudicamente. Ma quello non fu che uno dei suoi tanti, precedenti e successivi, pseudonimi collettivi. Prima c’era stato il gruppo rock virtuale Mind Invaders, titolare di dischi inesistenti. Poi ci sarà Stickerman, misterioso ideatore e appiccicatore di adesivi impertinenti su qualsiasi superficie più o meno compiacente; perché lo sticker è qualcosa che aderisce su altro modificandolo, una sorta di spiazzante détournement situazionista.

Non contento, ormai avvolto nel gusto dell’arte autogenerante e della sovversione virale del sistema dei media, Piermario Ciani continua a voler confondere le acque tra singolarità dell’essere e sua dimensione collettiva fondando nel 2002 un nuovo progetto grandiosamente schizofrenico, tra estremismo ludico e lucido delirio di onnipotenza: FUN-Funtastic United Nations. Qui l’invito viene rivolto ad artisti amici e complici a progettare bolli, banconote, santini e stampati vari provenienti da nazioni inventate; e il tutto viene sottoposto a diversi interventi di circolazione pubblica e privata. Divertimento (fun) assicurato per tutti. Ma anche esercizio raro e ri-creativo di inventiva linguistica e intelligenza espressiva. Coadiuvato da Baroni e dall’artista friulana Emanuela Biancuzzi, Ciani si occupa della regia e della diffusione di tale realtà parallela, un intero universo patafisico in espansione.

PMC, Funtastic United Nations – stamps

Ormai divenuto un cult della controcultura e considerato un vero profeta dell’arte beffarda e gioiosa, gli arriva anche la benedizione della Société des Cartographes Fous: «L’attività principale di Ciani per un certo periodo è stata la produzione di attacchi convergenti alla concezione stereotipata del fare artistico come attività consacrata dal “sistema”, sostenuta dal mercato o imbalsamata da una mortifera unanimità di consenso». E lui, cosciente della propria posizione di artista del tutto traballante nei confronti del mercato artistico, «preferendo la libertà di cambiare percorsi e collaboratori, come un esploratore nomade che non vuole raggiungere un posto in particolare ma solo avere davanti una strada da percorrere», sottolinea con lampante lucidità: «Arte e mercato non sono affatto inconciliabili, però spesso il valore artistico di un’opera non coincide col suo valore di mercato. Ci sono opere che fanno parte della storia dell’arte e costano meno di altre opere insignificanti. È una scollatura dovuta al fatto che gli storici dell’arte non necessariamente hanno gli stessi gusti di coloro che hanno il portafoglio gonfio».

a sinistra: PM Ciani, Autoritratto, 2003; a destra: PM Ciani, Mi sento a pezzi, 2001

Nel 2006, a cinquantacinque anni, cosciente della malattia mortale che lo sta ghermendo prematuramente, firma la sua ultima opera, l’ennesimo foglietto di francobolli ben progettato graficamente, intitolandola Game Over. Ultima e definitiva autoironia d’artista di fronte all’ironia della sorte.

A Piermario Ciani, artista di culto, pirotecnico produttore d’immagini, riverito PadrePio degli artisti irregolari, mio caro amico e compagno di tante allegre e avventurose peripezie artistiche, voglio dedicare questo ricordo oggi, a 70 anni dalla sua magica apparizione sulla Terra e a 15 dalla sua mistica sparizione dal pianeta. Custodisco con raggiante nostalgia alcune delle sue opere, tuttora e sempre sorprendenti, e con tenerezza voglio condividerle, appunto “in conserva” reverente, con chi vorrà bearsene con me, in un brioso Fluxus di emozioni. 

                                                                                                                             Ferruccio Giromini, curatore della mostra

PS – Per questa rievocazione, ringrazio i comuni amici Vittore Baroni per il puntuale apporto testimoniale ed Emanuela Biancuzzi per il supporto sempre amorevole. FUN, forever FUN.

Comunicato stampa della mostra su Piermario Ciani, organizzata a Genova, a 15 anni dalla sua morte.

comunicato-stampa (link al comunicato stampa in pdf)

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Bio di Ferruccio Giromini

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