Fottere le reclute

ricevo da Saverio Tommasi

I “geni” militari si stanno già incazzando per la mia nuova videoinchiesta: “La guerra? Un gioco semplice e divertente”. Guardate come l’esercito trova nuove reclute:
http://www.youtube.com/watch?v=ikSANfGWMOU

Fottere le reclute
L’Esercito Italiano, quello che modestamente viene chiamato Esercito della Difesa, nel reparto “comunicazione” del suo sito ufficiale, utilizza videogiochi per trovare nuove reclute. Ai giovani piace giocare, deve essere stato il ragionamento, allora facciamoli divertire, presentiamogli la guerra come un divertimento e forse qualcuno abboccherà. Sono videogiochi da Commodore 64, sia chiaro, roba che in confronto il pac-man era un’invenzione tecnologica paragonabile allo sbarco sulla Luna. Ma si sa, con la crisi i soldi se ne sono andati nei 131 cacciabombardieri F35 e il sito l’hanno realizzato con gli spiccioli caduti dalle fondine. E poi quello che conta è il senso. Ecco, mi chiedo, quale senso può avere presentare la guerra come un videogioco, un divertimento da portare avanti con il mouse in mano?
Che le pubblicità non rappresentino esattamente la realtà lo sappiamo tutti. La famiglia del Mulino Bianco non esiste, il Mc’ Donald’s non è il regno dei bambini in salute e le mutande con le chiappe rialzate funzionano solo se le chiappe stanno già rialzate anche senza le mutande. Però dovrebbe esserci un limite anche alla finzione, perché altrimenti la finzione si trasforma in inganno. E l’inganno è un reato punito dal codice penale. E secondo me presentare la guerra come un divertimento è un inganno bello e buono, come direbbe mia nonna. Oppure un inganno “brutto e cattivo”, come dico io che non amo le frasi fatte e sono più stronzetto di mia nonna.
In finale di articolo, una precisazione. Durante la telefonata, nel video, il tipo mi dice che i giochi non sono sanguinosi come altri di famose multinazionali. Ha ragione, ma il fatto è proprio questo. I videogiochi acchiappa-reclute non sono né sanguinosi né violenti. La guerra, invece, lo è. Per questo dico che si tenta di far abboccare il pesce (la recluta) con un’esca succulenta che però nasconde un amo mortale. La guerra.
Un saluto di pace,
Saverio Tommasi – http://www.saveriotommasi.it

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