Francesco Masala: «Bes» e aria fritta

Il meglio (FORSE) del blog-bottega /262…. andando a ritroso nel tempo (*)

I BES (acronimo dei bisogni educativi speciali) sono l’invenzione dell’anno, tutti gli studenti hanno bisogni educativi speciali, che non hanno bisogno di un insegnante di sostegno, secondo il MIUR, ma non bisogna lasciare indietro quegli studenti, c’è chi è dislessico, chi è povero, chi è immigrato, chi ha qualche problema di crescita.

Il gioco è inventare qualcosa di nuovo, per distrarre l’attenzione, e non solo, il nostro think tank ministeriale ha creato un’arma di distrazione di massa, i BES. Si costringono i docenti a lavoro supplementare, senza averne le competenze; facciamo capire loro di essere inadeguati – ci siamo detti nel think tank – e ci chiederanno loro di fare i corsi di aggiornamento, anche a pagamento.

Chi si ricorderà più che bisogna insegnare, a scuola; occorre riempire scartoffie, fare “corsi” come Sisifo: gliene inventiamo un altro, lo faranno, è sicuro.

Chi si ricorderà che le famiglie hanno un bisogno educativo speciale come il tempo pieno; noi vorremmo tanto, ma motivi di equilibrio finanziario, di compatibilità economiche, di obiettivi europei non lo consentono: tutti saranno confusi, chi chiederà ancora il tempo pieno?

Chi si ricorderà che famiglie e studenti e docenti hanno un bisogno educativo speciale come le classi da 20 studenti e non da 30; noi vorremmo tanto, al MIUR, ma motivi di equilibrio finanziario, di compatibilità economiche, di obiettivi europei non lo consentono: tutti saranno confusi, chi chiederà ancora classi meno numerose?

Chi si ricorderà che i disabili con nove ore di sostegno hanno un bisogno educativo speciale di 18 ore col docente di sostegno; noi vorremmo tanto,al MIUR,  ma motivi di equilibrio finanziario, di compatibilità economiche, di obiettivi europei…  tutti saranno confusi, chi chiederà ancora più sostegno?

E poi il fumo, la piaga della scuola, un capolavoro, da qui abbiamo trovato l’ispirazione.

Chi si ricorderà delle pillole di saggezza, dei mancati aumenti di stipendio e dell’ anzianità, del buco nero dove fanno sparire ai contributi comunitari a fondo perduto della Direzione Generale della Ricerca, dei 3 miliardi di fondi statali ed infine del miliardo l’anno di fondi ordinari per gli enti di ricerca, per l’ammontare di oltre 10 miliardi di euro l’anno? (qui e qui)

Una nube di fumo non farà vedere più niente, bravi che siamo.

(*) Anche quest’anno la “bottega” recupera – nel pieno dell’estate – alcuni vecchi articoli che a rileggerli, anni dopo, ci sembrano interessanti. Il motivo? Un po’ perché quasi 20 mila articoli (i pignoli diranno: poco più di 19 mila e 900) sono taaaaaaaaaaanti e si rischia di perdere la memoria dei più vecchi. E un po’ perché d’estate qualche collaborazione si liquefà: viva&viva il diritto alle vacanze che – il maledetto Covid permettendo – dovrebbe essere per tutte/i. Vecchi post dunque; recuperati con l’unico criterio di partire dalla coda (ma un po’ alla volta siamo arrivati al novembre 2013) valutando quali possono essere più attuali o spiazzanti. Il “meglio” è sempre soggettivo ma l’idea è soprattutto ritrovare semi, ponti, pensieri, ornitorinchi (cioè stranezze eppur vere) perduti; ove possibile accompagnati dalla bella scrittura, dall’inchiesta ben fatta, dalla riflessione intelligente. Con le firme più varie, con stili assai differenti e con quel misto di serietà e ironia, di rabbia e speranza che – lo speriamo – caratterizza questa blottega, cioè blog-bottega. Al solito verso l’inizio di settembre termineremo questo (forse) “meglio”. Per rivederci presumibilmente la prossima estate. O chissà. [db]

 

La Bottega del Barbieri

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