Giochi di luce. L’uso del caso Bin Laden

Proviamo a ragionare sulle tecniche di comunicazione che sono state
messe in gioco, visto che non si può fare un ragionamento serio sulla
vicenda Bin Laden perchè siamo privi d’informazioni credibili sugli
aspetti della vicenda, anche di quella precedente all’uccisione, che
rimane più lavoro di ricerca per gli storici che cronaca di qualcosa che
non sappiamo se, come e quando è avvenuta.

Dello stesso gioco, di quello che sottrae informazione, parte speculare
all’arroganza del potere nel nascondere la verità, fanno parte i
complottisti totali, coloro che narrano il mondo come una Spectre in cui
l’Organizzazione Mondiale del Potere muove le sue pedine, i cattivi come
i buoni, secondo scenari foschi e meccanici, dove gli ebrei non vanno a
lavorare il giorno dell’attentato alle torri gemelle e non avvertono
nessun “gentile”, dove a far esplodere i grattacieli sarebbero state
cariche esplosive dall’interno, dove non c’è traccia delle vittime.
Anche nelle affermazioni dei negazionisti totali è facile trovare cose
che lì per lì ti colpiscono.

Per fare un esempio, mi è stato mostrato un
video, assolutamente ben confezionato, un lavoro da professionisti, in
cui si dimostrava, tramite l’analisi dei pixel comparati tra le foto di
Osama Bin Laden e Barak Obama, che erano la stessa persona e che la
comparsa di Osama era dovuta a introdurre un volto ritenuto poi
universalmente noto quando Barak Obama sarebbe sceso in politica per
diventare presidente degli Stati Uniti. Io la trovo suggestiva quanto
assurda, però intanto ci ho sprecato diversi minuti per confutarla,
dovreste vederla: comparazioni millimetriche che ti fanno vacillare.
Provate però poi anche a pensare che visione del mondo presuppone
l’ipotetica verità di una simile supposizione, un mondo alla Philip Dick
in cui t’impiantano anche un microchip nel cervello per controllare dove
vai ogni secondo. Improbabile quindi anche perchè accetta come vero il
piano spettacolare che offre il potere, è quindi ugualmente staccato
dalla realtà, per questo motivo ce l’ho con chi arricchisce la
confusione su un problema così importante.

Sgombrato il campo da ogni tentazione per ipotesi fantasiose, abbiamo le
carte in regola per affermare senza equivoci che in tutti questi anni
noi abbiamo avuto certezza della presenza di Bin Laden, non della sua
esistenza. Tra noi comuni mortali, l’opinione pubblica, nessuno può
confermare “si l’ho visto”, ma tutti sappiamo cosa rappresenta.
Quindi anche se non esistesse in fondo al mare il corpo di un tizio che
da vivo si chiamava Osama Bin Laden, noi dovremmo comunque interrogarci
sul significato che i mittenti del messaggio hanno voluto mandare
davvero.

Sono cresciuto in un’epoca in cui i mittenti del messaggio affermavano
che il male assoluto era il comunismo, il blocco sociale dell’est. Di
certo non erano regimi che si potessero giustificare nelle loro ultime
decine d’anni, ma facevano uguale uso della disumanità di chi diceva di
combattere in nome della libertà. Oggi che l’immagine del male assoluto
è stata spostata disinvoltamente dai mittenti sull’asse religioso
musulmano, dobbiamo chiederci da cosa vogliono realmente distrarci i
padroni del mondo, i gruppi economici e i loro consigli
d’amministrazione sparsi sotto il falso nome di governo delle nazioni
che li ospitano, mettendoci contro un quarto della popolazione mondiale.

Per questo non dobbiamo cascare nella trappola di andare a vedere le
carte su Bin Laden. Il problema non è interessante, perchè se si accetta
di giocare al mago Silvan (c’è la foto non c’è la foto, il discorso ce
lo fate vedere ma non ci fate vedere il corpo …) si rischia di
dimenticare di porre l’unica domanda che abbia un senso: perchè noi
facciamo la guerra ai musulmani? Perchè spariamo 24 ore su 24 agli
afghani, agli iracheni, ai Libici?

Quindi il grande circo intorno alla figura di Bin Laden va letto
soltanto come il sigillo che un’amministrazione usa vuole mettere sul
proprio mandato in chiave di spettacolo, niente di più, troppo poco per
permetterci di togliere l’attenzione dalle migliaia di vite che ogni
giorno nel mondo vengono spezzate in nome della guerra ai simboli che
rappresenta Bin Laden, persone innocenti che con lo sceicco non hanno
niente a che vedere, persone che muoiono con mezzo mondo consapevole che
muiono per un arbitrio così grave che meriterebbe di veder comparire i
governi che lo commettono alla sbarra per Crimini contro l’Umanità.

Dal fatto che ci comportiamo come degli assassini verso persone che non
ci hanno fatto niente vogliono distrarci con questa storia di Bin Laden,
tutto qua.

ciuoti

Un commento

  • ginodicostanzo

    Per fare una guerra di conquista serve un nemico. Se il nemico non c’è si crea. Per fare una guerra totale e permanente ci vuole un nemico pervasivo e inafferabile (Al Qaeda). Ci vogliono pretesti per le guerre, altrimenti anche le popolazioni dei governi aggressori si ribellerebbero…

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