Hip Hop rettiliano

L’attesissima puntata 112 di «Ci manca(va) un Venerdì» sarà sostituita da questo post che Fabrizio – Astrofilosofo – Melodia scriverà domani ma grazie a una falla temporale ha già rinnegato ieri

Entro breve arriverà nelle collassate librerie di Babele «La vera storia dell’hip hop. Tutto quello che non vogliono farti sapere sul legame tra gli alieni e la musica del momento» edito da Lizard, che, alla quarta di copertina, recita più o meno: «In origine i rapper vivevano nel ghetto, ora sono ricoperti d’oro. Come hanno fatto? Forse qualcuno li ha contattati da un’altra dimensione e ha dato loro precise istruzioni? In questo trattato antropologico, il Dr. Pira mette in luce gli insospettabili legami tra il mondo gangsta del Rap e gli abissi oscuri dell’ufologia più estrema».

Il dottor Pira? “Del momento”? Lizard?

Mah.

Ipotesi 1. Gli alieni si sono sostituiti ai cantanti hip hop e trasmettono subliminali messaggi ai deboli e plasmabili cervelli degli esseri umani, come nel celeberrimo film “Essi vivono” per l’ottima regia di John Carpenter?

Ipotesi 2. Oppure i rapper sono “alienati” in continuo contatto con i rettiliani che, dopo tanti anni di silenzio, ancora minacciano la Terra ma, spaventatati da Trump e Renzi, scelgono vie traverse?

Ipotesi 74. I gangsta-ufo si fanno canne sbagliate con la resina di pino e/o usano per colluttorio un proletario detersivo?

Cerchiamo nei loro testi qualche indizio.

Il sempre gagliardo Frankie Hi-Nrg Mc così gorgogliò: «Rap, parola in effetto | coacervo di metafore | che esprimono un concetto | assoluto e perfetto» a sottolineare forse l’assoluta alienità di forma e contenuto di un genere che si è imposto a forza come nuova poesia proveniente dal basso, dalla forza oscura della periferia più nera.

«Il rap era un paese delle meraviglie, zero politica, zero eroina, niente droghe, niente sì sì no no, niente di niente, pura forma puro fatto estetico, ritmo, caos, gente che balla, stile» afferma Lorenzo Cherubini, che da giovane si chiamava Jovanotti e rappava su moto e altre squinzie; che sia un rettiliano è la tesi a lui più favorevole.

Niente di più alieno? Forse della galassia reticolare? Sentite cosa rappa Kaos One: «Chi è morto dentro non si accorge che è un paragrafo chiuso | un vangelo apocrifo di cui si è perso l’uso | il viaggio è concluso | un morso un sorso | il peso di un rimorso grande come l’universo».

Tra finti veri verosimili Vangeli Apocrifi – dove gli alieni sarebbero scesi tra noi, Javeh fra loro, magari creatore di questi imperfetti esseri umani – ecco come il vuoto cosmico coincide con la morte personale, metafora forse di uno svuotamento: «Sono tanti, | arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti, | sono replicanti, | sono tutti identici, guardali: | stanno dietro a maschere | e non li puoi distinguere» ancora Frankie Hi-Nrg MC.

Ben lo sa Bassi Maestro: «Ti mostrerò quanto sono nere le stelle che hanno perso il loro istinto ribelle!».

La diversità di provenire da un altro pianeta, fra rappers e ginecologi, è così insinuata da Caparezza: «Torna al tuo paese, sei diverso! | Impossibile, vengo dall’universo! La rotta ho perso, | che vuoi che ti dica | tu sei nato qui | perché qui ti ha partorito una fica».

Concludendo con J-Ax: «La mia vendetta la sto gustando fredda | è la terza generazione a cui cambio la testa».

Purtroppo/per fortuna qui lo schermo diventa lilla e le meduse si assopiscono; ci si vede fra 7 giorni. FORSE

L'astrofilosofo
Fabrizio Melodia,
Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E' il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici... Fabry.

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