HO PROVATO MA È MEGLIO NINA

(Roba del Pabuda…)                                               

 

ho provato a scrivere

una delle mie robe

per l’appuntamento

domenicale:

l’idea di partenza

non era male

ma, arrivato

all’ultima riga,

ho concluso

che avevo scritto

una schifezza.

per non lasciare

all’asciutto il dibbì

ho guardato

nella cartella

della mia robetta

cominciata

ma incompleta,

quasi finita

o giù di lì:

rovistando, rovistando

ho trovato soltanto

monnezza.

mi sono arreso,

sopraffatto dall’amarezza:

ho rinunciato:

ho deciso di passare

dalla scrittura

alla lettura

e ho preso un bel libro*

che la ciurma di Libertaria

m’aveva regalato:

poesia vera

d’una poeta romena

che di nome fa Nina:

roba fresca, piena d’aria,

gusto e intelligenza:

come questa intitolata,

per l’appunto, Poesia:

«Da questa matita si diparte una strada di grafite

e sulla strada passeggia una lettera, come un cane,

ed ecco una parola come una città abitata

dove forse arriverò domani.»

-..-

il bel libro è: C’è modo e modo di sparire. Poesie 1945-2007, ed. Adelphi 2013, di Nina Cassian.

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