I Cyborghesi – 10 (finale… per il momento)

Pausa nel tecnodramma famigliare ai tempi del microchip: Riccardo Dal Ferro parte per una destinazione misteriosa, forse il leggendario terzo pianeta del sistema solare (*)

Cyborghesi

Del «FeFaFo» Frankrak racconterà i pericoli: l’immaginazione, il non rispetto dei programmi, la tendenza a esaltare la fantasia.

Del «FeFaFo» Pberto narrerà le meraviglie: l’immaginazione, il non rispetto dei programmi, la tendenza a esaltare la fantasia.

I Cyborghesi non sono ancora pronti per una cosa rivoluzionaria come il «FeFaFo», ripete tra sé il roboadolescente. I Cyborghesi vogliono solo la prevedibilità, si accontentano dei pochi traguardi raggiunti, delle limitate libertà che vengono concesse loro. I Cyborghesi non sanno più sognare, non hanno l’ambizione di cambiare, di diventare qualche cosa di diverso. Pberto si troverà sempre alieno tra loro, perché vuole sognare e vuole cambiare, nel nome non di un ordine ricevuto ma di una libertà da raggiungere.

I Cyborghesi non vogliono una cosa disastrosa come il «FeFaFo», ripete tra sé il meccapadre di Pberto. I Cyborghesi pretendono l’ordine, desiderano la programmazione matematica, conoscono il valore dei grandi traguardi raggiunti, sanno godere della straordinaria libertà di essere robot. I Cyborghesi hanno finalmente estirpato il sogno, hanno smesso di cambiare perché non c’è più bisogno di cambiare, gli androidi sanno chi sono e per questo non sentono più il bisogno di diventare qualche cosa di diverso. Frankrak si sentirà per sempre a casa tra i Cyborghesi perché vuole seguire, non condurre, vuole obbedire e non distanziarsi, nel nome di sant’Asimov, non di qualche ideale strampalato.

Frankrak, quando il «FeFaFo» è ormai terminato e quegli scapestrati stanno raccogliendo i cocci, i disordini, pronti a nascondersi di nuovo agli occhi di sant’Asimov, si riaccende, tutto sporco di colori sgargianti e sostanze profumate. Che quazzo, pensa tra sé, li voglio tutti disinstallati questi pazzi. Lì accanto, Cyno è spoglio della fusoliera, giace accanto a un’androide altrettanto nuda, i circuiti bene in vista, le mani infilate dentro chissà quale intimo ganglio elettronico. Indecente!

Pberto, quando il FeFaFo è ormai terminato e quegli allegri compari stanno riprendendosi dalla festa, inizia la procedura di spegnimento per far raffreddare la fusoliera e i circuiti, tutti surriscaldati dal suo primo grande passo verso RoboMarx. L’androide con cui si è scambiato olio di motore e linguaggi non-matematici per tutta la notte giace accanto a lui, già spenta e in fase di riposo. Che quazzo, pensa tra sé, è già tutto finito? Bisognerà aspettare un anno asimoviano per ripetere questa meraviglia?

Mentre Frankrak si riaccende e Pberto si spegne, gli sguardi elettronici dei due si incrociano, si accorgono dell’altro, per un istante si fermano e, senza alcuna telecomunicazione elettronica, senza impulsi digitali, entrambi sanno cosa sta pensando l’altro: “Non finisce qui”, ecco cosa pensano robopadre e meccafiglio, appena finisce il «FeFaFo».

Di certo non si incontreranno mai, anche se vengono dallo stesso posto. L’uno alle sue certezze, l’altro ai suoi sogni, non sono così diversi da sant’Asimov, da Barbierobot, dagli organismi in cui nessuno crede più, dagli altri androidi, quelli buoni e quelli cattivi. Certo, sono fatti di acciaio e silicio, molto diversi dalla pelle e il carbonio, ma anche se ora se ne vanno, torneranno per mostrarci che, in fin dei conti, anche quando non saremo più dentro questi corpi organici potremo comunque guardarci negli occhi e dire: «Non è cambiato nulla».

Non finisce qui.

(*) Avevo appena finito di scrivere che, dopo il «FeFaFo» (festival fantascienza Foligno, lo scorso weekend) Riccardo Dal Ferro si prendeva una pausa ed eccolo a scrivermi che si prende una pausa. Ah beh. Se in sua assenza soffrite…. andatelo a trovare qui: riccardodalferro.com. Ma so per certo che a marzo riapparirà in “blottega”: non c’è eclisse che tenga. Come dice scusi? Sarebbe eclissi? Va beh, vogliamo litigare per così poco? Seguono millenni di scontro in tutta la galassia nota, dunque noi ci sposteremo in una sua cugina ignota. (db)

 

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