I poteri forti di Cesena – 4: Compagnia del sacro Cuore

di Davide Fabbri (*)

Con questa quarta puntata, desidero tornare sullo scandalo del Sacro Cuore a Cesena.

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La politica dei favori ha fallito. Non è importante la verità giudiziaria, qui ci sono responsabilità politiche plateali che non vanno dimenticate.

L’ex sindaco di Cesena – Giordano Conti del Pd – e la sua giunta (compreso l’assessore Miserocchi del Pd, attualmente assessore della giunta di Paolo Lucchi) sono responsabili politicamente di una gestione affaristica per quanto riguarda la speculazione immobiliare del polo scolastico privato del Sacro Cuore, ubicato a Cesena fra le vie Don Minzoni, Pascoli, Verdi e Padre Vicinio da Sarsina.

Non mi importa la verità giudiziaria. Spesso e volentieri la Procura della Repubblica di Forlì non dimostra di essere un organismo di garanzia. Al contrario, mi importa raccontare e denunciare politicamente – in una città priva di memoria storica – le responsabilità politiche di un degrado amministrativo legato a una “città dei favori e non dei diritti” che non mi piace per niente e che voglio aiutare a cambiare radicalmente.

In data 20 gennaio 2014 in tribunale a Forlì il presidente del Collegio dei giudici Giorgio Di Giorgio ha emesso la sentenza 83/14: sei condanne per gli abusi edilizi della lottizzazione della Compagnia del Sacro Cuore. La dirigente comunale Emanuela Antoniacci è stata condannata alla pena di 400 euro di multa ed è stata disposta la trasmissione degli atti al pm per verificare se si siano configurati altri reati nel corso delle udienze. Sono stati condannati ciascuno a 13 mesi e 45.000 euro di ammenda Cinzia Amaduzzi, presidente della Compagnia Sacro Cuore, il progettista Lorenzo Raggi, Francesco Macori, legale rappresentante della ditta costruttrice Edil Più, e Daniele Vadi, responsabile del progetto.

I giudici del Collegio del tribunale di Forlì hanno disposto la restituzione ai legittimi proprietari delle aree sequestrate ma nello stesso tempo hanno anche ordinato la demolizione delle opere insistenti sull’area demaniale, a eccezione dei pilastri sotterranei, nonché la demolizione delle opere irregolari indicate nei tantissimi capi di imputazione.

Si attendono le ruspe per le demolizioni delle opere abusive. Il cantiere è fermo in maniera ingiustificata: la strettoia lungo la via Padre Vicinio da Sarsina è da troppo tempo un pericolo per l’incolumità dei passanti.

Il 5 maggio 2014 è stato proposto il processo d’appello che porterà presumibilmente tutti i condannati – per i reati oggetto di impugnazione – alla prescrizione del reato.

Questo processo di primo grado è partito in enorme ritardo rispetto agli accertamenti dei reati (il cantiere venne messo sotto sequestro nel settembre 2010): è fin troppo facile ipotizzare che tutto si chiuderà banalmente – come ho già detto – con le scontate prescrizioni dei reati in sede di processo d’appello.

Un processo partito in ritardo rispetto agli accertamenti della Polizia municipale di Cesena, verifiche sui plateali lavori abusivi non autorizzati all’interno del lotto di proprietà dei “poteri forti” legati alla Chiesa cattolica (curia e diocesi locale): Compagnia e Fondazione Sacro Cuore srl della presidente del cda Cinzia Amaduzzi, Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena dell’ex banchiere Davide Trevisani (che aveva acquistato parte del lotto dalle Suore della Sacra Famiglia), Fondazione Avsi del potente Arturo Alberti di Comunione e Liberazione; per non parlare poi dell’influenza molto forte che ha giocato appunto Comunione e Liberazione nella scelta politica indecorosa effettuata dal Consiglio comunale di Cesena.

Un plauso va dato al rigore e al coraggio di Paolo Zamagni della Polizia municipale che inviò alla magistratura una relazione dettagliatissima elencando i reati commessi all’interno della lotto della Compagnia del Sacro Cuore; Paolo Zamagni poi è stato trasferito in maniera ingiustificata dalla Giunta del Comune di Cesena all’Ufficio contenzioso, evitando così che potesse continuare a fare verifiche sui cantieri dell’edilizia a Cesena.

Cerchiamo ora di fare chiarezza sulla situazione economico-finanziaria di questa lobby: come è composto il consiglio di amministrazione della Compagnia del Sacro Cuore, quali sono i soci del Sacro Cuore?

INDEBITAMENTO BANCARIO DA CAPOGIRO: OLTRE 5 MILIONI DI EURO

Innanzitutto diciamo che la società è indebitata con le banche per oltre 5 milioni di euro, e più precisamente euro 5.357.000 (dati di maggio 2014); con la sola Cassa di Risparmio di Cesena l’indebitamento è pari a euro 3.283.000 (a maggio 2014).

Questi sono i membri del Consiglio di Amministrazione della Compagnia Sacro Cuore srl:

CINZIA AMADUZZI, nata il 10.08.1956, presidente del Consiglio di amministrazione, nonché presidente della Fondazione Sacro Cuore.

LUIGI MONDARDINI, nato il 24.09.1958, Consigliere di amministrazione, è anche presidente del Consiglio di amministrazione della Banca Romagna Cooperativa – Credito Cooperativo Romagna Centro, ed è anche presidente del Collegio Sindacale di Gobbi Frutta, nonché Sindaco revisore della casa di cura privata San Lorenzino spa.

ERNESTO GIORGI, nato il 21.12.1945, consigliere di amministrazione, è anche l’economo della Curia.

I soci della Compagnia del Sacro Cuore srl sono:

FONDAZIONE SACRO CUORE, che gestisce 15 classi elementari e 6 sezioni di scuola media, oltre al liceo collocato in altra struttura in affitto.

FONDAZIONE ALMERICI-MONTEVECCHIO

SACRA FAMIGLIA – SOCIETA’ COOPERATIVA, che gestisce la scuola d’infanzia.

BANCA POPOLARE DELL’EMILIA ROMAGNA

CASSA DI RISPARMIO DI CESENA SPA

GESCO SRL DEL GRUPPO AMADORI

OROGEL

TREVI SPA

BANCA ROMAGNA COOPERATIVA – CREDITO COOPERATIVO ROMAGNA CENTRO

BANCA DI CESENA – CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA

BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI SALA DI CESENATICO

BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI GATTEO

Scusate l’elenco lunghissimo dei soci. Manca forse qualcuno? No, ci sono tutti….

La vicenda della Compagnia del Sacro Cuore dimostra come i cosiddetti “poteri forti” – in questo caso quelli legati alla Chiesa cattolica – condizionano pesantemente la politica di Cesena.

Occorre cercare di incrinare un sistema di relazioni molto simile a un comitato d’affari trasversale. Il primato della politica è stato spodestato dai poteri economici, bancari, imprenditoriali.

Facciamo ora un po’ di storia, perché sappiamo che gli smemorati sono tanti in questa città. La proposta presentata dalla proprietà di avviare la ristrutturazione, l’ampliamento e una nuova destinazione d’uso degli immobili con tanto di concessione in deroga dell’intero complesso, venne approvata definitivamente dal Consiglio comunale con delibera 85 del 12 giugno 2008; votarono contro 5 consiglieri comunali: il sottoscritto Davide Fabbri, a quei tempi consigliere comunale dei Verdi, il consigliere Nazario Sintini (ex Pri, poi entrato nel PD, ora presidente della Banca Romagna Centro); i consiglieri comunali del Pri Luigi Di Placido, Denis Ugolini e Luca Ferrini. Con quella delibera del 2008 fu prevista una crescita edilizia abnorme, passando dai 1.296 mq consentiti ai 5.889 mq di possibile costruito.

Tutti gli altri consiglieri comunali di allora attraverso un “inciucio da larghe intese” (dal Pd al Pdl, compresa Rifondazione Comunista dell’attuale consigliera regionale e “kompagna” Monica Donini, sempre “nominata” in Regione nel listino del presidente Errani del Pd, senza prendere preferenze) furono d’accordo nel sostenere questa mega speculazione immobiliare, un vero e proprio favore, un “regalo” affaristico e urbanistico senza precedenti in città, a tutti i soggetti legati ai “poteri forti” della Chiesa cattolica.

Lo ripeto, a scanso di risultare pedante e antipatico: il problema centrale di questa intricata vicenda non è giudiziario: è la crisi culturale e politica di una città che andrebbe analizzata.

Sono lo squallore e l’affarismo di una certa politica che andrebbero analizzati attentamente.

I cittadini di Cesena non si devono dimenticare che nel Consiglio comunale del 2007 e 2008 furono prese decisioni semplicemente assurde: furono votate – su proposta dell’ex sindaco del Pd Giordano Conti e dell’ex assessore all’Urbanistica Maura Miserocchi (attualmente in Giunta con il sindaco Paolo Lucchi) – varianti urbanistiche ad hoc, concessione in deroga alle norme del PRG, varianti delle destinazioni d’uso degli immobili, con la possibilità di realizzare il nuovo polo scolastico privato confessionale, un’ampia palestra idonea a essere omologata dal Coni, due livelli di parcheggi pubblici e privati per circa 327 posti auto (parcheggi di uso pubblico nella misura di metri quadri 1.944,28 e di parcheggi privati da vendere a terzi nella misura di mq 3.926,25, una vera e propria assurdità).

Una parte dei parcheggi privati – da mettere in vendita nel mercato speculativo della città – sono stati realizzati anche al di sotto di una strada pubblica (via Verdi ) occupando impropriamente terreni demaniali, al di fuori del lotto della proprietà.

Il Consiglio comunale di Cesena approvò una deroga semplicemente allucinante, senza precedenti in città: fu data la possibilità di realizzare una superficie utile lorda di mq 4.081,38 aggiuntiva rispetto a quella derivante dall’applicazione degli indici di zona, oltre che per il superamento dell’indice di permeabilità indicato nella norma di PRG in misura massima del 30% della superficie fondiaria.

Questo è lo scandalo politico che non deve essere rimosso.

La politica di “pseudo-sinistra” dei governanti della città di allora (del Pd e di Rifondazione Comunista) ha consentito un aumento altamente impattante del carico urbanistico, in un’area densamente abitata e dalla viabilità già gravemente congestionata.

Accanto agli aspetti più propriamente legati alla speculazione edilizia, alla cementificazione e ai problemi di viabilità relativi a un’area già in sofferenza, nessuno fra i governanti di allora volle ascoltare i dubbi espressi con forza dal sottoscritto sull’opportunità di continuare a mantenere e per di più ampliare strutture scolastiche private e confessionali (destinate a ospitare giovani e bambini per un lungo arco di tempo, dalla scuola materna all’università) in un contesto contrassegnato da elevati tassi di inquinamento da traffico urbano.

La mia indignazione per l’insipienza di queste scelte politiche, è ancora totale.

Gli “utili idioti” e i “servi sciocchi” del potere vanno smascherati.

I cittadini di Cesena – spesso spettatori confusi di questo squallore politico – hanno diritto di conoscere la verità, al bando da manipolazioni e mistificazioni.

(*) Il 17 agosto, presentando in blog la prima puntata, ho scritto che da molti anni (un ventennio addirittura) conosco e stimo Davide Fabbri. Conto dunque di pubblicare qui tutte le puntate di questa sua inchiesta, magari non al ritmo quotidiano visto che il blog ha inevitabilmente altri temi e tempi… Al di là della fotografia che ne esce di Cesena (e non solo) mi pare che il lavoro di Fabbri sia prezioso come indicazione di metodo. (db)

 

Redazione
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