I sommersi

La situazione degli immigrati nella fortezza Europa non è certamente degna di un Paese civile. In questi mesi stiamo assistendo in silenzio, credendo ai media, a un nuovo crimine.

Mi riferisco ai tunisini sbarcati a Lampedusa. Il nostro governo ha tentennato non poco e alla fine ha deciso di fare un decreto in cui si stabilisce per questi il permesso umanitario e l’assistenza per questo periodo. Abbiamo visto che i diversi media si sono messi a dare u numeri circa gli arrivi nelle diverse regioni e circa il numero di coloro che hanno lasciato il territorio nazionale. Nulla di più falso: in ogni città decine di tunisini (mica tanti) a cui il decreto ha dato lo status di assistenza umanitaria, vagano senza riferimenti, senza cibo, senza vestiti, senza assistenza medica, vagano nel più totale abbandono.

Le false verità che ci vengono propinate si basano su numeri mediatici e non reali:

  • dicono che chi è fuggito dai campi ha perso il diritto; nulla di più falso. Dai campi sono, per lo più, stati invitati ad uscire perché non c’era più posto e il famoso decreto prevede che anche questi abbiano diritto all’assistenza;
  • dicono che molti sono partiti per la Francia; in realtà utilizzano la cifra di coloro che hanno chiesto i documenti di viaggio ma per la maggior parte sono nelle nostre città e sono anche questi in stato di totale abbandono.

Mancano procedure e indicazioni che possano guidare l’intervento di Comuni, Questure e Prefetture.

A Padova, come Brigate di Solidarietà Attiva, da venti giorni, seguiamo questi casi. Grazie al materiale prodotto si stanno attivando anche altri centri. L’invito urgente per chi fosse interessato è contattarci alla nostra mail bsapadova@gmail.com.

Noi siamo allo stremo, ci muoviamo con un sistema di volontariato puro – etico – e non possiamo sostituire le istituzioni, cosa che invece sta accadendo (siamo arrivati a fare noi le identificazioni e le liste di quelli da accogliere!). I nostri mediatori culturali sono operai con famiglia, alcuni sono disoccupati e questo vale per tutti gli appartenenti alla nostra associazione. C’è chi sta rinunciando a lavoro e famiglia, chi rinuncia a cercare lavoro, chi usa le ferie per questa situazione. Siamo fermamente convinti che sia necessario far emergere questi sommersi, far sì che chi di dovere si assuma le proprie responsabilità.

Il nostro motto è “prima fare poi parlare”, per questa situazione ci basiamo su una solidarietà da popolo a popolo e da lavoratore a lavoratore, chiediamo a chi può di attivarsi perché Lampedusa è ormai ovunque!

Rom Vunner

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.