Il magazzino dei sogni e degli incubi: fantascienza e politica

di Pietro Tavernari (pubblicato sulla rivista “Come”)

Che sia ancora possibile progettare società diverse dal liberismo-militarismo imperante è domanda che i più pessimisti annegano nell’idea che il pianeta (e noi umani con esso) abbia scarse possibilità di durare a lungo. Si può invece guardare con moderato ottimismo alle prime crepe del medioevo tecnologico in cui viviamo e del “pensiero unico” che lo accompagna pur se la situazione generale resta fosca. Per procedere occorre però munirsi di concretezza, pazienza ma anche della forza dei sogni. A cosa serve l’utopia? si/ci chiede Eduardo Galeano. Risponde così: “Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l’orizzonte si sposta dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l’utopia? Serve proprio a questo: a camminare”. Ed è in questa prospettiva che va letto un divertente manuale “per uscire da un presente senza sogni” ovvero “Di futuri ce n’è tanti” scritto a quattro mani da Daniele Barbieri e Riccardo Mancini, noti ai lettori de “il manifesto” come Erremme Dibbì. Il libro è edito da Avverbi (168 pagine, 12 euri). Sin dalla grafica di copertina richiama i vecchi Urania. E’ infatti alla fantascienza migliore – si dichiara subito che il 90% di questi libri è spazzatura, come del resto accade in ogni attività umana – che gli autori si ricollegano, soprattutto a quella del periodo 1950-’70 considerata la più squassante ma rimossa dall’orizzonte culturale d’oggi. Otto sentieri: le città; robot; computer e dintorni; cyborg; religioni; le galere; sesso, amore e “x”; il presidente degli Stati uniti come metafora del super-potere. Se scoprite che il tema vi appassiona … lì sono citati circa 300 titoli per continuare a confrontarsi con sogni e incubi. Manca un riferimento agli “extraterrestri fra noi”: evidentemente i due autori non sono interessati a questo versante oppure ritengono che il divertente libro di Tommaso Pincio (“Gli alieni”, Fazi) uscito un paio d’anni fa basti. L’ambizione dichiarata è appassionare alla politica i lettori di science fiction ma soprattutto mostrare a chi coltiva l’idea di “un altro mondo possibile” che la fantascienza è un utile laboratorio dove testare paure e desideri.

(uscito a inizio 2007:  avessi più memoria vi direi la data – db)

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