Il maiuscolo ministro FRATTINI

Codesto blog il sabato affronta quasi sempre letteratura e poesia. Non vi giungerà dunque sorprendente l’invito a scrivere bene, con puntiglio e cercando le soluzioni più adeguate a rendere un personaggio, un luogo o un’atmosfera. La lingua va innovata, piegata, migliorata.

Dunque comprenderete il perché di un mio appello a maiuscolare FRATTINI. Lo so: dal punto di vista delle regole dell’italiano scritto è un errore (per i nomi propri basta mettere maiuscola l’iniziale) e dal punto di vista visivo è una schifezza, nemmeno ci fossero i saldi (SALDI appunto).

Però il ministro FRATTINI dall’8 febbraio instancabilmente lavora per cercare una soluzione al sequestro (a opera dei pirati somali) della nave Savina Caylyn e dei marinai a bordo, 22 fra italiani e indiani. Il ministro FRATTINI se ne occupa ogni giorno, compresi pre-festivi e festivi.

Secondo voci che circolano (riprese anche dal quotidiano «Il mattino») la fine dell’incubo sarebbe vicina e addirittura – così leggo – si conosce la data in cui il dramma della Savina Caylyn dovrebbe concludersi: «Approximately five weeks from now», 5 settimane a partire dal 18 ottobre. All’incirca si intende. Cosa volete che sia una settimana in più dopo quasi 9 mesi?

Qualcuno non ha esitato in questo difficile frangente (anche io confesso di aver ceduto, sia pure per un solo attimo) a criticare il ministro FRATTINI, addirittura ad avanzare l’infame dubbio che questa vaga indiscrezione delle 5 settimane servisse a imporre il silenzio… Ecco perchè io chiedo a tutte/i di dichiarare pubblicamente, ogni giorno – «Approximately five weeks from now» – la stima per FRATTINI e il suo indefesso lavoro. Da giorni io scrivo, nomino, persino penso il ministro solo in maiuscolo, FRATTINI appunto. Vi prego unitevi a me.

Daniele Barbieri, Imola

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Un commento

  • mamma mia, solo a sentirlo nominare mi viene il prurito. Quasi che invece di sentir citare una ricottina sfatta mi fosse stata gettata addosso polvere urticante.
    Ma se questo può far bene ai poveretti rapiti (bisogna pur credere in qualcosa) va bene accetto anche di leggere questo nome scritto a caratteri cubitali. Mi unisco all’appello perciò.
    Solo per aver modo di chiedere, e se invece di 5 settimane ci attestassimo sui cinque giorni?
    No, no, no, mi correggo, ho sbagliato, non cinque giorni, cinque ore…
    Per non dire, sennò mi definiscono estremista velleitario comunista, cinque minuti. Voglio dire, cinque minuti fa, che altri cinque sono troppi. Veramente troppi.
    mam

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.