Il meglio del blog-bottega: 57

andando a ritroso nel tempo (*)

una neuropoesia di Pabuda: «Inizio»

zeroCalcare

Da dove si comincerà?

dai petali, suppongo.
o dalle palpebre, magari.
nulla so: vado per ipotesi.
si comincerà
con delle piccolissime musiche
regalate al sistema nervoso centrale
per il tramite dei miei polpastrelli
e delle sue bellissime ginocchia.
si comincerà
respirando con un po’ d’affanno
a svelare pian piano
tutte le curiosità, trattenute
per attimi e attimi
nel nascosto dei polmoni.
all’inizio
ci si dovrà fermare un momento
a guardarsi, a studiare
la piega che fanno gli zigomi.
con ogni probabilità,
sarà bene cominciare
versando buon vino
sull’eccedenza
delle nostre attese.
cominciando, è sicuro,
niente ti garantisce
che presto non si finisca
per dubitare
della propria e altrui
assennatezza.

     (*) La vignetta è di Zerocalcare (da «Ogni maledetto lunedì su due»): cosa c’entra con l’amore? Lui c’entra – anzi centra -sempre.

Come l’anno scorso, ad agosto la “bottega” (che prima dell’11 gennaio 2015 fu blog) recupera alcuni vecchi post che a rileggerli, anni dopo, sono sembrati interessanti. Il motivo? Un po’ perché quasi 8mila articoli sono taaaaaaaaaaaaanti e si rischia (nonostante i “santi” tag) di perdere la memoria dei più vecchi. E un po’ perché nel pieno dell’estate qualche collaborazione si liquefà: viva&viva il diritto alle vacanze che dovrebbe essere per tutte/i. Vecchi post dunque… di 5 anni fa all’incirca: recuperati con l’unico criterio di partire dalla coda ma valutando quali possono essere più attuali o magari spiazzanti. Il “meglio” è sempre soggettivo ma l’idea è soprattutto di ritrovare semi, ponti, pensieri perduti… in qualche caso accompagnati dalla bella scrittura, dall’inchiesta ben fatta, dalla riflessione intelligente: con le firme più varie, stili assai differenti e quel misto di serietà e ironia, di rabbia e speranza che – noi speriamo – caratterizza questa blottega, cioè blog-bottega. (db)

 

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Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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