Il servizio sanitario nazionale non esiste più?

Una piccola storia ignobile a confermare che il Covid blocca la sanità pubblica ma favorisce quella privata

di Vito Totire (*)

Il SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE NON ESISTE PIU’… SE DEVO CREDERE AI FATTI

LA DICHIARAZIONE DI ALMA ATA (1978, «SALUTE PER TUTTI ENTRO IL 2000») SI E’ PERSA NELLE NEBBIE

APPELLO A SINDACO, AUSL E PREFETTO di Bologna

e all’attenzione della “assemblea per la salute” bolognese

Istituito con la legge 833 del 1978 il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non esiste più. Dopo una attesa messianica che durava dalla nascita della Repubblica, fu visto come l’affermazione significativa del diritto alla salute per tutti, Adesso SSN è evidentemente sciolto, almeno in alcuni comparti. Prima della legge 833 esisteva il sistema corporativo delle mutue differenziate per collocazione sociale e reddito. E siamo ormai tornati a quel sistema con la riforma del 1978, nel caso migliore, “congelata”.

Per esempio:

  • una persona ultrasessantacinquenne (partiamo da un “caso” che è la punta dell’iceberg) dovrebbe fare un controllo oculistico annuale nel mese di aprile per pregresso evento di rottura di retina recuperato in extremis con un trattamento laser
  • la persona, nel 2020, consapevole della situazione epidemica, temporeggia nel prenotare il controllo annuale, fino a luglio
  • poi cerca di “prenotare”; la risposta del cup è: «la chiameremo»; la persona si reca in ospedale in periodo consentito (prima della zona rossa), chiama il numero verde del cup: la risposta non comporta mai una previsione temporale per la visita; la risposta è sempre la stessa: «tutto bloccato»
  • la persona casualmente viene a sapere di pazienti che, in condizione drammatica e fortemente ansiogena, causa incipiente cecità totale, hanno chiesto informazioni in maniera più pressante; risposta: visita quasi subito, intervento di cataratta (1.600 euro per occhio) e si può fare in tempi ragionevoli; MA TUTTO IN LIBERA PROFESSIONE
  • la persona ultrasessantacinquenne in parola telefona a un cup di farmacia che conferma: visita oculistica, in libera professione, tariffa, da 250 euro; in pochi giorni

E’EVIDENTE CHE A FRONTE DELLA TRAGEDIA DEI 105.000 MORTI QUANTO DESCRITTO PUO’ APPARIRE SECONDARIO MA IL QUESITO E’:

per quale motivo il governo non decreta formalmente la fine o la sospensione del SSN?

E contestualmente non decreta la fine o sospensione del diritto alla salute sancito dalla Costituzione repubblicana?

Ma c’è un modo per uscire da visioni catastrofiste:

SINDACI, PREFETTI E AUSL COOPERINO PER SOSPENDERE LA LIBERA PROFESSSIONE INTRA ed EXTRAMOENIA E PRECETTINO LE ATTIVITA’ LIBERO-PROFESSIONALI

OPPURE QUANTOMENO SOSPENDANO LA ATTIVITA’ LIBERO-PROFESSIONALE DEL PERSONALE DELLA SANITA’ PUBBLICA E PRECETTINO (ALMENO IN PARTE) QUELLA TOUT-COURT PRIVATA FINO AL RIAVVIO DELLO SCORRIMENTO DELLE CODE DI ATTESA.

CERTO ESISTE UN’ULTERIORE ALTERNATIVA: che i medici rinuncino spontaneamente alla libera professione ! Magari al 50% ? Sino alla fine della epidemia … dunque per un anno (se va bene).

Se poi almeno il cup rispondesse al cittadino che ha prenotato a luglio comunicando una data approssimativa per la disponibilità alla visita magari si contribuirebbe a ridurre il distress sociale che ormai circola quasi ovunque a livelli da overdose massiccia.

La recente messa in campo della telemedicina per le visite oculistiche da parte dell’ospedale Maggiore di Bologna merita un commento. La telemedicina è un ottimo strumento già utilizzato a sostegno delle popolazioni povere di vari continenti e a favore della popolazione italiana privata delle libertà. Si tratta di prime esperienze suscettibili di ulteriori benefici sviluppi; la telemedicina va benissimo anche per la oculistica ma dobbiamo sperare che le performances vadano oltre l’esame della vista per il rinnovo delle lenti e che contribuiscano concretamente a sbloccare quella “coda” la cui stessa esistenza si configura come palese violazione al diritto alla salute per tutti.

OPPURE GLI ULTIMI, I PIU’ POVERI, RESTERANNO ULTIMI?

MA IL DIRITTO ALLA SALUTE E’ PER TUTTI!

Bologna, 25.3.2021

(*) Vito Totire è portavoce della «Rete nazionale per l’ecologia sociale»

 

La Bottega del Barbieri

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