il viaggio del DNA

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contro la difesa della razza

da qui

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

8 commenti

  • Daniele Barbieri

    Il mondo in uno sputo?
    A un certo punto del filmato, qualcuno dice “questo test dovrebbe essere obbligatorio”;
    non pretendo tanto ma… per favore voi guardatevelo, SORRIDETE, commovetevi e poi fatelo girare

  • Giorgio Chelidonio

    Presto o tardi (magari quando il costo sarà davvero accessibile ) vorrei proprio farlo, perché siamo davvero il DNA mix che abbiamo ereditato, ma stiamo anche imparando (io solo da un paio d’anni) che siamo anche ciò che mangiamo e persino le esperienze (relazionali e ambientali ) che facciamo vivendo: ce lo sta insegnando l’epigenetica!
    ( http://www.naturalmentescienza.it/pdf/NATfesta2011-M.Durante.pdf )

  • Assolutamente d’accordo. Il test dovrebbe essere obbligatorio.
    Propongo anche che sia obbligatorio conoscere la distanza tra il sistema solare e la stella più vicina, e tra la Via Lattea e la galassia più vicina.
    GRAZIE e ABBRACCI
    P. s.: https://genographic.nationalgeographic.com/human-journey/

  • Ciao Daniele, io ho fatto un test simile, Progetto Genoma del National Geographic. che viene citato da Ago. Ho fatto il test ormai 4 anni fa. Credo però che se non si è predisposti, abbia poco effetto. Se uno è razzista, lo rimane. Troverà sempre un motivo per giustificare la sua posizione. L’unico vero intervento è nelle scuole fin dalla prima formazione, ma da adulti c’è poco da fare.
    Il video è carino, ma è evidente che è una sceneggiatura ed erano tutti giovani predisposti al confronto e alla conoscenza. Guarda l’Austria, sono tornati a essere ciò che erano, nazisti. Non sarà il voto dei quattro gatti austriaci che vivono all’estero a fermarli.

    • Ciao Andrea. Scrivere che se “uno è razzista, lo rimane” è razzista (permettimi). Cioè suona come dire “esiste la razza razzista” … Ma sono sicuro che si tratta di uno sbaglio. Ne commetto anche io molti. Ciò che possiamo fare è limitato. Non abbiamo i super poteri (per fortuna) e dobbiamo collaborare. Scrivo che per fortuna non abbiamo i super poteri perché di Babbo Natale ne abbiamo avuti a sufficienza nella storia umana. Gli esempi (ad esempio Nelson Mandela) ci possono aiutare e incoraggiare. Gli Eroi e i Santi … ne dubito. Anche Kurt Vonnegut non era un vero e proprio Eroe né un Santo. Tornando al punto, tu scrivi “L’unico vero intervento è nelle scuole fin dalla prima formazione” … Forse non è l’unico. Comunque … È un intervento possibile? Sì? Allora facciamolo. Oppure aiutiamo altr* a farlo. Ciao 🙂
      Ago

  • Veramente bello e istruttivo.
    Pensare che l’uomo continua a scannarsi in nome di una identità di razza che in realtà non esiste…

  • eccomi anche qui per un saluto.

    ho trovato il video in rete e l’ho riciclato.

    spero che altri facciano altrettanto.

    e` chiaramente basato su una sceneggiatura tipicamente americana, pero` secondo me molto ben fatta e questo non toglie efficacia.

    vorrei dire che Andrea Grilli ha probabilmente ragione quando dice che un razzista rimane tale anche se guarda il video.

    infatti lo ha guardato e ha scritto un commento prettamente razzista: ripete che gli austriaci sono nazisti e non gli passa neppure un attimo nella mente il senso di quello che ha visto e cioe` che “gli austriaci” non esistono.

    • Daniele Barbieri

      grazie “Bortocal”, hai ragione. Non voglio difendere Andrea Grilli – comunque in Austria alla fine non erano 4 gatti ma il famoso 51 per cento dei votanti a non volere un leader nazistoide – ma credo che nella fretta scappi a ognuna/o di noi dire “italiani” o “americani” (oltetutto intendendo statunitensi, dunque un doppio errore). Molto spesso il quotidiano REPUBBLICA quando parla di migranti utilizza la testatina «Noi e loro», dunque dovrei pensare c’è un «noi», anche se fra me e il mio vicino di casa, italiano doc non c’è alcuna affinità mentre ogni tanto ne trovo invece con qualche migrante. Anche per questo il linguaggio è così importante: scrivere o parlare senza pensarci troppo ci fa cadere in molti errori e/o lapsus freudiani. Se nelle scuole si vedesse questo video sarebbe poi più facile ragionare di identità fasulle, di luoghi comuni che ci ingannano. Parole bugiarde… Vale anche, a mio parere, per il bellissimo discorso che poche ore fa qui in “blottega” ha portato avanti Giulia Abbate sulla parola «femminicidio» che disturba tante persone, anche in buona fede.

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