Israeli Apartheid Week 2016 a Cagliari

apart poster

di Francesco Masala

Qualche giorno fa l’ L’Università degli Studi di Cagliari aveva rilasciato il seguente comunicato:

«L’Università degli Studi di Cagliari non ospiterà – e non ha mai inteso farlo – l’Israeli apartheid week. L’Ateneo ha tra i suoi valori fondanti il pluralismo, la libertà da ogni condizionamento ideologico, confessionale e politico e il pieno rispetto delle pari opportunità anche tra differenti posizioni culturali». La nota diffusa ieri interviene dopo le polemiche: «Per questo motivo le autorizzazioni all’utilizzo di aule, locali o spazi dell’Università di Cagliari concesse dai responsabili delle Facoltà o dei Dipartimenti a iniziative culturali presentate con titoli diversi ma rientranti in questa manifestazione devono intendersi revocate con effetto immediato» (vedi qui)

Anche a Torino succede lo stesso (qui).

 

L’Israeli Apatheid Week 2016 è una manifestazione che si tiene in più di 150 università e città di tutto il mondo (qui il sito), per sostenere il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), qui il sito internazionale, qui il sito italiano.

 

In realtà a  Cagliari, il 29 febbraio 2016, presso la Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche, per l’Israeli Apatheid Week 2016, si è tenuto l’incontro dal titolo: L’incubo militarista in Sardegna, probabilmente qualcuno ha capito quanto sarebbe stato ridicolo non far svolgere incontri di questo tipo presso l’Università.

Sono intervenuti (mi scuso in anticipo per l’estrema sintesi, e qualche imprecisione):

Massimo Coraddu, fisico, del Politecnico di Torino e consulente di parte del comitato No Muos (qui un intervento “siciliano” di Massimo Coraddu, per chi non lo conosce ancora), che ha raccontato il peso delle basi militari sul territorio e sul mare della Sardegna;

Antonio Mazzeo, (qui il suo blog), militante ecopacifista ed antimilitarista, che, via skype , ha raccontato di come la Sicilia, e Decimomannu, saranno le piste di lancio per le nuove guerre, la prossima ventura in Libia;

Pino Cabras, insieme a Giulietto Chiesa condirettore del sito www.megachip.info, (qui l’ultimo suo intervento per Pandora TV), che ha raccontato il ruolo della Sardegna nello scenario geopolitico ieri e di oggi, e ha parlato del ruolo dell’informazione, della guerra con i droni e dell’investimento israeliano contro il BDS (vedi qui);

Roberto Vacca, rappresentante degli studenti all’Università di Cagliari, che ha fatto il punto sulle iniziative (vedi qui) contro l’accordo fra l’Università e la Technion (un’importante università israeliana), impegnata in ricerche per il Ministero della difesa e l’apparato (politico-)militare israeliano.

 

Alcune segnalazioni

qui si spiega perché il BDS non ha niente a che vedere con l’antisemitismo

qui lo spiega Jerry Haber

qui l’autogol del viaggio premio in Israele in vista degli Oscar

qui l’appoggio di Roger Waters al BDS

qui l’appoggio di Shlomo Sand

qui la recensione a un gran libro di oggi, “Homeland”, di Cory Doctorow

qui la recensione a un libro di William Langewiesche, sui droni e non solo

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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