La Comune di Parigi: una memoria capitale

di Joseph Confavreux (*)

A un secolo e mezzo dall’inizio della rivolta parigina, un libro-sommario racconta in dettaglio la realtà dell’evento e le controversie politiche e storiografiche che continua a suscitare ancora oggi.

 

1442 pagine, 35 ricercatori, 500 note biografiche, centinaia di documenti iconografici e articoli su tutti gli elementi storici e politici sollevati dall’insurrezione parigina del 16 marzo 1871, 150 anni fa.

 

Sebbene l’aspetto massiccio dell’opera intitolata La Commune de Paris 1871. Les acteurs, l’événement, les lieux – appena pubblicato dalle éditions de l’Atelier – lo imponga un po’ sarebbe però un peccato ridurlo a una summa di riferimento commemorativo, in quanto esplora allo stesso tempo quella che era la realtà della Comune di Parigi (di cui lo storico Michel Cordillot, suo coordinatore, ricorda che essa “non ha mai cessato di essere oggetto nuova ricerca e dibattito appassionato”) e le modalità con cui questo evento risuona ancora oggi. Gli usi politici di questo evento “incapace di produrre consenso” sono stati infatti molteplici da un secolo e mezzo. La Comune di Parigi è stata notevolmente arruolata al servizio del Fronte popolare, prima di tornare spettacolarmente sul fronte della scena dal maggio 1968, “in opposizione a un PCF considerato fossilizzato” e, negli ultimi anni, per irrigare la sinistra radicale come “messa in discussione libertaria della democrazia”, ​​nelle parole dello storico Jacques Rougerie, o come modello per la difesa di uno spazio autonomo, presente nelle ZAD o nella prosa del Comité Invisibles. Più inaspettatamente [IL TESTO CONTINUA QUI: http://effimera.org/150-anniversario-della-comune-di-parigi-una-memoria-capitale-di-joseph-confavreux/]

(*) pubblicato su Mediapart il 24 gennaio 2021; traduzione di Turi Palidda

PER APPROFONDIMENTI:

Pourquoi la commune a traversé le temps di Fabien Escalona

La commune toujours à recommencer selon jean chérasse alias vingtras di  Antoine Perraud

De la commune aux gilets jaunes et vice versa  di Antoine Perraud

In “bottega” cfr La Comune di Parigi (18 marzo-28 maggio 1871) di Giorgio Riolo e Scor-data: 28 maggio 1871 (con le immagini di Jacques Tardi) ma anche 18 marzo 1871: Arthur Rimbaud (*) e la Comune

 

COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

 

La Bottega del Barbieri

2 commenti

  • Ritengo opportuno sottolineare il seguente paradosso: sebbene La Comune sia l’effetto del primo affacciarsi alla storia del proletariato in quanto classe egemone, nei fatti resta l’esperimento più avanzato fin’ora realizzato dalle masse. Nella fase in cui viviamo, quella dei ripetuti tentativi di avviare la transizione al comunismo, ognuno dei quali produce aggiustamenti nella democrazia borghese, non è stato ancora possibile promuoverla utilizzando strumenti più consoni alle esigenze di democrazia diretta, condizione inderogabile per l’nstaurazione di uno stabile governo proletario. i Soviet non sono La Comune, non lo sono neppure i Consigli o le Comuni Popolari. Non tanto per la presenza inevitabile, in una prima fase, di residui burocratici che segnalano il permanere della divisione in classi, ma per l’assenza del popolo in armi alla cui volontà siano sottoposti tutti i soggetti presenti nella prima fase (e nella seconda) del processo rivoluzionario.
    Indice della perdurante debolezza strutturale del Proletariato? Il fallimento della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria Cinese potrebbe esserne la testimonianza. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti. Il processo di proletarizzazione ha investito miliardi di esseri umani. Studiare La Comune allora può essere un buon mezzo (uno dei tanti) per prepararci alle iniziative che assumeranno già domani le masse. Per non essere presi troppo di sorpresa quando gli eventi, come sempre, ci scavalcheranno; e l’umanità darà finalmente il passo per dare inizio a una nuova storia.

  • «Tutte le donne erano lì. Mettendosi tra noi e l’esercito, le donne si lanciarono sui cannoni e sulle mitragliatrici, e i soldati rimasero immobili. La Rivoluzione era ormai cosa fatta» con queste parole Louise Michel, intellettuale anarchica, descrive la nascita della Comune di Parigi il 18 marzo 1871. Sono diverse le ragioni che portarono “l’assalto al cielo” ma è indubbio che centocinquanta anni fa è stato abolito lo Stato. La Comune ha svelato l’esigenza dell’umanità alla democrazia diretta e permanente.

    Nella dichiarazione «Al Popolo francese» la Comune si scaglia contro il parlamentarismo e lo Stato accentratore, promuovendo l’associazione volontaria di tutte le iniziative locali, il concorso spontaneo e libero di tutte le energie individuali in vista di uno scopo comune, il benessere, la libertà e la sicurezza per tutte e tutti.

    Il Consiglio comunale proclamato il 28 marzo è un organo legislativo ed esecutivo, un’assemblea e un governo collettivo. I funzionari pubblici sono scelti per elezione o concorso e la loro posizione è revocabile in qualsiasi momento. Gli stranieri eletti a far parte della Comune sono confermati nella loro carica perché «la bandiera della Comune è la bandiera della Repubblica universale».

    La Comune vede l’ingresso prorompente delle donne in politica. L’Unione delle Donne, promossa da Élisabeth Dmitrieff, proclama «la lotta per l’abolizione di tutti i privilegi e di tutte le diseguaglianze». Decine di migliaia di donne decidono di mettersi al servizio della Comune come propagandiste nei circoli, operaie, cantiniere e combattenti. Si promuove l’insegnamento e il salario paritario, si riorganizza la vita quotidiana.

    La Comune è repressa nel sangue il 28 maggio, l’esercito massacra tra i 17mila e i 25mila cittadini e cittadine. Scrive Bakunin «il socialismo rivoluzionario ha appena tentato una prima manifestazione clamorosa e pratica nella Comune di Parigi […]; ne sono sostenitore soprattutto perché è stata la negazione audace, molto accentuata, dello Stato». Marx si è inchinato alla Comune che ha ribaltato tutte le sue concezioni ma gli offre quella fama che non gli aveva ancora dato «Il Capitale».

    La Comune è impressa nella memoria e nei cuori perché ha reso possibile una società senza servitù e sfruttamento, senza il dominio del denaro, senza Stato e senza capitale. L’anarchia costituita a Parigi il 18 marzo è stata sconfitta dallo Stato che ha fatto della violenza un valore. Viva la Comune!!

    Circolo libertario mantovano

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