La fantascienza a confronto – 1

di Mauro Antonio Miglieruolo (*)

1 – Fantascienza e Pornografia

Quali sono le ragioni per cui Fantascienza e Pornografia possono essere – pur nel rispetto e considerazione di ciò che le differenzia – legittimamente (e proficuamente) messe in paragone?

Senza bisogno di scavare in profondità e di attardarsi sui luoghi e sui differenti soggetti che ne sono consumatori, si possono individuare più punti di contatto. Insospettabili punti di contatto: Fantascienza e Pornografia costituiscono, a mio parere, fra tutti i generi di letteratura popolare attualmente in auge, quelli più vicini, i meglio imparentati. Il gusto per il gesto esemplare, ad esempio; del bizzarro, dell’estremo, del singolare, dello sberleffo e dell’andare contro corrente… e poi la tendenza al realismo fantastico, al simbolico, all’ordinario e al meccanico meccanicistico; ma soprattutto la comune disinvoltura formale, strutturale e del linguaggio. Ma già qui possiamo stabilire una prima differenza: la Pornografia continua a infischiarsene di verosimiglianza, di espressività e coerenza; là dove invece la Fantascienza aspira a dare il passo successivo, tende alla nobiltà espressiva, per arrivare a confrontarsi da pari a pari, riuscendoci persino, con la restante letteratura.

Ambedue poi godono del discredito generale; e soffrono un uguale uso strumentale da parte della pubblicità o dei letterati (che si servono – legittimamente – delle loro modalità, però senza dirlo). Uso strumentale diventato parte del linguaggio quotidiano a prevalenti fini di denigrazione. A chi non è capitato di udire “sembra fantascienza!”. Con una notevole e sospetta differenza: che nonostante l’accanimento con cui sembra si perseguiti la Pornografia essa in fondo è ben tollerata (anzi, persino promossa) a causa della diversa pericolosità che rappresenta per il sistema1; al contrario della Fantascienza che presenta insidiosi aspetti critico-speculativi (da cui l’esigenza di svalutarne i risultati: la Fantascienza è palesemente un elemento di disturbo all’interno del panorama culturale dominante). Alla prima spettano pertanto divieti tanto severi quanto non praticati2; all’altra la possibile neutralizzazione tramite un sorrisetto pietoso e un voltar di spalle spietato.

Preciso immediatamente, per non incappare in immediate veementi obiezioni, una solenne caratteristica che “fa la differenza”: la Fantascienza si avvantaggia di una particolarità, che condivide con tutte le altre forme di lettura popolare, assente nella Pornografia: il ruolo, interno a ogni opera, che la storia possiede. E – aggiungo – i valori a cui fa riferimento e dei quali i personaggi sono portatori; l’aspirazione a rappresentare, in modo più o meno ampio, le tendenze dei propri tempi3; mentre la Pornografia si accontenta di riassumere le molteplici e numerose opportunità offerte dal sesso a inseguire una sua artificiosa artificiale “naturalità” che sconfina volentieri in ciò che, scientificamente, può essere definita perversione. La Fantascienza spazia nella totalità di una certa epoca, della quale aspira a fornire resoconti lucidi e il più possibile ludici; e la Pornografia si presume astorica, manifesta impulsi comuni a ogni epoca, impulsi immediati e considerati irrefrenabili, la cui essenza opacizza nell’atto stesso di svelarla (la Pornografia, per come si è condensata oggi, è pura ideologia, sistematica menzogna sul sesso).

Altre differenze importanti possono essere individuate nello sguardo indiscreto (non assimilabile alla sbirciatina insistita nella camera da letto) gettato dalla Fantascienza sull’indomani e del cui esercizio sistematico si fa pregio; nella creazione di nuovi miti e rinnovamento degli antichi. E nella funzione didattica4 con l’esplorazione delle più svariate concezioni del mondo che il genere – il più nobile e significativo del Novecento – ha messo in atto. A cui fa da contrasto la mancata osservazione dello stesso presente da parte della Pornografia (insegue se stessa, non la realtà dalla quale scaturisce e che dovrebbe servire), nella sostanziale diseducazione sessuale (infittendo i misteri intorno al sesso, invece di svelarli), limitando la propria azione al mito sessuale e all’incessante glorificazione dei portentosi piaceri che se ne possono trarre. Confondendo per l’altro lo smodato consumo sessuale con la passione.

E ancora: lo sguardo rivolto ai grandi ideali, all’arricchimento culturale e alla comunione da parte della Fantascienza (che volentieri tende alla comunità); là dove la Pornografia si caratterizza per il suo inevitabile rinchiudersi nel privato, negli egoismi, nell’impoverimento culturale ed emozionale; costituendo, per questa via, non solo un minaccioso e massiccio freno all’evoluzione individuale ma anche un potente sostegno del consumismo.

Altre generose differenze possono probabilmente essere individuate, ma bastano quelle esposte per aprire e chiudere il discorso che queste note hanno il compito di sviluppare: il perché di tale paragone. Per diminuire la Fantascienza o per aumentare la Pornografia (apparentemente ben più discreditata della prima)?

Né l’uno né l’altro. Svolgo il tema per il medesimo motivo che muove tutti i miei scritti in questa fase: per arrivare alle radici del genere che più ammiro, fornire nuovi materiali alla critica e soprattutto individuare le possibili vie del rinnovamento di ambedue (critica e fantascienza). Quanto segue infatti prescinde sia da finalità etiche o di “buon gusto” (con il quale, ipocritamente, si dissimulano i vari motivi delle ripulse dichiarate) oppure di censura meramente religiosa. Non condanno e non approvo: mi limito a tentare di capire.

C’è da chiedersi pertanto il motivo per cui la Fantascienza agonizza e la Pornografia prospera. Tra le possibili cause mi sembra interessante esaminarne una. Che la Pornografia è funzionale al sistema, ne replica la struttura fondamentale (acquisto e vendita dei corpi; riduzione dei corpi alla loro essenza materiale, strumenti di consumo, attaccapanni per abiti, mezzi di “piacere”; acriticità delle pratiche a cui alludono: è così perché così è bene che sia, perché altro non può essere, altro è solo inganno, distrazione dai vantaggi che dalle pratiche prestabilite si può trarre); dunque non ha bisogno di ragioni per proporre e aprire vie nuove; mentre la fantascienza ha bisogno proprio di questo, di criticità, di pensieri differenti e di opposizione all’esistente (senso del possibile, del meraviglioso e del futuro).

Per cui ritengo si possa riassumere il tutto nella seguente affermazione: la Pornografia è pro, la Fantascienza contro. La Pornografia conferma e rafforza l’esistente, la Fantascienza lo mette in discussione. La Pornografia promuove consumatori (il buon consumatore è sempre acritico), la Fantascienza cittadini pensanti e obiettanti. Che insomma, per farla breve, la Fantascienza può configurarsi “altra” rispetto al sistema; mentre la Pornografia ne è la metafora più appropriata.

(*) Fra 14 giorni in “bottega” saranno a confronto Fantascienza e Giallo.

NOTE

1

La Pornografia svolge una funzione positiva, senza contraddizione e senza residui, nei confronti dell’ideologia dominante. Lo vedremo meglio avanti.

2

Sgombro il campo da possibili equivoci. Non sto invocando il ricorso alla censura. Tento di svelare ciò che i pur stranamente inefficaci sostenitori della censura vogliono nascondere.

3

La Fantascienza possiede tali caratteristiche e le esprime con forza più d’ogni altra forma letteraria. La tendenza a “ben dire” fonda anche la pericolosità di ciò che viene detto. La rincorsa alla realizzazione di un prodotto quantomeno artigianale fonda anche la necessità di isolarla; isolamento che a sua volta produce, in alcuni, ulteriore determinazione ad accedere a livelli più alti e nobili d’espressione.

4

Insegnare alle masse la dura necessità di rivoluzionare i propri pensieri, le proprie sicurezze, i propri stili di vita in favore di un mitico futuro di generico “progresso” che si svelava spesso tanto disastroso quanto inevitabile.

La Bottega del Barbieri

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