La sedia della felicità – Carlo Mazzacurati

di Ismaele (*)

una commedia alla Mel Brooks, con un ritmo alla Mazzacurati.

 

per l’ultimo film ci sono quasi tutti i suoi attori di una vita, per un cameo che è quasi un saluto.
Valerio Mastandrea, Isabella Ragonese e Giuseppe Battiston sono bravissimi, a loro agio in una parte che sembra scritta per loro, ma anche tutti gli altri attori sono da applausi.
la storia è un’occasione per raccontare un (pezzo d)’ Italia affamata di sicurezze, dove si è disposti a (quasi) tutto per i soldi, che fanno girare il mondo, e anche il Veneto.
i tre seguono l’odore dei soldi, fra alleanze e tradimenti, che scandiscono i loro rapporti umani, e li definiscono.
si sorride e si ride, in un film che è un po’ folle e non dispiace, anzi…

http://markx7.blogspot.it/2014/04/la-sedia-della-felicita-carlo.html

(*) Trovate questo appuntamento in blog ogni lunedì e giovedì sera: di solito il lunedì film “in sala” e il giovedì quelli da recuperare. Ismaele si presenta così: «“Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte” (François Truffaut). Siccome andare al cinema deve essere piacere vado a vedere solo quei film che penso mi interessino (ognuno ha i suoi pregiudizi). Ne scriverò e mi potrete dire se siete d’accordo o no con quello che scrivo; ognuno vede solo una parte, mai tutto, nessuno è perfetto. Ci saranno anche film inediti, ma bellissimi, film dimenticati, corti. Non parlerò mai di cose che non mi interessano o non mi sono piaciute, promesso; la vita è breve non perdiamo tempo con le cose che non ci dicono niente» (db)

 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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