Lettera al prefetto di Vicenza

Come mai ho deciso di scrivere una lettera al Prefetto di Vicenza e di renderla pubblica? Semplice, non riesco a tollerare l’idea di essere accomunata a chi sta raccogliendo le firme per cacciare i profughi dagli hotel.

di Maria Rosaria Baldin (*)

Egregio signor Prefetto, le scrivo perché mi riesce intollerabile l’idea di essere associata a coloro che, a Sandrigo, hanno avviato una raccolta firme per cacciare i richiedenti protezione internazionale dai due hotel in cui sono ospitati. Le ultime settimane sono state uno stillicidio quotidiano di articoli ed interviste che mi hanno fatta profondamente   vergognare   di   essere   italiana   e   sandricense.

Ho   letto   falsità, pressapochismo, incompetenza. Ho visto l’uso distorto della parola “accoglienza”, uso che sottendeva, in realtà, soltanto l’intenzione di mandar via da Sandrigo persone che hanno, come unica colpa, quella di essere nate nel luogo sbagliato. L’accoglienza diffusa di cui tutti parlano, ma che pochi hanno il coraggio di mettere in pratica, diventerà realtà solo per chi deciderà di superare paure, egoismi e chiusure; credo che, nel frattempo, sia fondamentale far funzionare al meglio quello che c’è. Da anni i nostri amministratori soffiano sul fuoco della paura, dipingendo i richiedenti asilo come portatori di malattie, pericolosi per la sicurezza, potenziali delinquenti da cui guardarsi, troppo numerosi per il paese.

Così, gran parte della cittadinanza è giunta a percepirli come un gravissimo e insolubile problema. Ci sono persone che telefonano allarmate ai vigili appena vedono un profugo camminare per strada. Lo stesso sindaco, in una recente intervista a Schio&Thiene Week, ha dichiarato che “le cooperative li lasciano liberi di bighellonare per il territorio comunale ”, come se camminare liberamente fosse un reato. Oltretutto, l’isteria collettiva che si è generata in paese,porta a situazioni paradossali nelle quali cittadini sandricensi con la pelle scura, o immigrati che vivono e lavorano in zona da decenni, sono considerati da molte persone “profughi degli hotel”. In realtà i richiedenti protezione internazionale non hanno mai creato problemi (le pallonate sulle auto e qualche innocua partitella di calcio non sono certo problemi).Dopo il ritiro delle mai presentate dimissioni da parte del vicesindaco Giovanni Rigoni e dopo l’appello di Prima Noi, gruppo fascista estraneo a Sandrigo di cui non abbiamo certo bisogno in paese, si fa ancora più evidente la spinta dell’attuale amministrazione a una “cacciata del profugo”,che sta aprendo la strada a scenari preoccupanti per la comunità.

Ritengo che l’attuale situazione sia stata causata dalla voluta inazione del sindaco e della giunta durante questi anni; essi, infatti, non hanno partecipato agli incontri proposti a suo tempo e si sono rifiutati di firmare il protocollo d’intesa con la Prefettura . È un po’ tardi adesso per dire: “Aderiamo allo Sprar, ma voi dovete svuotare gli hotel”. Invece che pensare ai problemi reali del paese, come, per esempio, la mancata soluzione allo sversamento in falda delle acque di e mungimento da parte della ditta Cromador – nonostante, ancora   nel   lontano   2014,   l’Arpav   avesse   dato   3   mesi   di   tempo   per   trovare   alternative – l’amministrazione perde tempo con una questione profughi costruita a tavolino e ampliata con un’operazione di marketing, purtroppo ben riuscita.​Vivo a Sandrigo dalla nascita, ma mi sono sempre sentita cittadina del mondo ed ho come valori fondanti della vita la costruzione di un mondo di Pace e giustizia, la tutela del diritto, il rispetto e la piena attuazione della nostra Costituzione.

Proprio pensando all’articolo 10, sento il bisogno di far sentire la mia voce forte e chiara, in un momento che considero di profonda regressione sociale,culturale e civile per il mio paese. So anche di non essere l’unica sandricense a vivere il profondo disagio causato dal clima di razzismo e rifiuto dell’Altro che si respira in paese a partire, purtroppo,dalle istituzioni, che dovrebbero calmare gli animi, anziché attizzarli. Sono solo una normale cittadina   qualunque,   ma  non   voglio   essere   in   alcun   modo   collegata   a   questa   vergognosa petizione solo perché abito a Sandrigo pertanto, con la presente, desidero rendere esplicito e pubblico il mio dissenso. La ringrazio della cortese attenzione, mentre colgo l’occasione per porgerle i miei auguri per un lavoro fruttuoso e proficuo.

(*) tratto da https://labottegadellestorie.org/

Redazione
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Un commento

  • A proposito delle radici del razzismo socio-culturale Marco Paolini (nel suo indimenticabile “Milione” ) così esemplificava : “Sito de Mestre?” “..ma Mestre, Mestre”. E del resto nella parlata veronese si diceva : “de Sandrigo no me ne intrigo”, non per un qualche motivo storico ma per il semplice gusto di far rima. Insomma i politicanti abusano del radicato …”noialtri” … per marcare le supposte diversità di un qualsiasi “noi” veneto-parlante….

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