Liliana fra due giorni finirà in strada?

di Vito Totire

Evitare lo sfratto (previsto per il 18 dicembre a Castelmaggiore) di una lavoratrice “badante” non è un atto di carità unilaterale, ma è una scelta socialmente utile: appello ad Acer e a chiunque possa essere interessato.

«Elettrodomestici affettivi» è la definizione usata anni fa dalla lettrice di un quotidiano per fotografare il ruolo delle “badanti”. Sulla vita grama, sulle vessazioni e sofferenze che queste persone subiscono ho avuto modo di riflettere ulteriormente con la lettura del libro di Liliana – casualmente è lo stesso nome della lavoratrice “badante” – Nechita che si intitola «Ciliegie amare» (*): un diario che commuove e la cui lettura consiglio a chiunque, soprattutto in questi tempi di acceso dibattito sui temi dell’immigrazione. Riflettere sulla situazione della signora L.C. – che ora racconteremo – è importante se vogliamo garantire relazioni adeguate con i lavoratori /le lavoratrici migranti.

Perdere il lavoro è esperienza traumatica per tutti. Ma quando ciò coincide con la morte della persona assistita (con la quale difficilmente non si instaura un rapporto affettivo) e ancora con la perdita della abitazione, significa accumulare tre eventi fonte di grave distress – descritti ai massimi livelli nelle tabelle scientifiche – che proiettano la persona in una condizione di grave rischio psicosociale, soprattutto quando viene da esperienze sociali e relazionali molto dure. Dure sono state quelle della signora L.C. con una gioventù trascorsa nella Romania di Ceausescu e poi con la fuga dal proprio Paese per un doloroso progetto migratorio.

Sfrattare – cioè mettere in strada – questa persona in grave difficoltà il 18 dicembre a Castelmaggiore, da parte dell’ACER, è legale dal punto di vista formale e burocratico ma è un “crimine di pace” a tutti gli effetti.

Acer ha le sue ragioni regolamentari ma ai bisogni primari delle persone occorre dare comunque risposta; possibilmente, il giorno prima e non il giorno dopo. Andando oltre il mettere a disposizione locali per la Bottega solidale di Casalecchio, iniziativa comunque meritoria.

Molti gli eventi tragici verificati a Bologna ai danni della popolazione anziana, che hanno evidenziato sempre più gravi e drammatiche solitudini ed è anche per questo che dobbiamo pensare alle “badanti” non come a forza-lavoro robotizzata ma come a persone indispensabili (e ovviamente vulnerabili) che possono “esplodere” se abbandonate a se stesse.

La vicenda della signora L.C. ci è stata segnalata da una dottoressa medico di base (che evidentemente non svolge le sue mansioni solo rispettando gli adempimenti burocratici ma andando oltre). Chiedo ci si adoperi a trovare una soluzione: l’assegnazione dell’alloggio in cui abita o una congrua proroga oppure un’abitazione alternativa.

Agire a colpi di carta bollata il 18 dicembre (poi in via Irma Bandiera! Quale dolorosa coincidenza) mettendo sula strada una lavoratrice è un atto che non serve a nessuno.

Questa è la lettera aperta scritta da Vito Totire il 30 novembre e rimasta finora senza risposta. Così il 15 dicembre Totire fa circolare un nuovo messaggio.

ABBIAMO CERCATO DI ATTIRARE LA ATTENZIONE SULLA VICENDA DI UNA LAVORATRICE BADANTE CHE STA PER ESSERE SFRATTATA, IL 18 DICEMBRE, DA UN APPARTAMENTO ACER DI CASTELMAGGIORE. Le condizioni abitative di molti immigrati e di molti italiani sono sempre più drammatiche, come dimostrano anche i recenti eventi luttuosi a Reggio Emilia in via Turri con la morte per intossicazione da ossido di carbonio di due persone che sono riuscite miracolosamente ed eroicamente a salvare i figli.

Dobbiamo tornare a chiedere che lo sfratto di Castelmaggiore sia quantomeno procrastinato in modo che la persona giunga a una condizione economica più solida per potersi permettere un’alternativa. 

(*) Liliana Nechita, «Ciliegie amare», Laterza 2017.

LA VIGNETTA – scelta dalla “bottega” – è di Giuliano Spagnul

Redazione
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2 commenti

  • Vado subito al dunque. Bisogna togliere ai ricchi e dare ai poveri.
    Nel solo cuore di Roma, ci sono oltre 25000 appartamenti sfitti. Uno scempio e un fatto del tutto irrazionale.
    Non serve una rivoluzione, perché le leggi ci sono già. Non vengono applicate.

  • Daniele Barbieri

    Una piccola buona notizia. Lo sfratto è stato rinviato a febbraio; c’è tempo per trovare una soluzione. Se nel frattempo Vito Totire ha altre notizie ovviamente ne scriverà.

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