Linux Tutorial – Puntata 2

di jolek78

Care/i fruitrici e fruitori del blog, in questi post  – ogni domenica mattina – si parlerà del sistema operativo GNU/Linux e degli strumenti per utilizzarlo al massimo delle potenzialità. Cercheremo di spiegare come funziona, cosa è il kernel, come costruirsi una vpn, come settare un firewall e giocare col terminale, usare adb e altro. Se il capitalismo della sorveglianza ci vuole passivi consumatori-consumatrici di servizi noi si risponde con un po’ di “cultura informatica” e un MARAMEO (quasi affettuoso). Buona lettura!

Installiamo xUbuntu
Dunque, una volta installato VirtualBox e scaricata la ISO di xUbuntu 20.04 è arrivato il momento di partire con la fase d’installazione. Una volta avviato VirtualBox vi si presenterà una classica schermata di benvenuto con vari bottoni nella barra superiore. Ecco la prima operazione da fare: cliccare su “NEW“. Possiamo lasciare invariata la directory, ma dovremo: dare un nome alla macchina virtuale (nel nostro caso “Ubuntu 20.04“, siate liberi di scegliere voi il nome), selezionare il tipo di sistema operativo (nel nostro caso “Linux“) e selezionare la versione (nel nostro caso “Ubuntu 64-bit“).

Una buona idea, nelle prossime due schermate, sarà di fornire 2048MB di spazio RAM, e 15GB di spazio disco, cosi’ da non avere alcun problema di sorta. Create un disco virtuale scegliendo le due opzioni VirtualBox Disk Image e Dinamically Allocated, e concluso questo, avremo finito la parte principale della configurazione. Manca a questo punto un altro piccolo minuscolo passaggio. Cliiccate su Settings. Da qui ci saranno molte sezioni potenzialmente configurabili, ma non c’è da spaventarsi: se qualcosa che non funziona, basterà guardare il manuale. Per ora, selezionate la voce Storage dove dovrete selezionare la ISO  precedentemente scaricata. Cliccate sull’icona a forma di cd-rom alla destra di Optical Drive, selezionate il file xubuntu-20.04.2.0-desktop-amd64.iso, cliccate su OK e poi START. A questo punto partirà la fase iniziale dell’installazione, e se non ci son problemi, si dovrà vedere la scritta “Check finished: no errors found“. Benvenuti dunque nella fase d’installazione vera e propria.

Cliccate su “Install Ubuntu“, selezionate il modello di tastiera, selezionate “Download updates while installing Xubuntu” in modo che il vostro sistema sia perfettamente in sync con gli ultimi aggiornamenti, e in “Installation Types” cliccate su “Erase“. Scegliete il filesystem LVM e, consigliatissimo, encryption con una lunga password. Vi sconsiglio, per l’inizio, di selezionare il filesystem ZFS che viene utilizzato, normalmente, per storage esterni, ma tranquilli, ci torneremo su più avanti. A questo punto ci siamo, dobbiamo scegliere un il nome utente, il nome della macchina virtuale, e una buona password. Io, personalmente, scelgo come id: bottega, come nome macchina: bottegadelbarbieri . Completate l’installazione e ristartate il sistema.

All’avvio vi chiederà dapprima l’unlock del disco (la password che abbiamo scelto per LUKS) e poi ID e password per entrare su Xubuntu. Vi si presenterà un desktop con risoluzione 800×600. Cliccate col pulsante destro su qualsiasi punto dello schermo, selezionate “Applications“, poi “Settings” poi “Display” e settate la risoluzione desiderata. Selezionando invece “Desktop” potrete cambiare il wallpaper et voilà, benvenuti su Linux.

Oppure, se come me non amate fare le cose col menu grafico, potete banalmente modificare la risoluzione in un modo più semplice. Dunque, da tastiera, premete insieme i tasti Ctrl+Alt e poi, successivamente T. Vi si aprirà un terminale. Settate a questo punto lo schermo tramite xandr. Nel mio caso sarà:

xrandr --size 1680x1050

Inoltre, per adattare il desktop della macchina virtuale al vostro monitor, basterà premere il CTRL destro sulla vostra tastiera, e successivamente C. Lo schermo andrà così in “scaled-mode”. Per disabilitarlo, basterà ripetere la stessa combinazione di tasti.

Aggiorniamo e Abilitiamo SSH
Da terminale, aggiornate il sistema:

bottega@bottegadelbarbieri:~$ sudo apt update ; sudo apt upgrade

Verificate la versione installata, il kernel e l’hostname:

bottega@bottegadelbarbieri:~$ hostnamectl 
Static hostname: bottegadelbarbieri
Icon name: computer-vm
Chassis: vm
Machine ID: 7d8b96fb9c064e4da0638cd9f92a6144
Boot ID: d3acc3278ad044fdb36a1b8bc3ac6f56
Virtualization: oracle
Operating System: Ubuntu 20.04.2 LTS
Kernel: Linux 5.8.0-43-generic
Architecture: x86-64

bottega@bottegadelbarbieri:~$ lsb_release -ra
No LSB modules are available.
Distributor ID: Ubuntu
Description: Ubuntu 20.04.2 LTS
Release: 20.04
Codename: focal

Verificate che sia online:

bottega@bottegadelbarbieri:~$ ping -c3 8.8.8.8 |grep -v DUP
PING 8.8.8.8 (8.8.8.8) 56(84) bytes of data.
64 bytes from 8.8.8.8: icmp_seq=1 ttl=115 time=18.2 ms
64 bytes from 8.8.8.8: icmp_seq=2 ttl=115 time=19.0 ms
64 bytes from 8.8.8.8: icmp_seq=3 ttl=115 time=16.8 ms

--- 8.8.8.8 ping statistics ---
3 packets transmitted, 3 received, +228 duplicates, 0% packet loss, time 2000ms
rtt min/avg/max/mdev = 16.769/232.323/458.983/126.340 ms

Installate a questo punto il server SSH per accedere da remoto:

bottega@bottegadelbarbieri:~$ sudo apt install ssh 
Reading package lists... Done
Building dependency tree 
Reading state information... Done
The following additional packages will be installed:
ncurses-term openssh-server openssh-sftp-server ssh-import-id
Suggested packages:
molly-guard monkeysphere ssh-askpass
The following NEW packages will be installed
[....]
 

e fatelo partire al boot:

bottega@bottegadelbarbieri:~$ sudo systemctl enable ssh
[sudo] password for bottega: 
Synchronizing state of ssh.service with SysV service script with /lib/systemd/systemd-sysv-install.
Executing: /lib/systemd/systemd-sysv-install enable ssh

bottega@bottegadelbarbieri:~$ sudo systemctl start ssh
bottega@bottegadelbarbieri:~$ sudo systemctl status ssh
● ssh.service - OpenBSD Secure Shell server
Loaded: loaded (/lib/systemd/system/ssh.service; enabled; vendor preset: enabled)
Active: active (running) since Sun 2021-02-28 11:15:48 GMT; 2h 8min ago
Docs: man:sshd(8)
man:sshd_config(5)
Main PID: 642 (sshd)
Tasks: 1 (limit: 2274)
Memory: 6.8M
CGroup: /system.slice/ssh.service
└─642 sshd: /usr/sbin/sshd -D [listener] 0 of 10-100 startups

Feb 28 11:15:47 bottegadelbarbieri systemd[1]: Starting OpenBSD Secure Shell server...
Feb 28 11:15:48 bottegadelbarbieri sshd[642]: Server listening on 0.0.0.0 port 22.
Feb 28 11:15:48 bottegadelbarbieri sshd[642]: Server listening on :: port 22.
Feb 28 11:15:48 bottegadelbarbieri systemd[1]: Started OpenBSD Secure Shell server.
Feb 28 13:17:02 bottegadelbarbieri sshd[4591]: Accepted password for bottega from 192.168.0.15 port 55726 ssh2
Feb 28 13:17:02 bottegadelbarbieri sshd[4591]: pam_unix(sshd:session): session opened for user bottega by (uid=0)


TightVNC e Putty
Cominciamo quindi a preparare tutto. Sulla vostra macchina installiamo tightvnc, client VNC disponibile anche in versione java (non il server, solo il viewer) e putty, client SSH multipiattaforma.

Faremo un giochino di tunnelling che vi stupirà…

https://www.ssh.com/ssh/putty/download
https://www.tightvnc.com/download-old.php

Accediamo da remoto (1) – solo terminale
Apriamo putty e inseriamo l’ip della macchina nel campo ip address.
Clicchiamo su open:

accept:

user e password
e benvenuti nella vostra macchina virtuale:


Accediamo da remoto (2) – terminale & interfaccia grafica
Un secondo metodo, forse un tantino più’ complicato, per connettersi via remoto, è attraverso VNC. Ci sono due step da seguire. Il primo: settare il server sulla macchina virtuale. Il secondo: accedere attraverso il client VNC. Non troppo diverso da SSH, ma con un piccolo passaggio in più. Vedremo come.

1. Installiamo dunque dapprima un server vnc sulla macchina e facciamolo partire:

bottega@bottegadelbarbieri  ~  sudo apt install tightvncserver
Reading package lists... Done
Building dependency tree 
Reading state information... Done
Suggested packages:
tightvnc-java
The following NEW packages will be installed
tightvncserver
0 to upgrade, 1 to newly install, 0 to remove and 0 not to upgrade.
Need to get 663 kB of archives.
After this operation, 1,891 kB of additional disk space will be used.
Get:1 http://gb.archive.ubuntu.com/ubuntu focal/universe amd64 tightvncserver amd64 1.3.10-0ubuntu5 [663 kB]
Fetched 663 kB in 0s (3,076 kB/s) 
[...]

2. Modifichiamo quindi il file xstartup:

 bottega@bottegadelbarbieri  ~  vim ~/.vnc/xstartup

– premere il tasto “ins”
– sostituire il testo in modo che il file risulti cosi’:

#!/bin/bash
unset SESSION_MANAGER
unset DBUS_SESSION_BUS_ADDRESS
# xrdb $HOME/.Xresources
startxfce4 &

– premere il tasto “esc”
– scrivere “:wq!”
– chiudere il file

3. Facciamo partire il server vnc:

bottega@bottegadelbarbieri  ~  vncserver
New 'bottegadelbarbieri:1 (bottega)' desktop at :1 on machine bottegadelbarbieri

Starting applications specified in /home/bottega/.vnc/xstartup
Log file is /home/bottega/.vnc/bottegadelbarbieri:1.log

4. Modifichiamo le configurazioni di putty:
Come prima, inseriamo l’IP address nel campo e lasciamo invariata la porta, la 22

Scendiamo giu’ in SSH > Tunnels
e modifichiamo il campo inserendo come porta la 5901 e come destination 127.0.0.1:5901

Torniamo su sessions, andiamo su Default Settings e clicchiamo su Save.
Quindi, clicchiamo su Open:

5. A questo punto avviamo dalla nostra macchina tightvnc viewer.
Nel campo VNC server inseriamo 127.0.0.1:5901 e poi, a seguire, la password

Ed eccoci pronti per entrare nel sistema.
Semplice vero?

Alla prossima settimana!
jolek78

>> Indice <<
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Il logo “Tux Linux” e’ stato realizzato e distribuito dall’artista deiby-ybied su Deviantart in licenza Creative Commons BY-NC-SA 3.0

jolek78
Un tizio che pensava di essere uno scienziato. Si ritrovò divulgatore scientifico. Poi si addormentò e si svegliò informatico. Ma era sempre lui.

8 commenti

  • Francesco Masala

    una domanda, forse, inutile:

    quando compro l’auto non devo essere capace di cambiare la batteria o i freni, importante è saperli usare.
    il mio meccanico dice che cambiare la batteria è facile, ma non ci provo neanche.

    in tutti questi anni che uso il computer non sono mai riuscito a capire perché quando compro un computer non posso averlo con Linux già installato, e poi per la manutenzione andare dal “meccanico” dei computer, come faccio per l’auto.

    grazie in anticipo a chi azzarda una risposta.

  • la azzardo io 🙂
    perche’ la microsoft anni fa fece accordi con le grandi aziende che producevano hardware, sopratutto la intel, e inserirono preinstallato windows. diverso discorso per apple che fornisce macchine con hardware e sistema operativo realizzati “in casa”.

    in due parole la risposta e’ “accordi commerciali”

    n.b
    guarda qui https://www.cyberciti.biz/hardware/laptop-computers-with-linux-installed-or-preloaded/

  • Francesco Masala

    allora non ci resta che aspettare una santa legislazione antitrust, consapevoli che nel lungo termine saremo tutti morti (come ha detto Keynes)

  • Buondì. Please help.
    Non riesco ad andare oltre la tappa che hai descritto (Cliccate su Settings. Da qui ci saranno molte sezioni potenzialmente configurabili, ma non c’è da spaventarsi: se qualcosa che non funziona, basterà guardare il manuale. Per ora, selezionate la voce Storage dove dovrete selezionare la ISO precedentemente scaricata. Cliccate sull’icona a forma di cd-rom alla destra di Optical Drive, selezionate il file xubuntu-20.04.2.0-desktop-amd64.iso, cliccate su OK e poi START.) Apertura di una sessione per la Macchina Virtuale Ubuntu 20,04 non riuscita.

    Non riesco ad istallarla. Mi viene fuori ciò:

    The virtual machine ‘Ubuntu 20,04’ has terminated unexpectedly during startup with exit code 1 (0x1).

    Codice di uscita:NS_ERROR_FAILURE (0x80004005)
    Componente: MachineWrap
    Interfaccia: IMachine {85632c68-b5bb-4316-a900-5eb28d3413df}.

    Puoi aiutarmi?

    Schermata 2021-03-13 alle 9.57.25 AM.png

  • Ciao Sicofante,
    Se hai seguito le configurazioni iniziali, è davvero molto.probabile che ci sia un problema (download corrotto o versione non aggiornata) con virtualbox, o con la ISO scaricata di xubuntu.

    Nella pratica:
    1. scarica e installa l’ultima versione di vbox
    https://www.virtualbox.org/wiki/Downloads

    2. scarica di nuovo la ISO di xubuntu senza passare da torrent
    https://www.mirrorservice.org/sites/cdimage.ubuntu.com/cdimage/xubuntu/releases/20.04/release/xubuntu-20.04.2.0-desktop-amd64.iso

    In bocca al lupo (sperando sia vegano)

    aggiornamento:
    ti ho trovato l’errore sul loro forum. è virtualbox il problema
    https://www.virtualbox.org/ticket/19705

    • Ti ringrazio per aver cercato di risolvere l’intoppo, ma non credo che #19705 riguardi il mio caso. Ho il sistema operativo macOS Catalina 10.15.7 e non Windows.
      Durante l’istallazione di VirtualBox 6.1.18 era apparsa una schermata nella quale il Mac si opponeva e mi chiedeva di cestinarla. La prima volta ho dato il mio assenso e l’ho scaricata nuovamente. Stessa richiesta alla quale mi sono opposto e l’attuale difficoltà. Che ci sia un’ostacolo creato dal Mac da bypassare?

      Povero lupo, stavolta è rimasto con le pive nel sacco!

  • Grazie 1000, è stato utile.

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