L’ultimo saluto a Gustavo Tomsich

Domani a Viterbo

GustavoTomsich

Poeta sin da giovanissimo, poi radiotelegrafista sui mercantili, giornalista “scomodo” e fotografo, occasionalmente editore. E’ morto Gustavo Tomsich (all’anagrafe August Marjan Zlatco Tomšič). Le sue inchieste (su «Tempo settimanale» e «L’illustrazione italiana») sulle sofisticazioni alimentari, sul vaccino Salk, sullo sfruttamento dei marinai nelle navi mercantili fecero scandalo. «Troppo rompicoglioni» (cioè coraggioso) per fare il giornalista … si disse in giro. Venne convinto a cambiar mestiere. Così si dedicò alla fotografia realizzando in 15 anni un archivio fotografico che ha raggiunto le 130.000 diapositive (con il settore di botanica più ricco d’Europa). Continuò a scrivere pubblicando fra l’altro, nel 1976, un libro abbastanza esplosivo: «Comunione e miliardi: trent’anni di pesca miracolosa nelle tasche degli italiani».

ComunioneEmiliardi

Gustavo ha chiesto che le sue ceneri siano disperse in uno dei boschi che amava.

Per salutarlo prima che sia cremato l’appuntamento è martedì 28 aprile – alle 15 – a Viterbo nella “cappella del commiato” della clinica Villa Rosa.

 

 

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Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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