Mancano 6 dom al 18 dic

Conto alla rovescia… Aspettando e preparando il 18 dicembre, giornata di mobilitazione globale a difesa dei diritti di chi migra ma anche dei profughi.   Il 4 novembre a Roma c’è stato un incontro per coordinare le iniziative italiane, Appena sarà pronto un resoconto – o forse una mappa – ne daremo notizia. Nel frattempo ecco una caotica, ma forse utile, discussione (non importa la città) fra due nativi e due extra.

Nativo: «Allora il 18 che si fa?».

E1-m (Extra 1 maschio): «Che indicazioni vengono?».

Nativa: «Beh, la piattaforma la sai. Per il resto massima libertà».

E2-m (Extra 2 maschio): «Io sono per una festa».

E1-m: «Però non solo cibo e musica».

Tre voci quasi in simultanea: «D’accordo».

Nativo: «Io direi che le comunità, o i vari gruppi, della città si presentano».

Nativa: «Anche con i numeri, le storie».

E2-m: «In allegria».

Nativa:«Ecco questo è un punto importante. Non solo testimonianze drammatiche, di sfruttamento e diritti negati, ma anche storie belle, di solidarietà e di intreccio… Cosa i migranti danno a noi e cosa noi diamo a loro?».

Nativo: «D’accordo che il 18 è il giorno dei migranti e delle migranti però sarebbe giusto avere un minimo spazio nostro di presentazione. Intendo dire: perché noi, nate/i in Italia, siamo solidali? Anzi, perché in questa Italia spesso ci sentiamo stranieri anche noi?».

E1-m: «Giusto».

Nativa: «Com’era lo slogan a Treviso? “Immigrati per favore non lasciateci soli con Gentilini” mi pare».

E2-m: «Benissimo ma senza parlare troppo della situazione politica italiana, più un discorso culturale e sociale. Che se no si finisce sempre per dir male di Berlusconi e della Lega, come se il problema fosse tutto lì».

Nativa: «Io credo che qualcosa della nostra storia, magari una mostra ci deve stare. Diciamo sempre che l’Italia ha due rimossi pesanti, il colonialismo e l’emigrazione. Allora troviamo il modo di parlarne con chi passa da noi il 18 dicembre, specie se è la prima volta che incrocia una iniziativa del genere».

E1- m: «E ricordare anche che l’Italia sino a pochi anni fa era un Paese solidale, uno dei migliori».

E2-m: «Quello di chi “passa per la prima volta” è un punto importante. Dobbiamo rendere appetibile l’appuntamento in modo da far venire gente che mai andrebbe a un comizio».

Nativo:«D’accordo».

E1-m: «Ci vuole un misto di allegria e serietà. Siamo tutti d’accordo?».

Coro di sì.

E2-m: «E devono parlare i ragazzi e le ragazze».

Nativa: «Non solo per dire quanto si sentono italiani o no, ma anche per dire cosa vogliono dall’Italia e cosa stanno dando o vogliono dare a questo Paese».

E1-m: «E se in piazza facessimo una serie di cerchi? Invece di stare tutti insieme sotto un palco, all’inizio ci dividiamo in 3-4-5 cerchi, di 10 persone circa, dove ogni persona si presenta, dice quel che pensa … se vuole oppure regala una frase, una canzone, una storia».

Nativa: «Bello ma allora chi arriva dopo è escluso?»

Nativo:«Si potrebbe fare così: dai primi cerchi restano fuori un po’ di noi, diciamo chi ha organizzato così man mano che arrivano altre persone le prendiamo per mano e facciamo altri cerchi».

E1-m: «Mi piace».

E2-m: «Poi a un certo punto si va verso i banchetti per mangiare e intanto con un altoparlante si legge la piattaforma».

Nativa: «E poi?».

Nativo: «Pezzi di film, un po’ di musica».

E1-m: «Conosciamo qualche bel gruppo rap?».

E2-m: «Bisogna anche spiegare che se tolgono i diritti a qualcuno poi li tolgono a tutti».

E1-m: «E viceversa, se cioè i servizi funzionano bene per noi stranieri vuol dire che vanno meglio anche per i nativi».

Nativo: «Diciamo che l’Italia deve togliere soldi alle armi e darli al Welfare State»

E1-m: «Io pensavo di portare la mia denuncia dei redditi e leggerla. Se mi aiutate a fare i conti … vorrei dire questo: con questi miei soldi cosa fa l’Italia? In percentuale ne spende tanti per la polizia e tanti per la scuola, tanti per le guerre e tanti per le case o che ne so».

E-2-m: «Bell’idea sì».

Nativa: «Qualcuno mi sa dire se esiste una, come si dice, tavola sinottica mi pre, insomma per far vedere che in Italia si spendono tot soldi contro gli immigrati (Cpa a esempio) e in altri Paesi invece tot soldi a favore degli immigrati».

E1-m: «Sì qualcuno di sicuro li ha fatti questi calcoli però i discorsi con i numeri sono sempre difficili da sentire. Meglio se facciamo un tabellone».

Nativa: «Sì però mi piace l’idea di leggere una denuncia dei redditi o di far vedere dove vanno le trattenute sulla busta-paga degli immigrati».

E2-m: «Possiamo fare l’una e l’altro».

Nativa: «E alla fine?».

E2-m: «Musica e si balla, su questo non ho dubbi».

Nativo: «Però occhio al meteo, ci vuole un tendone se viene a piovere».

E1-m: «Mattina o pomeriggio?»

Nativa: «Tutto il giorno».

E2-m: «Più al centro possibile… sarà un gran giorno, lo sento».

Ci sentiamo qui (e su www.ildirigibile.eu). E ricordate: mancano poche settimane al 18 dicembre.

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.