Missione compiuta (già?) – by Pabuda

la faccenda ferale, finale, esiziale

non l’avevo mai considerata

da questo punto d’osservazione

– il che, già lo so, mi costerà

qualche punto

in classifica finale –

ma ormai è tardi,

non posso farci niente.

il punto è il seguente:

giacere all’umido calduccio

della fossa cimiteriale

sarà un segnale

che tutto da solo

dovrò interpretare

nella corretta maniera:

grosso modo, il segnale mi dirà:

“la vita non è più incompleta:

giovanotto, la missione,

che ti sia piaciuta o meno,

è stata portata a compimento

nei tempi stabiliti”.

al di là del punteggio,

tanta puntualità sarà già

una bella soddisfazione.

non poter raccontare la missione

rimarrà l’unica seria delusione:

punto

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

Un commento

  • grazie Pabuda
    nella tua solita forma paradossale-blues butti lì questioni che noi (almeno in questa parte del mondo) preferiamo non discutere e/o delegare ai soli – che è aggettivo non sostantivo – rappresentanti delle religioni organizzate.
    Sono seccato come te da non poter “raccontare la missione compiuta” e così mi sto convincendo che no, invece: in qualche parte degli universi, in qualche linguaggio che ora non conosciamo, in qualche forma di vita (magari non fra quelle terrestri e/o visibili) noi raccontiamo anche “dopo”.
    Altrimenti perchè ogni tanto (a esempio 7-8 volte nella mia non breve vita) una nuvola, un suono, un albero verrebbe a prenderci in giro, a incoraggiarci, a sussurrarci storie, a farci godere? (db)

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