Monti Python (falso d’autore)

di Giuliano Bugani

Io sono, una persona piccola. Lo sono sempre stato. Anche da piccolo. Mio padre mi portava al cinema. Io amo il cinema. Io da piccolo. Con mio fratello, e le mie cugine. Eravamo nel cinema. C’ era ‘ Il provinciale’. Lo ricordo. Ma io, non ho memoria. Però mi ricordo lo stesso. Assomiglia a questo governo. La regia, del film. Era di Luciano Salce. La regia, di questo governo. Non lo so. O forse lo. Ma non lo posso dire. Era una storia, come questa. Una storia, di questo governo. E c’ era un giovane. Voleva fare il giornalista. Va a Roma. Nessuno lo vuole. Come Bersani. Come il PD. Che va a Roma. Sono piccolo. Ma capisco le cose grandi. Le cose da grandi. Allora trova una donna. Giovane. Ma è una prostituta. Come Monti. Come a Roma. Io non ci vado, a Roma. Il giovane si innamora, della prostituta. Sono cose, che capitano. Allora Bersani, dice cose. Cancelliamo Articolo 18. Lanciamo il futuro. Dei giovani. Nel cesso. I cessi. Dei cinema. Sono con pisciatoi, alti. Per un bambino. E io ero piccolo. Ritornai in sala. Ci vuole la fiducia. Bersani è una persona piccola. Lo è sempre stata. Si è innamorato. Di Monti. Una puttana. Non può amarti. Ci sono puttane oneste. Quelle ti amano. Una volta per sempre. Monti non è, così. Monti non sa amare. Monti vuole solo soldi. Vuole solo cancellare. La democrazia. Di questi anni. Diritti. Da questi anni. Io sono piccolo. Non vado nei cessi. Dei cinema. Ci vado prima. A pisciare. A casa mia. E dopo. Bersani non lo sa. Ma è piccolo. L’ ho visto pisciare, nell’ angolo. Della cassiera. Hanno chiamato. Monti. La maschera. Bersani dice. Ho già la maschera. Io capisco. Guardo il film. E’ un vecchio film. Bersani non vede. La fine del film. Non vede, sé stesso. Come il PD. Il giornalista, diventa famoso. Ma Bersani. E’ innamorato. Di Monti. La puttana. Lo abbandona. Bersani piange. Vuole il nucleare. Le guerre. Gli armamenti. Le scuole private. La sanità privata. Le pensioni private. Bersani è tra le mani. Della maschera. Ha la maschera. Tra le mani. Ma non si stacca più. Dalla faccia. E continua a piangere. Ma nessuno lo vede. La fine del film. Andiamo a casa. Mi volto indietro. Guardo il cinema. La gente esce. Ritorna nelle case. Resta solo. Bersani. Una puttana. Di celluloide. Mi ha tradito.

BREVE NOTA

Giuliano Bugani è operaio, giornalista, poeta, film-maker e molto altro; incazzato anche: un tipaccio insomma e infatti frequenta codesto blog (db)

Redazione
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Un commento

  • GIULIANO BUGANI E’ UN GENIO. Piccino piccino fisicamente(anche noi siamo gioiosamente cuccioli…), ma immensamente gigante come solo chi sa scrivere un poema in dieci righe(o venti…)

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