Morire da autista: la vita dietro le parole

di Alessandro Ghebreigziabiher (*).  A seguire una nota della “bottega” sul Congo dei silenzi e delle bugie con alcuni link di “Il cuneo rosso”.

Sono stati celebrati i funerali di Stato per ricordare l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci uccisi in Congo. Ricordare è un verbo fondamentale che non ha scadenza ed è sempre attuale.

Per tale ragione vorrei ricordare in questo triste giorno per i familiari dei defunti anche coloro i quali il più delle volte figurano nella notizia nelle vesti di un’ormai scontata nota a margine, che di scontato non dovrebbe avere nulla.

Mi riferisco al lungo elenco di innocenti comparse senza dialogo e luci che contano, che vengono sistematicamente sacrificate nel truce terroristico copione. Non ricevono onori o allori, targhe e ricorrenze dedicate, ma muoiono allo stesso modo, spesso nel medesimo istante dei protagonisti: gli autisti.

Il primo di quelli che ho trovato in ordine di tempo, a scavar nel passato – ma ce ne sono stati immensamente di più – è morto con i nostri concittadini in Congo. Lavorava per il Programma Alimentare delle Nazioni Unite e si chiamava Moustapha Milambo.

Nel 2018 l’attivista Marielle Franco venne uccisa in Brasile in un agguato. L’autista che è morto con lei si chiamava Anderson Pedro Gomes.

Sempre nel 2018 lo scienziato Aziz Asbar fu ammazzato in un attentato con una bomba in Siria una volta uscito di casa con l’auto. Morì anche l’autista di quest’ultima. Non ho il nome, chiedo scusa, ma si aggiunge alla lunga lista delle morti minori nel clamore della notizia.

Nel 2016 David Gilkey, giornalista e fotografo statunitense della National Public Radio, fu assassinato in Afghanistan con l’interprete Zabihulla Tamanna. Con loro morì anche l’autista, un soldato afgano. Non ho il nome e mi dispiace.

Nel 2014 fu colpita un’ambulanza di Emergency in Afghanistan. Morì sul colpo l’autista e il suo nome era Hamza Khan. Lavorava per l’ong da 12 anni.

Ancora nel 2014 la miliardaria monegasca Helene Pastor, originaria della Liguria, venne assassinata in un attentato. L’autista e uomo di fiducia della vittima si chiamava Mohamed Darwich e morì anche lui.

Nel 2013 i vescovi ortodossi Yohanna Ibrahim e Bulos Yazigi furono rapiti in Siria. Non verranno mai ritrovati. Ciò che è certo è che nell’attentato fu ucciso l’autista.

Nel 2008, a causa dell’esplosione di una mina a Merka, in Somalia, venne ferito Saverio Bertolini, un funzionario italiano delle Nazioni Unite. “Le sue condizioni non destano preoccupazioni”, comunicò tempestivamente la Farnesina, rassicurando tutti. Destino diverso fu quello dell’autista, morto sul lavoro. Non ho trovato il suo nome, ma lo ricordo comunque. Anzi, soprattutto.

Nel 2008 furono uccise tre cooperanti a Kabul e nell’occasione fu ammazzato anche l’autista afgano.

Nel 2007 fu colpito in un attentato in Libano il generale François al-Hajj. Ucciso anche l’autista

Nel 2005 attentato in Iraq: il fratello dell’allora vice presidente iracheno, Adel Abdul Mehdi, fu ucciso in un agguato. Nell’imboscata morì anche l’autista.

Nel 1996 venne ucciso in Algeria in un attacco il vescovo Pierre Lucien Claverie. Fu assassinato anche l’autista.

Potrei andare avanti per giorni, ma mi fermo qui, poiché l’amara sceneggiatura non cambia: è morto anche l’autista. Ucciso pure l’autista. Con lui, insieme a lei, muore l’autista. Già, l’autista. Spero che dopo aver ascoltato queste parole riusciremo tutti ancora una volta a vedere meglio la vita umana che si cela dietro di esse…

QUI IL VIDEO: https://youtu.be/285RVQqjNfA

(*) ripreso da Storie e Notizie (numero 1908) che Alessandro Ghebreigziabiher così presenta: «Il blog Storie e Notizie ha iniziato a muovere i suoi primi passi verso la fine del 2008 e contiene racconti e video basati su reali news prelevate dai maggiori quotidiani e agenzie di stampa on line, al seguente motto: “Se le notizie sono spesso false, non ci restano che le storie”. L’obiettivo è riuscire a narrare le news ufficiali in maniera a volte fantasiosa, con l’auspicio di avvicinare la realtà dei fatti più delle cosiddette autorevoli fonti di informazione. La finzione che superi la verità acclarata nella corsa verso la comprensione delle cose è sempre stata una mia ossessione. “Storie e Notizie” ha un canale Youtube, una sua pagina Facebook e anche la versione in lingua inglese, Stories and News. A novembre 2009 ha debuttato l’omonimo spettacolo di teatro narrazione». Qui in bottega «Storie e notizie» è ospitato – scorrete il colonnino di sinistra in “home” e lo troverete – a ogni uscita. 

Nota della “bottega”

In codesto blog abbiamo più volte (ma sempre troppo poco) scritto della infinita, terrificante guerra internazionale per continuare il saccheggio del Congo stra-ricco. E abbiamo raccontato del coltan (parola per molti anni proibita sui media) e ricordato il martirio di Lumumba oltrechè le antiche e recenti rapine italiane, dell’intoccabile ENI (in Nigeria e non solo). Per questo dopo il racconto-notizia del “nostro” Alessandro segnaliamo un comunicato (e i link) de «Il cuneo rosso».

L’uccisione dell’ambasciatore italiano in Congo e della sua guardia del corpo sono stati l’occasione per un’altra intensa e spudorata campagna di criminalizzazione delle popolazioni africane e di beatificazione degli “italiani brava gente”, tali come sempre e più di sempre.

Questa messa in scena, difficile da sopportare senza reagire, ci ha spinti a costruire un piccolo dossier, composto di diversi pezzi contenuti nel numero 3 del “Cuneo rosso“, con alcuni aggiornamenti, completati da una nota sul coltan, le multinazionali e la “prima guerra mondiale africana”, e dalla pubblicazione di un discorso di Patrice Lumumba, il capo del movimento nazional-rivoluzionario congolese, assassinato il 17 gennaio 1961 per volontà degli Stati Uniti, del Belgio e della Gran Bretagna, con la decisiva complicità dell’ONU, ieri come oggi nemica degli oppressi di tutto il mondo.

Saluti internazionalisti – Il Cuneo rosso – com.internazionalista@gmail.com

https://pungolorosso.wordpress.com/2021/02/28/un-piccolo-dossier-sullafrica-di-oggi-e-di-ieri/

https://pungolorosso.wordpress.com/2021/02/28/il-nuovo-assalto-allafrica-eterno-vaso-di-miele-per-i-vecchi-e-i-nuovi-colonialisti/

https://pungolorosso.wordpress.com/2021/02/28/in-africa-oggi-ce-la-colonizzazione-3-0-e-finche-non-arriviamo-quasi-allo-scontro-di-civilta-non-si-risolvera-nulla-intervista-a-papis-ndiaye-del-si-cobas/

https://pungolorosso.wordpress.com/2021/02/28/litalia-avamposto-della-guerra-europea-agli-emigranti-dallafrica/

https://pungolorosso.wordpress.com/2021/02/28/ricordando-patrice-lumumba-il-fiero-capo-del-movimento-nazional-rivoluzionario-congolese/

La Bottega del Barbieri

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