note vagabonde per Jack Hirschman
a cura di Sandro Sardella
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quando morì il 22 agosto 2021 tanti lo conoscevano tanti l’hanno
incontrato tanto fu il dolore per la sua improvvisa partenza tanti
scrissero tanti testimoniarono tanti lo scoprirono anche chi non ne
aveva mai scritto prima anche chi da qualche tempo parlava di
Jack poeta della beat generation ma Jack era un poeta comunista
militante …
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nato nel Bronx a N.Y. nel 1933 si appassionò alla scrittura al jazz
all’espressionismo astratto americano assistette ad una delle
ultime letture di Dylan Thomas scrisse a Hemingway che gli rispose
con una lettera poi pubblicata quando lo scrittore si suicidò e Jack
vendendo quella lettera si comperò l’automobile per trasferirsi con
la famiglia a Los Angeles per insegnare letteratura comparata all’UCLA …
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erano gli anni della guerra in Vietnam e Jack era uno degli animatori
della contestazione e dava voti alti agli studenti maschi così erano
esonerati dal servizio militare ma l’UCLA lo licenziò nonostante che nel
voto che gli studenti danno ai docenti lui avesse avuto uno dei punteggi
più alti (tra i suoi allievi ci fu Jim Morrison che figlio di un militare un
poco lo contestò per la guerra ma poi gli scrisse un biglietto di scuse
che Jack non conservò) …
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la vita familiare con Ruth e i due figli Celia e David non reggeva e Jack
si trasferì a Venice e poi nel 1973 a San Francisco vivendo di traduzioni
collaborazioni l’aiuto e la stima di amici come gli attori Dean Stockwell
e Russ Tamblyn e non volle più rientrare nel sistema universitario
colluso con grosse speculazioni finanziarie nel sistema guerrafondaio
USA e intristito dall’industria culturale.
divenne poeta a tempo pieno entrò nel piccolo partito comunista perché
la miseria la guerra l’arroganza del potere devono essere combattuti
anche con la cultura con la poesia …
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il suo lavoro di traduttore è vasto e molteplice (cito qualche nome ma è
consultando le pubblicazioni di Multimedia di Salerno che si può avere
una panoramica esauriente) : dal russo: Majakovskj, Natasha Balyaeva, ..
dal tedesco: Celan, Heidegger, Sarah Kirsch, .. dallo spagnolo: Neruda,
Roque Dalton, Luisa Pasamanik, Ambar Past, .. dal greco: Katarina Gogou,
Sotirios Pastakas, .. dal francese: Artaud, René Char, Mallarmè, .. (tra
l’altro nei suoi diari Keith Haring scrive di aver letto Artaud tradotto da
Jack e pubblicato dalla City Light di Ferlinghetti) ..
dall’haitiano: Paul Laraque .. con l’Italia Jack ha avuto un grande rapporto
e tante sono le sue traduzioni: Santo Calì, Rocco Scotellaro, P.P. Pasolini,
Alfonso Gatto, Ferruccio Brugnaro, Alberto Masala, Claudio Galuzzi, Franco
Cardinale, Michele Licheri, Anna Lombardo, Igor Costanzo, Enrico Ghedi,
Andrea Garbin, Ugo Pierri, Sante Notarnicola, Sandro Spinazzi, Lucia
Lucchesino, Teodora Mastrototaro, Sandro Sardella, Alberto Lecca, Mariella
Setzu, Franciscu Carlini, …
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Jack ha fatto da ponte fra tanti poeti e artisti ha regalato prefazioni
traduzioni pubblicazioni ha ascoltato in particolar modo gli ultimi i senza
voce ha organizzato festival letture di poesia nelle strade nelle piazze fuori
dalla retorica mortifera dell’accademia poesia ascolto del proprio
essere dentro un mondo che va cambiato ecco le Revolutionary Poets
Brigades fondate con altri poeti in S.F. in L.A. in Parigi in Roma ..
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ha diffuso le linfe colorate delle parole di un cuore sognante di una
mente attenta che si prende addosso la realtà di vite emarginate assenti
fremiti furori scosse desideri un vigore espressivo senza risparmiarsi
una militanza politico poetica marxista-leninista che lo differenzia dai
beat è stato amico di Ginsberg Corso Bob Kaufman Ferlinghetti ma ha
sempre considerato che la loro poetica alla fin fine non andava a
colpire i nodi del potere capitalistico ma diventava un cambiamento
solo di costume o un pacifismo superficiale in una banale rivoluzione
borghese fatta di droghe e misticismo orientale il suo “fare” era più
vicino alle lotte afroamericane di Amiri Baraka (“unità+lotta” ..
l’abituale dedica che Amiri stilava sui suoi libri) ..
8
gli “Arcani” sono la sua opera omnia (pubblicata coraggiosamente
in lingua originale in Italia da Multimedia di Salerno a cura di Sergio
Iagulli e Raffaella Marzano) in quattro poderosi volumi che Jack con
la sua risata chiamava “fermaporta”
gli “Arcani “ sono un viaggio omerico lucidamente visionario nella
profonda crisi del cuore dell’impero d’occidente un cantare sulle orme
di Walt Whitman senza stancarsi di ribadire l’importanza della umana
fratellanza della solidarietà del bisogno sogno di costruire una nuova
società socialista comunista …
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Jack era convinto che la vera poesia sia nel linguaggio della
strada dei lavoratori dei giovani ribelli una parola rozza per
rompere la parola ossificata cipriosa falsa della classe dominante
per far emergere tutto un mondo sommerso che non ha modo di
esprimersi una poesia che “contiene moltitudini” un pugno di
parole nello stagno gonfio d’intolleranza di razzismo di liturgie
militari di sfruttamento un rompere il languore dei corridoi stretti
e polverosi della cultura ufficiale di consumo di semplice vanagloria
di squallido servilismo …
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la prima volta che incontrai di persona Jack fu a una lettura
organizzata dall’Arci di Varese nel 1993 dove presentava “Soglia
infinita” Multimedia edizioni traduzione di Bruno Gullì ancora
ricordo le parole con le quali si presentò: “sono J. H. un poeta
americano comunista agit-prop” poi rimase a casa nostra a Rasa
di Varese per un paio di giorni e così nacque una lunga complice
amicizia Jack amava parlare italiano si adeguava a noi era
discreto attento fu nel corso del tempo che pian piano
scoprii la ricchezza e la mole del suo lavoro culturale e politico
che aveva fatto e che faceva …
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la sua scrittura buca e taglia la pagina “Arriva l’uomo, in un
silenzio mortale, in questa angoscia, e lascia un segno vitale
del suo arrivo.” (Lucio Fontana) l’importanza di questa sua
lingua/manifesto è che essa cerca ripetutamente di esprimere
una urgenza e una stretta creativa relazione magnetica e
particolare tra le parole e le lotte c’è la cultura ebraica c’è
Walt Withman James Joyce Allen Ginsberg Charles Olson c’è la
pittura di Pollock di Kline di de Kooning c’è Majakovskj negli
Arcani riesce ad adattare a una nuova metrica culture pitture
è una storia che continua sempre la scrittura è come argilla
che Jack plasma e declama a suo modo la sua opera è il
movimento nella chimica della Storia delle Storie gli Arcani
sono una scala che si può percorrere verso l’alto come verso
il basso verso il mondo e verso l’interno di noi stessi
l’immaginazione visionaria e ricca di Jack non è innocente
è potente intrisa com’è di catastrofi di guerre di rovine
di dolore (la morte del figlio David a 25 anni per leucemia)
di amore per Agneta di umanesimo rivoluzionario il linguaggio
cava dal magma del vivere e si trasforma nella carne della
scrittura portando luce nella terribilità degli eventi …
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attento e gentile in cucina a Rasa di Varese con la sua
parlata ridacchiando diceva a mio figlio (allora un ragazzo)
“Federico questo vecchio giurassico ti racconta qualche
storia di rock perché sai sono stato professore universitario
di Jim Morrison cantante dei Doors .. sono stato amico di
Leonard Cohen negli anni ’60 in un anno sabbatico passato
in Europa .. nell’isola di Idra in Grecia conobbi e frequentai
Leonard e siamo rimasti sempre amici .. sono stato vicino di
casa di Neil Young .. ho conosciuto Charles Bukowski che
faceva un filo spietato alla mia compagna Sarah Menefee ..
ah! ah! .. “ mentre accendeva una sigaretta io che mi
gustavo questi suoi aneddoti ricchi di humour
che tenerezza nel suo sguardo da birbante mentre mi
ascoltava assaporandomi goloso come quando in cucina in
San Francisco in Union Street a cucchiate di gusto prendeva
dal vaso il gelato a mezzanotte …
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percorriamo a piedi il piccolo centro storico di Varese prima
di una tua lettura ti fermi da un fruttivendolo e comperi un
sacchetto di mandarini ne sbucci uno con gusto e me lo porgi
esaltando la bontà del frutto e del camminare assieme …
PS: dopo aver scritto questa manciata di note vagabonde mi
accorgo di quante altre se ne potrebbero aggiungere ma per
il rispetto verso chi con pazienza ha letto mi permetto di dare
un piccolo consiglio: “lasciatevi colpire dalla sua appassionata
poesia fatevi accarezzare dalla sua tuonante voce che
come una folata di vento nella foschia della baia di S.F. agita
la sciarpa rosso sangue di Jack sempre presente”


desidero precisare che queste note dedicate a J. Hirschman sono state pubblicate in “erbafoglio” (nuova serie numero 27 – maggio 2023 – Cagliari) e la fotografia è stata scattata da Luigi Monsù nel 1997 a una lettura alla Calusca Citylight in Milano ..
Buongiorno. Il Sandro ha scritto un saggio critico e lirico su Jack Hirschman. Le sue “note randagie”, come lui dice, ancorano alla memoria: mi par di vederlo, tra noi, Jack sorridente e dalla battuta lesta, sporgersi tra le brume della baia, strizzare l’ occhio “sempre compagno!” Con il cuore infranto dei popoli in mano avanzare tra le rovine del mondo … Grazie Sandro per aver attizzato la memoria, grazie Jack per tutto il resto.
Non lo sa quasi nessuno, ma fui io il primo a presentarlo in Italia col suo libro “Quello che conta” tradotto da Bruno Gullì. (Mongolfiera 1990). Eravamo a Bologna, e conservo ancora la poesia che mi aveva dedicato, scritta e disegnata sulla tovaglietta del ristorante greco dove avevamo mangiato. Da allora, per trent’anni, non ci siamo più lasciati. Insieme ovunque, l’ho presentato mille volte e lui me. Ha tradotto due miei libri a San Francisco e curato un terzo, tradotto da Jonathan Richman. Metto qui il link al ricordo che scrissi quando morì.
https://www.albertomasala.com/il-mio-amico-jack/