Om-Om: seconda puntata…

… sull’omelia omofoba di Imola e sulle polemiche seguite

di Roberto Vuilleumier (*)   

Egregio dottor Cerbai, leggo quanto dichiara a «Il resto del Carlino» (vedi qui, in coda).

Anche secondo i nazisti le relazioni sessuali dovevano essere finalizzate al «processo riproduttivo» e questa fu la principale ragione per cui decine di migliaia di “ triangoli rosa” vennero internati nei lager.

Molti di loro probabilmente credenti, come lei sostiene, «non vivevano bene la loro preferenza sessuale» anche prima di essere internati, sterilizzati, torturati e infine uccisi; ma di certo non perché malati di mente, bensì magari perché il mondo con cui dovevano relazionarsi non solo era bigotto, ma anche pericoloso.

Oggi ovviamente la libertà sessuale in quasi nessun Paese comporta l’internamento in lager o in carcere, ma chi rischia oggi veramente è in generale la  “libertà di scelta”, che essa sia sessuale, etica, religiosa e perché no anche quando è «libertà di esprimere».

Date le sue preoccupazioni le ricordo che la Corte dei diritti dell’uomo in una sentenza del 1976 ha già stabilito che la libertà di parola comprende il diritto di «sconvolgere, turbare e offendere» ma guarda caso in Italia – grazie al “codice Rocco” (non a caso del 1930, in piena epoca fascista) che come certo saprà è ancora in vigore – al netto degli interventi “correttivi” della Corte costituzionale  che ne ha lievemente moderato “i toni”, esistono molti limiti nei diritto dei cittadini verso la Chiesa: «Sono, invece, vilipendio, la contumelia, lo scherno, l’offesa, per dir così, fine a sé stessa, che costituisce ad un tempo ingiuria al credente (e perciò lesione della sua personalità) e oltraggio ai valori etici di cui si sostanzia ed alimenta il fenomeno religioso, oggettivamente riguardato» (dalla sentenza della Corte Costituzionale numero 188/75).

Un prete, anche in una chiesa, oggi può liberamente esprimere opinioni degradanti e profondamente lesive della dignità umana mediante l’ offesa «fine a se stessa»;  è il contrario che non è permesso, cioè la critica forte verso il Vaticano.

Se l’essere umano non riesce da solo a evolversi e non riesce neppure a rispettare l’altrui libertà di scelta sessuale, non vedo altra via se non una  “legge” dello Stato (anti-omofoba) – oltre all’abrogazione del codice Rocco – che garantisca la libertà anche di offendere liberamente. Almeno reciprocamente.  

Cordialmente, Roberto Vuilleumier

ED ECCO LE PAROLE DI ROBERTO CERBAI AL QUALE ROBERTO VUILLEUMIER FA RIFERIMENTO

(da http://www.ilrestodelcarlino.it/imola/cronaca/2014/01/05/1005446-omelia_piratello_ancora_scintille_rifondazione_urtati_molti_fedeli.shtml)

CI SARÀ ANCHE Rifondazione comunista, questa mattina alle 10 davanti alla chiesa del Piratello, al picchetto contro l’omofobia. Il presidio è stato indetto dal centro sociale autogestito Brigata 36 in risposta alle affermazioni di padre Luigi Ceresoli, parroco del Piratello, che durante la sua omelia di domenica scorsa, giornata dedicata alla festa della famiglia, ha dedicato diversi passaggi del suo discorso ai gay, ricordando ai fedeli come per diversi anni (fino al 1990) l’Organizzazione mondiale della sanità abbia incluso l’omosessualità nella lista dei disturbi mentali.
Affermazioni che Rifondazione comunista di Imola «rigetta con sgomento» perché «espressione di oscurantismo religioso e di una visione retrograda e omofoba del mondo, che non lascia spazio ad interpretazioni e a cui ci opponiamo nettamente».
IL PRC RILEVA positivamente il fatto che «ad essere urtati dalle posizioni del prete siano stati molti degli stessi fedeli», mentre non risulta una «presa di distanza ufficiale da parte della Curia». Interpellato in merito alla vicenda, il vescovo Tommaso Ghirelli ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione a proposito.
A parlare è invece Roberto Cerbai, noto medico imolese: «In oltre quaranta anni di professione — dice — ho avuto come pazienti sia omosessuali che vivevano la propria vita in pienezza e con soddisfazione, sia altri che vivevano con malessere un orientamento sessuale soggettivamente percepito come indesiderato e quindi fonte di disagio».
«NELLA SOCIETÀ attuale — prosegue— il solo prospettare il ricorso per queste ultime persone ad aiuto psicologico può valere l’accusa di omofobia, col rischio di creare un pericoloso pregiudizio sociale verso chi esprime pareri o libere manifestazioni di pensiero». Per questo Cerbai chiede a Roberto Vuilleumier, delegato imolese dell’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, che aveva invocato provvedimenti di respiro nazionale, «se è sicuro che “a questo Paese serva una legge anti-omofobia” che imbavagli la libertà di opinione».
QUANTO ALL’OMELIA di padre Ceresoli della settimana scorsa, «non ero presente — conclude il medico —, ma mi pare di capire che abbia parlato dei valori della famiglia cristiana e che, dopo un excursus teologico e biblico, possa essersi espresso in modo impreciso su alcune tematiche scientifiche. Il parroco ha comunque terminato ribadendo l’accoglienza verso tutti e il rispetto massimo della persona».

(*) Roberto Vuilleumier è delegato Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti) di Imola e Castel San Pietro. La prima puntata di questa vicenda è qui: Om-om: c’è un prete…

Confido in una terza puntata che esca dalle polemiche contingenti e approdi a qualche punto fermo quanto meno sulla differenza tra princìpi inalienabili e opinioni. Aggiungo che questa mattina non ero al presidio, causa mezza bronchite, ma chi c’era mi ha raccontato di utili discussioni e di qualche tensione. Ho trovato divertente (meglio: esilarante) apprendere che anche Lega Nord era presente, ovviamente in difesa del parroco, invocando la “libertà d’opinione”. E’ rivelatore vedere che si confonde il libero pensiero con l’offesa ed è tragicomico che a invocare il diritto al dissenso sia un partito che – al governo come nelle amministrazioni locali – ha legiferato per togliere i diritti minimi (compreso quello di esprimersi) a molte persone, straniere ma anche italiane “doc”. Nel caso della Lega come di molti fascisti c’è una vigliaccheria di fondo: non hanno il coraggio di definirsi razzisti ma lo sono. Perciò mi fanno schifo due volte. (db)

Redazione
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  • posto qui un breve resoconto del volantinaggio del c.s.a. brigata 36 davanti alla chiesa del piratello: è andato tutto bene, erano presenti 3-4 persone della digos, qualche giornalista, 5 elementi della lega nord in una ridicola contromanifestazione a “difesa del libero pensiero” a una decina di metri di distanza, mentre noi insieme ad altr* compagn* di rifondazione comunista che hanno aderito all’iniziativa invece eravamo più di una ventina. il prete omofobo fuori dalla chiesa invece non s’è visto.
    abbiamo volantinato tranquillamente ai parrocchiani, qualcun* lo rifiutava ma
    la maggioranza l’ha preso, ed abbiamo ovviamente distribuito le compresse antiomofobia. ai leghisti ne abbiamo data una all’inizio, poi alla fine gliene abbiamo offerta un’altra dicendo che forse era meglio un dosaggio doppio, ma hanno rifiutato. peccato, ne avevano molto bisogno.
    bonz

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