Palestina: filmare è esistere

di Monica Macchi

Ginevra/Losanna 23-29 novembre 2017

 

L’edizione di quest’anno è caduta a 100 anni dalla Dichiarazione Balfour, a 70 dal voto all’Onu sulla partizione della Palestina e a 50 dalla Naksa (la sconfitta nella Guerra dei 6 giorni) e si è concentrata su due periodi strettamente correlati: la Palestina del Mandato Britannico attraverso le trasmissioni della radio di Gerusalemme, foto di famiglia di gazawi e alcune rarissime immagini cinematografiche dal Cairo; e il cinema palestinese degli anni Sessanta… perlomeno gli archivi che non sono stati distrutti dall’invasione israeliana del Libano nel 1982. In particolare segnalo il film Looted and Hidden-Palestinian Archives in Israël di Roma Sela proprio sul saccheggio degli archivi palestinesi: basato interamente su materiali d’archivio, mostra i meccanismi di controllo (compresi la confisca e la censura) che hanno contribuito a nascondere la storia del popolo palestinese. Collegato a questo film una imperdibile tavola rotonda su come i cineasti palestinesi possano ricostruire una storia saccheggiata attraverso l’utilizzo degli archivi e del materiale visivo sull’immaginario e sul dibattito storiografico.

Altri film molto interessanti sono Leila Khaled: Hijacker di Lina Makboul, sul dirottamento del volo 840 della TWA ad opera del FPLP che ha mediatizzato la presenza palestinese sullo scacchiere internazionale e Retour à Haïfa di Kassem Hawal, adattamento dell’omonima novella di Ghassan Kanafani, realizzato con la collaborazione dei palestinesi nei campi profughi del Nord del Libano… pensare che solo per la scena dell’esodo sono state utilizzate più di 4.000 comparse, centinaia di abiti tradizionali e vecchie automobili.

(*) ripreso da «Per i diritti umani»

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.