Prisoners – Denis Villeneuve

di Ismaele (*)

C’è chi pensa che Villeneuve sia  stato un grande pilota di Formula 1, amato come un figlio da Enzo Ferrari, e si ferma lì, sappia che da qualche anno c’è un altro grande Villeneuve canadese che si è fatto notare.

Denis Villeneuve è uno dei più grandi registi in circolazione, e dopo “Polytechnique”, mai uscito in Italia, purtroppo (cercatelo comunque) e “La donna che canta” (un capolavoro assoluto, il dvd vi aspetta), ogni suo film è molto atteso.

“Prisoners” è girato negli Usa, anziché in Canada, un po’ mi ha ricordato “Zodiac” (e non solo per la presenza di Jake Gyllenhaal, bravissimo), è una corsa contro il tempo, con una sceneggiatura che non ti fa rilassare.

Da non perdere mi sembra il minimo, non leggete niente prima, vi toglierebbe la sorpresa, andate al cinema, nessuno, tranne i deboli di cuore, se ne pentirà.

http://markx7.blogspot.it/2013/11/prisoners-denis-villeneuve.html

(*) Trovate questo appuntamento in blog ogni lunedì e giovedì sera: di solito il lunedì film “in sala” e il giovedì quelli da recuperare. Ismaele si presenta così: «Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte” (François Truffaut). Siccome andare al cinema deve essere piacere vado a vedere solo quei film che penso mi interessino (ognuno ha i suoi pregiudizi). Ne scriverò e mi potrete dire se siete d’accordo o no con quello che scrivo; ognuno vede solo una parte, mai tutto, nessuno è perfetto. Ci saranno anche film inediti, ma bellissimi, film dimenticati, corti. Non parlerò mai di cose che non mi interessano o non mi sono piaciute, promesso; la vita è breve non perdiamo tempo con le cose che non ci dicono niente».

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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