Regolarizzazioni 2020, esaminato solo il 14% delle domande

di Gianluca Cicinelli

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è download-1.png

Tre mesi fa i promotori della campagna “Ero Straniero” denunciavano il grave ritardo accumulato nell’esame delle domande di emersione e regolarizzazione avviato nel 2020 con il decreto “rilancio”. A un anno dall’apertura della finestra per presentare le domande Ero Straniero presenta un nuovo dossier di aggiornamento della situazione nei diversi territori, sulla base dei dati raccolti dal ministero dell’interno e da prefetture e questure attraverso una serie di accessi civici.

Il quadro, seppur in lieve miglioramento, appare ancora grave in tutta Italia: delle 220.000 persone che hanno fatto richiesta, solo 11.000 (il 5%) hanno in mano un permesso di soggiorno per lavoro, mentre circa 20.000 sono in via di rilascio. Molto critica, in particolare, la situazione nelle grandi città: a Roma, al 20 maggio, su un totale di circa 16.000 domande ricevute, solo 2 pratiche sono arrivate alla fase conclusiva e non è stato ancora rilasciato alcun permesso di soggiorno. A Milano, su oltre 26.000 istanze ricevute in totale, poco più di 400 sono i permessi di soggiorno rilasciati“.

Nel dossier, oltre all’analisi dei dati relativi allo stato delle pratiche, riportati in formato aperto sul sito della campagna, sono state raccolte le testimonianze di chi aspetta ancora di sapere se avrà o meno i documenti e potrà uscire dall’invisibilità. Ma anche di tanti datori di lavoro sconcertati per i tempi lunghissimi, come ha dichiarato un datore di lavoro a Bologna: “Io sono furioso. Sono nove mesi che non sappiamo niente. Ma si possono lasciare le famiglie appese così?”.

Le conseguenze di questo ritardo sulla vita delle persone sono esanti, impediscono di superare ostacoli burocratici, a partire dalla difficoltà di accesso al sistema sanitario nazionale e alle vaccinazioni, con un impatto inevitabile anche a livello di salute pubblica nel contesto di emergenza che stiamo vivendo.

Testimonia un’assistente familiare in emersione a Milano: “Ti rimandano indietro. Dicono che con permesso provvisorio l’iscrizione al Servizio Sanitario non si può fare. Ma non è vero! Io ho diritto a medico di base! Quando sarò vaccinata? Ho 55 anni, le persone della mia età a Milano possono già prenotare. E se io mi ammalo, chi sta con la mia signora, che ha 89 anni? Mi mandano via!”.

Il dossier prova anche a spiegare come mai, nonostante fosse stato previsto già nel decreto che ha dato il via alla “sanatoria”, il personale aggiuntivo destinato alle prefetture proprio per l’esame delle pratiche di regolarizzazione sia entrato effettivamente in servizio solo i primi di maggio scorso e non i tutte le sedi, contribuendo significativamente al prolungarsi dei tempi per le decine di migliaia di pratiche negli uffici competenti in tutta Italia.

“Alla luce di quanto emerso dal monitoraggio di questi mesi – concludono i promotori – la campagna Ero straniero ribadisce la richiesta al ministero dell’interno d’intervenire immediatamente per superare gli ostacoli burocratici e velocizzare l’iter delle domande, in modo che le quasi 200.000 persone ancora in attesa di risposta possano al più presto perfezionare l’assunzione. Nello stesso tempo, sappiamo che non sarà sufficiente questa misura a risolvere il problema della creazione costante di nuova irregolarità, come dimostra quanto accaduto con le sanatorie negli ultimi vent’anni. Anche perché una gran parte di persone senza documenti ne è stata esclusa, vista la limitazione a pochi settori lavorativi”.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è download-2-1.jpeg

I promotori di Ero Straniero chiedono a governo e Parlamento un intervento a lungo termine che permetta di ampliare le maglie della regolarizzazione e favorire legalità e integrazione, a partire da uno strumento di emersione sempre accessibile, senza bisogno di sanatorie, che dia la possibilità a chi è già in Italia e rimane senza documenti, di regolarizzare la propria posizione se ha la disponibilità di un lavoro o è radicato nel territorio. I promotori chiedono anche nuovi meccanismi d’ingresso per lavoro o ricerca lavoro. Soluzioni, queste, previste nella proposta di legge d’iniziativa popolare della campagna Ero Straniero, ferma in Commissione affari costituzionali della Camera.

ciuoti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.