Resistere alla pubblicità…

è possibile? Basta con Truce & Gabbana: la piccola lezione di «Oscar», documentario argentino (*)

Vietata [come in Spagna] una pubblicità violenta e sessista di Dolce e Gabbana. E’ accaduto senza troppi clamori poco prima dell’8 marzo e forse il calendario ha fatto una cosa giusta; o forse quella data è servita come foglia di fico per nascondere l’iceberg. Non credo comunque che questo divieto segnali un’inversione di tendenza. Perciò mi pare opportuno si continui a parlare di quel che sta sotto il Truce & la Gabbana. E chiedo – soprattutto agli uomini che firmarono l’appello pubblicato su «Liberazione» e «il manifesto» il 19 settembre 2006 – di farsi vivi. Incontriamoci, nel virtuale quanto meno, per preparare una ragionata strategia nonviolenta contro l’invito allo stupro di molte pubblicità [non solo di Truce & Gabbana] ma anche contro chi fa finta di non vedere.

Avanzo una piccola proposta. Cominciamo a prendere di mira alcuni fra i grandi cartelloni pubblicitari: facciamolo a viso aperto, rivendicando – come uomini che non vogliono essere complici – che non accettiamo questi messaggi nelle strade. Mi vengono in mente i “casseurs de pub” in Francia e Oscar Brahim: devo spiegare chi è perché purtroppo il bel documentario di Sergio Morkin – «Oscar» – non gira in Italia. Durante il collasso economico e sociale dell’Argentina, la pubblicità continua a urlare “compra” per imporre bisogni artificiali. Oscar Brahim è un tassista con il talento di decifrare il linguaggio dei pubblicitari, i loro inganni e soprattutto di metterli sottosopra. Oscar non è un teorico [anche se finirà poi all’università, invitato a fare lezione di contro-pubblicità] e pur se guida un taxi 12 ore al giorno ha un grave difetto… pensa. Così nel bagagliaio del suo scassato taxi ha sempre bottiglie di colla, forbici, ritagli di cartelloni e locandine, palloncini da riempire di vernice e una scaletta. Quando il taxi è libero, da solo o con amici, spesso con il figlio [8 anni all’epoca] Oscar prende la scala, decostruisce e riformula le pubblicità attraverso tecniche di collage e pittura. Ne svela la falsità e la violenza. Oscar lotta per difendere la propria libertà e quella di tutte e tutti.

La mia proposta è questa. Nelle prossime settimane noi uomini che abbiamo sottoscritto quell’appello contro le violenze alle donne discutiamo se la tecnica di Oscar può essere efficace. Se siamo d’accordo si tratta solo di decidere quale fra le grandi pubblicità merita di essere «riscritta» per prima. Poi pennello, colla, vernici, forbici e scale. Visibili. Facciamo come Oscar?

(*) care e cari

la piccola redazione del blog si riposa un pochino: dal 23 dicembre al 6 gennaio (date forse un po’ banali) non sono previsti i soliti tre “pezzi” al giorno. Ovviamente chi di noi vorrà potrà postare qualcosa che appare urgente. Forse lo farò anche io. Intanto, per non lasciare troppo bianco in blog, ho recuperato dall’archivio una quindicina di miei articoli (del 2006-7-8) che non mi sembrano troppo invecchiati e li posto, uno al giorno senza un particolare ordine di data o di argomento. Questo per esempio – di nuovo ringrazio Agostino per avermi segnalato il film – è uscito nel febbraio 2007 sul sito dell’allora settimanale «Carta». Suscitò qualche discussione (dire, dire, dire, dire…..) ma zero azioni (fare?). Dal mio punto di vista un fallimento. Ma si può sempre ricominciare. Anche alla luce di quanto ho scritto qui in blog sul lavoro di Ico Gasparri.

Tornando al blog, dal 7 gennaio si torna allo schema abituale. Restano gli appuntamenti fissi: il lunedì Mark Adin (ore 12); martedì fantascienza (io e Fabrizio Melodia); il mercoledì appaltato a Miglieruolo; il giovedì le finestre di David; venerdì Rom Vunner, in possibile alternanza con Maia Cosmica; sabato «narrativa e dintorni» con un racconto o una poesia, le vigne(-tte) di Energu e altro; domenica la neuro-poesia di Pabuda ma anche Alexik. Tutti i giorni molto altro, a partire dalla (da noi amatissima) Maria G. Di Rienzo e dalle urgenze.

C’è una novità nella quale vorremmo coinvolgere… chi se la sente. L’idea è di partire dall’11 gennaio con una «scor-data» al giorno; speriamo di farcela. Se siete da poco nel blog e non sapete cosa sono le «scor-date» … fate prima a leggerne qualcuna che io a spiegarlo. Oppure leggete un libro meraviglioso come pochi: «I figli dei giorni» di Eduardo Galeano, tradotto da Sperling & Kuperf pochi mesi fa (e recensito in blog). Ovviamente una «scor-data» al giorno (e ben fatta) è davvero un impegno gravoso. Perciò cercheremo di dividerci i post fra la redazione e un po’ di esterne/esterni. Se qualcuna/o si candida ad aiutarci e/o ha proposte GRAZIE in anticipo e si faccia sentire (su pkdick@fastmail.it) così ne parliamo.

Mi fermo qui.

Abrazos y rebeldia per un 2013 di intelligenza, dignità e sovversione. (db)

 

Redazione
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Un commento

  • Il tema rimane molto attuale, dato il tono e la sostanza del linguaggio utilizzato dalle pubblicità.

    Io non sono un professionista della comunicazione, non ho contatti e così via. Così come io avevo al tempo, 6 anni fa, utilizzato Internet per contattare Morkin, di cui ho perso comunque le tracce, se voi in redazione conoscete qualcuno nel mondo della distribuzione cinematografica, o presso Internazionale, per esempio, o se si arrivasse a contattare persone di talento come Pietro Marcello, per esempio, allora il documentario, e la riflessione che lo accompagna, potrebbe raggiungere molte più persone, e allora sarebbe molto più semplice organizzare un’azione, al tempo stesso goliardica, non violenta, e significativa. Nel mio piccolo, senza far nomi, avevo tentato, 6 anni fa, al tempo avevo molte più energie, ma purtroppo a volte alcuni gruppi di persone sono più interessati ai ragionamenti astratti piuttosto che alle sperimentazioni pratiche, anche perché quest’ultime sono più rischiose e faticose. Se però l’energia che questo documentario trasmette raggiungesse molte più persone, attraverso gli strumenti oggi disponibili, 6 anni dopo, l’esito potrebbe essere differente. Nel caso, io ho la copia del documentario. Se una persona autorevole riuscisse ad ottenere l’autorizzazione da Morkin o da Oscar stesso, si potrebbero almeno organizzare delle proiezioni, penso ad esempio ai Cantieri alla Zisa, e altrove. Certo, sarebbe ancora più bello permetterne la libera visione su Internet, trasmetterlo sulla RAI, e così via, ma si procede sempre passo dopo passo. Fatemi sapere.

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