Romano Mazzon: Il futuro fa paura…

… ma il presente non esiste*.

Piano, piano. In silenzio. Anno dopo anno. Cosa è successo? Rimangono ricordi sbiaditi, vecchiume che non può ancora essere considerato vintage perché troppo recente, solo spazzatura.

Nomi ormai privi di senso come scala mobile, mutua, lavoro sicuro, assegni familiari, maternità, pensione, affitto in equo canone, trasporti pubblici a basso costo, tasse scolastiche quasi inesistenti, acqua-luce-gas come diritto. Già diritto. Un po’ come succede per quello d’autore i diritti sono di chi li detiene: chi puote puote, chi non puote non puote!

Comunque tranquilli perché questo è necessario per modernizzare la forma di Stato e rimanere presenti nel mercato internazionale senza perdere in competitività. Tranquilli, dobbiamo stare tranquilli perché, anche se le nostre fragili menti non se ne fanno una ragione, tutto ciò è buono. Tranquilli, ce lo dicono i giornali e i canali video detenuti da quel 10% delle famiglie italiane più ricche che detengono il 50% della ricchezza nazionale**.

Un esempio: prendiamo dieci caramelle e dividiamole per dieci persone***. Se la divisione non risente di alcun fattore esterno ci aspeteremmo che ogni persona si mangi 1 caramella. Se però troviamo che 1 persona mangia 5 caramelle e che le altre nove ne mangiano 0,555555555555556 a testa, allora sorge una criticità. Oltre a un effettivo problema di divisione della caramella, visti i decimali, possiamo rilevare che vi sono uno o più fattori esterni che intervengono nel produrre questo risultato. La differenza tra UNO e NOVE possiamo definirla significativa: la quantità di caramelle mangiate da NOVE è dieci volte inferiore alla quantità di caramelle che si mangia UNO: 0,5 contro 5. Questa però è la media. La famosa media dei polli di Trilussa: se Gino mangia 2 polli e Pino 0 polli, Gino e Pino hanno mangiato in media 1 pollo a testa. Così, in media, si spiega perché, ad esempio, non serve più l’equo canone: in media, ogni famiglia italiana ha un patrimonio immobiliare pari a 200.000 €! Non ci sentiamo immediatamente tutti più ricchi? (Ma se poi è così, a chi c…o le vendiamo ‘ste case?)

La tragedia, stando ai dati, non è tanto la fine del lavoro, fenomeno di per sé mica negativo (qualcuno o qualcosa aveva detto che il lavoro salariato non è poi una così bella cosa e anche produrre macchine non è proprio l’ideale). Si può ipotizzare che esistano dei fattori che fanno sì che la ricchezza tenda ad accumularsi nelle mani di pochi. Stando alle probabilità, poi, è possibile ipotizzare che esista anche un qualcosa che fa sì che quei pochi siano sempre gli stessi. Insomma, possiamo escludere il caso e la fortuna. Possiamo escludere anche le capacità personali: visto che sono sempre le stesse famiglie nemmeno Mendel sarebbe riuscito a trovare combinazioni di DNA che potessero, senza interruzione, produrre sempre e solo dei vincenti, anche in questo caso la teoria delle probabilità rende difficile ipotizzare che i vincenti nascano sempre con lo stesso cognome.

Chiedi la caramella a dio e la mano resterà vuota, chiedila a Tito e l’avrai!

* In questo caso la colonna sonora è Sopravvivo senza motivo – MGZ

** Rapporto Banca d’Italia sulla ricchezza delle famiglie

*** Si tratta di un calcolo approssimativo: il 10% delle familgie più ricche non coincide con il 10% delle famiglie italiane, come si vuol far credere. Trattandosi delle famiglie più ricche queste dovranno essere meno del 100% delle famiglie italiane. In questo modo, anche sognando che le famiglie più ricche rappresentino il 90% delle famiglie italiane, il 10% del 90% è il 9%. Quindi il 10% delle famiglie italiane più ricche è meno del 10% del totale delle famiglie italiane, ma i calcoli diventano difficili, facciamo finta che …

Rom Vunner

2 commenti

  • Marco Pacifici

    “il lavoro rende liberi” era scritto fuori dei lager nazisti:è vero il presente è sempre piu vicino al passato,e da come si stanno mettendo le cose sarà molto peggio:una dilatazione del tempo ortogonalmente proporzionale a quanto il tempo sta precipitando all’indietro ma con gli strumenti di distruzione della Dignità ad un livello “geometricamente” illimitati:i nuovi lager sono gia presenti e funzionanti da tempo,la realtà come sempre è terrificante davanti alla piu incredibile fantascienza.Marco Pacifici il monello.

    • in effetti il tempo, il suo fluire, è una nostra rappresentazione mentre i nuovi lager sono un dato oggettivo, non una nostra rappresentazione. Allora se cambiamo percezione cambiamo anche il modo di percepire il tempo e magari chiudiamo i lager e ciò che li rende possibili…

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