Scor-data: 13-14 febbraio 1945

Il bombardamento di Dresda e Kurt Vonnegut

di d. b. (*)

«Gli americani vennero condotti al quinto edificio oltre il cancello. Era un cubo di cemento a un piano con porte scorrevoli davanti e dietro. In origine serviva da luogo di raccolta dei maiali prima del macello. Ora avrebbe fatto da casa, lontano da casa, a cento prigionieri di guerra americani […] Sopra la porta dell’edificio c’era un grande numero. Il numero era “cinque”. Prima che gli americani potessero entrare, la guardia interprete disse loro di ricordare quel semplice indirizzo».

«Mattatoio n. 5 o la crociata dei bambini» è un bellissimo quanto insolito romanzo (del 1969) di Kurt Vonnegut che ha uno dei suoi punti di riferimento nei bombardamenti dell’aviazione inglese e statunitense su Dresda che, fra il 13 e il 14 febbraio 1945, distrussero quasi tutto il centro storico e uccisero migliaia di persone, certamente 25 mila anche se, in passato, si scrisse che le vittime furono addirittura 250 mila.

Il romanzo fa riferimento a un’esperienza reale (Vonnegut era prigioniero a Dresda) ma la storia si muove freneticamente e nel tempo e nello spazio, fra eventi reali e fantascienza. Il titolo completo del libro è: «Mattatoio n.5 o la crociata dei bambini (danza obbligata con la morte) di Kurt Vonnegut junior, tedesco americano da quattro generazioni il quale, attualmente residente in mezzo agli agi a Cape Cod (dove è eccessivamente dedito al vizio del fumo), ebbe modo di assistere molto tempo fa come soldato di fanteria, hors de combat, prigioniero di guerra, al bombardamento di Dresda, Germania, “la Firenze dell’Elba”, e di sopravvivere tanto da narrarne la storia. Questo è un romanzo scritto nello stile alquanto telegrafico e schizofrenico in uso nel pianeta Tralfamadore donde vengono i dischi volanti. Pace».

Nell’ottavo capitolo incontriamo Howard W. Campbell, «un americano che era diventato nazista», il quale invita i prigionieri statunitensi ad allearsi con i nazisti: «prima o poi finirete per dover combattere contro i comunisti». E due capitoli dopo, Vonnegut scrive: «Ogni giorno il governo del mio Paese mi comunica il numero dei cadaveri prodotti dalla scienza militare in Vietnam […] Mio padre morì molti anni fa, di morte naturale. Era un uomo dolce. Era anche un fanatico delle armi. Mi ha lasciato le sue armi. Si sono arrugginite».

Una delle chiavi per comprendere questo libro – che fu accolto malissimo dall’ambiente “intellettuale” sia negli Usa che in Italia, per essere “accettato” solo quando, anni dopo, divenne famoso tra i più giovani – è che fra i soldati partiti per la seconda guerra mondiale molti «erano bambini»; da qui Vonnegut inizia a intrecciare la sua storia (e le altre, quelle di fantascienza) con la prima «crociata dei bambini» del 1213 – una storia rimossa, più che mai una lunga «scor-data» – quando «30mila bambini si presentarono come volontari, pensando di andare in Palestina», per liberare il “santo sepolcro”.

Nel 1972 è stato tratto il film «Mattatoio 5» diretto da George Roy Hill, ricordato per una colonna sonora d’eccezione (Glenn Gould che esegue musiche di Bach).

La mia scelta di ricordare la tragedia di Dresda attraverso il romanzo di Vonnegut è un omaggio alla forza della letteratura e un invito a rileggere un grande, coraggioso scrittore (qui in blog ne trovate un ritratto in «Sul limite si vedono cose che…).

(*) Dall’11 gennaio, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – o anche due, come oggi- di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario.

 

Redazione
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