Scor-data: 17 settembre 1994

Muore Karl Popper

di Fabrizio Melodia (*)

«La base empirica delle scienze oggettive non ha in sé nulla di “assoluto”. La scienza non poggia su un solido strato di roccia […]. È come un edificio costruito su palafitte»: Karl Popper in «Logica della scoperta scientifica» (V, 30).
Già 20 anni dalla morte di Karl Popper: ancora adesso la sua ricerca filosofica è come una bomba atomica nel metodo conoscitivo scientifico e filosofico.
Popper fu un accanito sostenitore della necessità di affrontare le contraddizioni e da esse imparare.
«Evitare errori è un ideale meschino. Se non osiamo affrontare problemi che sono così difficili da rendere l’errore quasi inevitabile, non vi sarà allora sviluppo della conoscenza. In effetti è dalle nostre più teorie più ardite, incluse quelle che sono erronee, che noi impariamo di più. Nessuno può evitare di fare errori; la cosa grande è imparare da essi»; così Popper in «Conoscenza oggettiva» da «
La teoria del pensiero oggettivo» (Armando 1975).
Criticava duramente il marxismo, figlio negletto del peggiore hegelismo, proprio per l’intrinseca natura irrazionale delle proprie asserzioni, poiché esso, affermando candidamente la compresenza di più verità storicamente determinate, si poneva al livello di un pericoloso relativismo scientifico.
Karl Popper affermava che Marx non accettava la confutazione e quindi la crescita della conoscenza, minando dunque qualsiasi possibilità scientifica di tale consapevolezza.
Proprio per questo l’essere umano non potrà mai imparare dai propri errori poiché relativizza ogni conoscenza e la pone in modo dialettico.
Un tutto è bene che sinceramente non porta alcuna risposta.
«Il marxismo, oggi, non è più scienza; e non lo è poiché ha infranto la regola metodologica per la quale noi dobbiamo accettare la falsificazione, e ha immunizzato se stesso contro le più clamorose confutazioni delle sue predizioni» scrive Popper in «
La società aperta e i suoi nemici» (volume II; «Hegel e Marx falsi profeti» dalla IV di copertina).
La dialettica della tesi e dell’antitesi dovrebbe servire proprio a testimoniare l’incoerenza di una teoria e a falsificarla: a tal fine le contraddizioni sono molto importanti ma non al punto da spingerci a sovvertire la logica formale. Presupposto della falsificabilità è infatti che una teoria sia dotata di senso logico-razionale. Sostenendo invece che la realtà è intimamente contraddittoria – come ha fatto Hegel, seguito da Marx – ci si sottrae con fare disonesto al rischio stesso di poter essere confutati.
Poco importa a Popper se il metodo di Marx partiva da una analisi del reale estremamente puntigliosa ed empirica; poco importa che la realtà storica fosse impossibile da verificare e analizzare nella sua singolarità: Popper persegue una critica mosso da un grande furore scientifico che alla fine lo porta a conclusioni marxiste condotto con un metodo diverso.
La falsificazione, metodologia estremamente cartesiana nella sua logica freddezza, trova nel sanguigno Marx una prova critica ed empirica di tutto rispetto.
Popper in teoria, Marx nella pratica.
Due vite parallele, concluse in una strana “amicizia”, decisamente molto animata, anche se i due, per motivi temporali, non si sono mai potuti frequentare direttamente.
BIBLIOGRAFIA
S. Gattei, «Introduzione a Popper», Laterza, 2008.
H. Kiesewetter – Dario Antiseri, «La società aperta di Karl Popper», Rubbettino, 2008.
M. Battaglia, «Storia e cultura in Karl Raimund Popper», Pellegrini, 2005.
D. Chiffi – F. Minazzi (a cura di), «Riflessioni critiche su Popper», Franco Angeli, 2005.
D. Antiseri, «Karl Popper e il mestiere dello scienziato sociale», Rubbettino, 2003.
G. Scattone, «Due filosofie della libertà. Karl Popper e Robert Nozick», Rubbettino, 2002.
G. Stokes, «Popper», Il Mulino, Bologna, 2002.
F. Rodolfi, «Singole teorie o programmi di ricerca? Le immagini della scienza di Popper e Lakatos», Franco Angeli, 2001.
D. Antiseri, «La Vienna di Popper», Rubbettino, 2000.
A. Borghini, «Karl Popper. Politica e società», Franco Angeli, 2000.
D. Miller, «Sir Karl Popper. Una biografia scientifica», Rubbettino, 2000.
G. Volpe, «L’esperienza come metodo: la discussione popperiana del problema della base empirica», CLUE
B. Lai (a cura di), «Contro Popper», Armando, 1998.
G. Radnitzk, «Certezza e verità. Per una epistemologia postpopperiana», Laterza, 1986.
A. Antonietti, «Cervello, mente, cultura. L’interazionismo di J. C. Eccles e K. R. Popper», Franco Angeli, 1986.
L. Geymonat, «Riflessioni critiche su Kuhn e Popper», Dedalo, 1983.
L. Handjaras, «Epistemologia, logica e realtà: una introduzione a K. Popper e a W. V. Quine», La Nuova Italia, 1983.
A. Negri, «Il mondo dell’insicurezza. Dittico su Popper», Franco Angeli, 1983.

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano in blog. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili, tipo ieri che il post previsto si è perduto nelle nebbie nordiche) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia o triplica, pochi minuti dopo – postata di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.
Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 17 settembre avevo, fra l’altro, queste ipotesi:
1857: nasce Tsiolkovsky; 1922: nasce Agostino Neto; 1939: strage Katyn; 1948: assassinato Folke Bernadotte; 1961: assassinato Hammarskjold (già in blog); 2011: marcia di Occupy. E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.
Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it ) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”.
Ogni sabato (o quasi) c’è un riassunto di «scor-date» su Radiazione (ascoltabile anche in streaming) ovvero, per chi non sta a Padova, su http://www.radiazione.info .
Stiamo lavorando al primo libro (e-book e cartaceo) di «scor-date»… è un’impresa più complicata del previsto, vi aggiorneremo. (db)

Redazione
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