Scor-data: 20 settembre 1870

La “breccia” di Porta Pia e fine del potete temporale, anzi no

di Roberto Vuilleumier e Daniele Barbieri (*)

La «presa di Roma» è diventata davvero una «scor-data» a livello popolare mentre viene raccontata a rovescio dai Palazzi e dai loro megafoni. Al di là della discutibile “unità” di un’Italia colonizzata dai piemontesi, quel giorno segnò la fine di una orrenda monarchia assoluta, nemica di ogni libertà.
La fine del potere temporale… alla luce del sole; che poi oggi il Vaticano abbia mille agganci, più o meno sotterranei, per decidere (o bocciare) leggi, per avere soldi dall’Italia ecc è tristemente noto. C’è chi – pur se sanamente e convintamente laico – di questi tempi inneggia alle riforme del papa che ha scelto di chiamarsi Francesco. Attenzione: finora il papa ha detto parole interessanti e talora condivisibili, spesso in netto contrasto con quelle feroci e integraliste del suo predecessore, ma per quanto le parole siano importanti (lo sono, spesso pesano come pietre)…. i fatti contano molto di più. E per ora le azioni concrete del Vaticano non si distinguono da quelle che abbiamo conosciuto. Un solo esempio: mentre il papa che ha scelto di chiamarsi Francesco sembra aprire il dialogo con divorziati, gay, laici (eccetera) là dove si fanno leggi, si prendono decisioni politiche, si decidono i programmi scolastici invece la maggior parte degli uomini e donne “targati Vaticano” continua a manifestare la massima ostilità ai diritti delle persone “non allineate”.

Torniamo a Porta Pia.

Alle 10.10 del 20 settembre 1870 Federico Cocito, bersagliere, fu il primo soldato italiano a violare “la breccia” di Porta Pia. Fu una lunga giornata che terminò a tarda sera. Iniziò così per il giovane Stato italiano una stagione di laicità, destinata a interrompersi bruscamente nel 1929.

Il 20 settembre resta a nostro parere una delle poche feste nazionali degne di essere celebrata. La nostra Italia laica “ideale” dedicherebbe ogni anno almeno una settimana di festeggiamenti ma soprattutto di riflessioni a quel giorno; i mass media parlerebbero (finalmente) dei soprusi della Chiesa nei confronti di cittadine/i, rifletterebbero sulle violenze nei confronti dei bambini e sulle “fortune della Chiesa” accumulate grazie al denaro pubblico. E magari nelle tante vie intitolate al XX settembre 1870 si organizzerebbero incontri con banchetti sontuosi a vantaggio dei poveri.
Invece in Italia il XX settembre non è più festa dal 1929, uno degli anni più cupi per questo Paese essendo quello in cui si firmarono i Patti Lateranensi. Per via di quell’ accordo (servì a Mussolini per avere il supporto della Chiesa in quella che successivamente si trasformò in una “dittatura bellica”) lo Stato italiano rinunciò alla propria libertà etica, vennero accettate le regole del Vaticano sul matrimonio e sull’accettazione del cattolicesimo come “religione dello Stato”, una scelta che ferì a morte la scuola pubblica e l’istruzione laica.
Sono passati 85 anni da quei patti scellerati che ledono ancora l’Italia. La religione cattolica formalmente non è più religione di Stato ma l’ingerenza della Chiesa nella vita dello Stato è sempre la stessa, il danno alla “libertà di scelta” sempre più grave… perfino nel diritto a nascere e morire.

Così in questa «scor-data» saltiamo dal passato al presente e vi raccontiamo cosa abbiamo deciso di fare noi due (che abitiamo a Imola). Domani 20 settembre 2014 alle 10 in punto – all’angolo fra via Emilia e via 20 settembre, a Imola appunto – festeggeremo simbolicamente quel giorno di libertà, passeggiando: chiederemo a chi vorrà chiacchierare con noi l’abolizione del Concordato e la fine di ogni contributo pubblico alle religioni, l’assoluto divieto di contributi pubblici a favore delle scuole “paritarie”, la fine delle ingerenze delle curie nelle scuole dell’infanzia e l’abolizione dell’ora di religione cattolica nelle classi, la cessazione di contributi pubblici per gli assistenti religiosi e per i cosiddetti oneri di urbanizzazione, che sia cancellato il vilipendio alla religione; insomma che lo Stato italiano rifiuti quel (subdolo ma potentissimo) potere temporale della Chiesa che 144 anni dopo “la presa di Porta Pia” resiste scandalizzando anche la parte migliore dei credenti.

«Il Laico chiede di essere rispettato per le sue convinzioni rispettando quelle degli altri. Allo Stato chiede di non privilegiare alcuna religione o ideologia» ci ricorda Stephan Hessel.

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano in blog. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia o triplica, pochi minuti dopo – postata di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.

Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 20 settembre avevo, fra l’altro, queste ipotesi: 1758: nasce Jean Jacques Dessalines; 1792: «gionata di Valmy»; 1932: muore Wovoka; 1958: Italia, legge Merlin; 1966: Parigi sconvolta per il «Marat Sade» di Peter Weiss; 1990: muore Rosa Balistreri (già in blog);1992: ucciso Musa Anter; 2010: uccisa Teresa Bonocore. E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.
Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it ) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”.
Ogni sabato (o quasi) c’è un riassunto di «scor-date» su Radiazione (ascoltabile anche in streaming) ovvero, per chi non sta a Padova, su http://www.radiazione.info .
Stiamo lavorando al primo libro (e-book e cartaceo) di «scor-date»… è un’impresa più complicata del previsto, vi aggiorneremo. (
db)

db
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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