Scor-data: 28 marzo 1941

Virginia, il cuore tagliato in due

di d. b. (*)   

Contro la guerra, per i diritti delle donne, per la giustizia sociale; ma su tutto intellettuale e grandissima scrittrice. Il XX secolo non sarebbe stato lo stesso senza Virginia Woolf.

Tentò più volte di uccidersi e il 28 marzo 1941 ci riuscì. Sappiamo che una parte della sua fatica di vivere affonda nella giovinezza: nel racconto autobiografico «Momenti di essere e altri racconti» ricorda che lei e la sorella subirono abusi sessuali da parte dei fratellastri.

 

La ricordo oggi attraverso 7 sue frasi e l’invito a leggere (o rileggere) i suoi scritti.

 

«Troppo spesso le parole sono state usate, maneggiate, rivoltate, lasciate esposte alla polvere della strada. Le parole che cerchiamo pendono accanto all’albero: con l’aurora le troviamo dolci, sotto le fronde».

 

«Avete idea di quanti libri si scrivono sulle donne in un anno? Avete idea di quanti sono scritti da uomini? Sapete di essere l’animale forse più discusso dell’universo?» (da «Una stanza tutta per sé»).

E nello stesso libro: «Una donna deve avere soldi e una stanza tutta sua se vuole scrivere romanzi».

E ancora: «Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna?».

«La bellezza del mondo ha due tagli, uno di gioia, l’altro d’angoscia, e taglia in due il cuore».

«Perché mai è così tragica la vita; così simile a una striscia di marciapiede che costeggia un abisso. Guardo giù; ho le vertigini; mi chiedo come farò ad arrivare alla fine».

«La vita è un sogno dal quale ci si sveglia morendo».

 

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia, pochi minuti dopo – di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.

Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 28 marzo avevo questa ipotesi: la proposta come «giornata del migrante» per ricordare la strage (nel ’97) della Kater Rades; 1871: proclamata la Comune di Parigi; 1939: Madrid cade; 1957: Paul Teigten si dimette perché in Algeria i francesi si comportano come i nazisti; 1961: dottrina Kennedy sulla sicurezza; 1968: rivolta a Panama, lo stesso giorno violentissimi scontri zengakuren-polizia in Giappone; 1979: disastro nucleare ad Harrisburg; 1997: speronata la Kater. E chissà, a cercare un poco, quante altre «scor-date» salterebbero fuori su ogni giorno.

Molte le firme (non abbastanza però per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi, magari solo una citazione, un disegno o una foto. Se l’idea vi piace fate circolare le “scor-date” o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo un gran bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.