Scor-data: 3 giugno 1938

La strana storia di Umberto Nobile e di un sovversivo maremmano, Robusto Biancani, ucciso dagli stalinisti raccontata in «Potassa» da Alberto Prunetti (*)

Il generale Umberto Nobile è uno dei più sfigati eroi dell’aviazione che si ricordino. Ha cercato di conquistare alcuni primati legati al volo dei dirigibili, ma spesso si è trovato in panne. Adesso anche i vertici del regime fascista si sono stancati di accordargli fiducia. Il progetto di atterrare sul Polo Nord con un dirigibile chiamato Italia si è schiantato sul pack alle 10.33 del 25 maggio 1929. Al ritorno in Italia Nobile ha subito un’indagine,e la Commissione d’inchiesta lo ha definito “codardo”e “incompetente”. L’aviatore decide di cambiare aria. Non c’è posto per lui sul cielo italico, oscurato com’è dall’ombra pesante del fascista Balbo. Nobile si guarda intorno: poi cerca ospitalità in Russia. Il governo sovietico è allettato dall’idea di utilizzare un tecnico straniero, foss’anche un esponente d’un esercito fascista,per migliorare la propria potenza militare. Si concedono a Nobile quattrini e uomini per installare una fabbrica di dirigibili. Nobile installa la sua fabbrica, chiamata Dirizablestroj, in un villaggio non distante da Mosca: Dolgoprudnaia. Alle sue dipendenze, tra tecnici, disegnatori, progettisti e ingegneri, ha circa duecento uomini. Gli danno anche un interprete, un interprete particolare, che in caso di necessità, per non lasciarlo con le mani in mano, può trasformarsi in un meccanico tornitore: è Robusto Biancani. In pochi mesi i dirigibili sono pronti: ancorati a pesi mobili, assicurati al pavimento, sembrano mostri pieni di gas e benzina. Ma Nobile non ha fatto i conti con il caso o con la sua portentosa sfiga: per una banalità, un dirigibile s’incendia. Inizia una serie d’esplosioni a catena, la Dirizablestroj è in fiamme. È la fine del sogno sovietico di Nobile. Nell’era stalinista, ogni errore è un atto di sabotaggio. Contro Nobile e i tecnici italiani che lo hanno aiutato l’accusa di essere spie fasciste è facile da formulare.
Nobile, caduto in disgrazia,è costretto a ritornare in Italia.
[…] Per Biancani, che ormai ha cittadinanza sovietica e non può tornare in Italia, il destino è segnato. Biancani ha parlato con la spia fascista Nobile? Sì! (Del resto gli era stato chiesto di fargli da interprete). Biancani è quindi una spia fascista.
Falsamente accusato, prelevato di notte dal suo alloggio (appartamento n. 4 palazzo n.1, vicino alla stazione Dolgoprudnaja) interrogato,fu costretto sotto tortura a firmare una dichiarazione di colpevolezza. Dopo un sommario processo, è stato fucilato in una caserma dell’NKVD, la polizia segreta sovietica, il 3 giugno 1938. Questo è l’epilogo della vita del sovversivo maremmano. Comunista,si è fidato dei chierici della versione autoritaria del comunismo. Rivoluzionario e nemico del fascismo, è stato accusato da questi stessi chierici di spionaggio a servizio del fascismo e di attività controrivoluzionaria. Era andato pel mondo, illuso di poter trovare una patria, un approdo.
(*) E’ un brano di «Potassa», storie di sovversivi maremmani che Alberto Prunetti ha raccolto e pubblicato con Stampa Alternativa. Potete leggerle qui: http://www.stampalternativa.it/liberacultura/books/potassa.pdf (non ci sono problemi perché è un pdf libero, senza restrizioni).
Ricordo anche – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia, pochi minuti dopo – di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.
Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 3 giugno avevo ipotizzato: 1834: prima condanna a morte per Garibaldi; 1882: muore Garibaldi; 1899: cade la montatura contro Dreyfuss; 1904: nasce Charles Drew; 1924: muore Kafka; 1927: ucciso (per politica?) Ottavio Bottecchio; 1949: la celere a Forlì uccide un’operaia; 1956: tolta la «terza classe» sui treni; 1961: incontro Kennedy-Krusciov; 1963: il ministro Profumo si dimette; 1963: muore Roncalli; 1968: attentato contro Andy Warhol; 1989: muoiono 11 detenute a Le Vallete di Torino; 1992: Severn Suzuki, 12 anni, zittisce tutti al summit di Rio; 2011: muore Kevorian, «il dottor morte». E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.
Molte le firme (non abbastanza per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi, come oggi: magari solo una citazione, un disegno o una foto. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

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