Scor-data: 9 novembre 1993

Mostar, crolla il ponte vecchio

di Bozidar Stanisic (*)  

A vent’anni dal crollo dell’arco del Ponte vecchio (Stari most) di Mostar, cosa dire?
Ripetere:
A -Bombardato dagli estremisti croati e in conseguenza abbattuto nel fiume Narenta (Neretva) nel periodo degli scontri più duri tra le forze bosniaco musulmane
e croate, il ponte abbattuto ha suscitato reazioni di sdegno e amarezza nell’intero mondo? (
Aggiungere: L’amarezza c’è soprattutto in quella parte del mondo
che si ritiene più “civile”e volenterosa del bene nella propria missione “civilizzatrice” fino a convincere l’umanità intera del bene delle guerre “umanitarie”?).
B – Il Ponte vecchio è stato ricostruito con l’aiuto della cosiddetta comunità internazionale; illuminato dai riflettori, sembra più bello di notte che di giorno e piace ai turisti,anche a quelli italiani che, da molti anni, dicono che Mostar è la città vicina a Medjugorje? (
Aggiungere: La comunità internazionale spera che questa sua donazione alla città contribuirà all’avvicinamento delle due parti di questa città divisa in due parti non solo dalla Narenta, ma pure in chiave etnica?)
C – Insomma, il 9 novembre 1993 è data importante, quindo non per caso entrata nella Storia del Secolo breve? (
Aggiungere: La Storia è quella maestra continuamente disprezzata da quei suoi discepoli per i quali la materia preferita è la non memoria?)

Oppure uscire dagli schemi dicendo:
1 – A vent’anni dal crollo, il Ponte vecchio è al suo posto, e i cittadini di Mostar ciascuno dalla propria parte: i bosniaci mussulmani all’est; i croati cattolici all’ovest.
E’ in vista la divisione definitiva della città in due municipalità. Sembra una divisione semplice ma pure ciò sarà la conferma del fenomeno storico molto più ampio e profondo sia della città di Mostar divisa, che del Ponte vecchio allora crollato. Lo ha lucidamente osservato Paolo Rumiz nella sua rivelazione del “gioco” delle date, solo  apparentemente semplice: l’11/9 del 2001 delle Torri Gemelle è stato annunciato  il 9/11 del 1993. Sul resto leggete da Huntington:
«Lo scontro di civiltà dominerà la politica mondiale. Le linee di faglia tra le civiltà saranno le linee sulle quali si consumeranno le battaglie del futuro». (da «Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale», libro pubblicato proprio 20 anni fa)
2 – E’ interessante (ancora?) che tutti conosciamo sia la data del crollo del Ponte vecchio, che quella dell’inizio dell’assedio di Sarajevo, pur nella nostra ignoranza tutti noi crediamo importante ricordare che, prima e dopo la guerra fratricida in Bosnia (Paese ancora diviso) la leva forte delle spartizioni etniche è rimasto il nazionalismo (pur fratello della xenofobia e del razzismo, da tempo è rivestito negli abiti delle “opzioni politiche civili”). Siamo una minoranza insignificante quanto in Bosnia, tanto in Europa. Christa Wolf, era saggia anche nei momenti della disperazione:
«Noi sappiamo quando incomincia una guerra, e non sappiamo quando incomincia quello che la precede. Se esistono regole a riguardo, bisogna trasmetterle agli altri. Bisognerebbe dedicarle e inciderle nella tavole di argilla. Che cosa si potrebbe scrivere? Non permettetevi di essere ingannati dalla vostra gente».
3 – Che la Bosnia (1992-1995) sia stata la tomba delle forze di pace dell’Onu, alle quali è stato ordinato di fare tutto perchè sembrassero incapaci e inutili. La successiva ascesa della Nato è del tutto casuale?
4 – Che bisogna ripetere, non ai turisti (italiani e altri) ma ai loro figli, come non sia Mostar vicino a Medjugorje, ma Medjugorje a Mostar. E che sia utile a vedere (possibilmente anche riflettere) quella croce gigante su una sponda della Narenta e sull’altra i minareti talmente alti che pare tocchino le nuvole. Mostar non è fuori mondo ma a un passo da Trieste o Ancona: è questa la città in cui si potrebbe capire meglio fino a dove sono volati i pezzi del Muro di Berlino, dispersi altrove in nome della sicurezza dell’Occidente.
5 – Che mi scuso con tutti quelli che aspettavano una descrizione più poetica di Mostar, della sua storia culturale, qualche bel ricordo sul costruttore del Ponte vecchio (si chiamava Hajrudin ed è, penso, fratello spirituale di Ivo Andric che pensava che i ponti sono più sacri delle case e dei templi), sulla nostra giovinezza, quando ci sembrava che almeno in Europa non potesse scoppiare nessuna guerra.

 (*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia, pochi minuti dopo – di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.

Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 9 novembrefra l’altro avevo ipotizzato: 1279: nasce Guglielmo Tell; 1799: «il 18 brumaio» della rivoluzione francese; 1918: l’epidemia «spagnola» uccide Apollinaire; 1934: nasce Carl Sagan; 1938: «notte dei cristalli»; 1965: il grande black out; 1971: rivolta di Attica; 1978: crolla «il muro»; 1997: muore Camilla Cederna. E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.

Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

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