Scor-date: 6 aprile 1765

Nasce Carlo detto «Felice» ma che soprattutto fu «Feroce»: in Piemonte come in Sardegna. Un acrostico in due strofe – di Daniela Pia – lo racconta (*)  

Carlo, il Vice che divenne poi Re

Alcuni non sanno davvero chi fu

Regnò ben poco il loco insulare

Leggi e strade ce lo fan ricordare

Ostile al progresso abolì lo Statuto

Felice ben poco, feroce il bastante

Esaltò il trono e la Real politik

La Santa Alleanza e la “bonté du Roi”

Invocò il “carnage pour la bourgeoisie”

Che Tourin, giammai non dimenticò

Epigrafe d’ un re che veloce passò.

(*) Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia, come oggi – di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.

Molti i temi possibili. Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi, magari solo una citazione, un disegno, una foto o un acrostico come oggi. Per acrostici si intendono brevi componimenti in cui leggendo solo la prima lettera di ogni riga (o a volte di ogni frase) si forma un nome o una frase: possono essere usati come indovinelli ma persino per “bucare” la censura. Sotto il nazifascismo l’ora del primo sciopero (ovviamente illegale) in una grande fabbrica – per una nemesi storica accadde a Torino – fu indicata con l’acrostico in un volantino che, in bella vista nella bacheca dei reparti, apparentemente parlava di tutt’altro; se la memoria non mi tradisce, il testo in apparenza spiegava quanto era “bravo” il Duce che portava l’Italia verso una sicura vittoria però la prima lettera di ogni riga serviva al comitato (clandestino) dello sciopero per scrivere «otto» (o «nove») cioè confermare l’ora del blocco.

Se l’idea delle «scor-date» vi piace fatele circolare o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

 

Daniela Pia
Sarda sono, fatta di pagine e di penna. Insegno e imparo. Cammino all' alba, in campagna, in compagnia di cani randagi. Ho superato le cinquanta primavere. Veglio e ora, come diceva Pavese :"In sostanza chiedo un letargo, un anestetico, la certezza di essere ben nascosto. Non chiedo la pace nel mondo, chiedo la mia".

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